La tragica guerra civile greca (1946-1949), scoppiata all'indomani dell'occupazione italo-bulgaro-tedesca della Grecia, rivive nel diario di Sotiris Kanellopoulos, membro dell'Esercito …
Elitis pubblicò Sole il Primo nel 1943; era la sua seconda raccolta di versi; alle …
Come faccio a pubblicare una recensione di un libro così bello? Come si può spiegare la bellezza delle poesie contenute in questo libro? Ma soprattutto, com'è possibile che di un libro così bello non esista una pubblicazione recente? E' la prima volta che mi trovo seriamente in imbarazzo nello scrivere una recensione, seppur breve, eppure non trovo le parole per descrivere la bellezza dei versi scritti da Elytis. Il libro esce per la prima volta in Grecia dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma Elytis decide di non raccontarla, di prenderne le distanze e di dare, con le sue parole, una Speranza ai Greci. E lo fa eleggendo il Sole a sovrano assoluto dei suoi componimenti. Ne nascono poesie che sono un'autentica medicina per l'anima, ancor di più adesso che la Grecia moderna, piegata dalla crisi e dai cosidetti Mnimonio, i "programmi di salvataggio", sta vivendo i suoi giorni più bui …
Come faccio a pubblicare una recensione di un libro così bello? Come si può spiegare la bellezza delle poesie contenute in questo libro? Ma soprattutto, com'è possibile che di un libro così bello non esista una pubblicazione recente? E' la prima volta che mi trovo seriamente in imbarazzo nello scrivere una recensione, seppur breve, eppure non trovo le parole per descrivere la bellezza dei versi scritti da Elytis. Il libro esce per la prima volta in Grecia dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma Elytis decide di non raccontarla, di prenderne le distanze e di dare, con le sue parole, una Speranza ai Greci. E lo fa eleggendo il Sole a sovrano assoluto dei suoi componimenti. Ne nascono poesie che sono un'autentica medicina per l'anima, ancor di più adesso che la Grecia moderna, piegata dalla crisi e dai cosidetti Mnimonio, i "programmi di salvataggio", sta vivendo i suoi giorni più bui dalla dittatura dei Colonelli di fine anni 60 - inizio anni 70.
Gli do 5 stelline, ma se ce ne fossero state dieci gliele avrei date volentieri!
Mykonos, metà degli anni Cinquanta. Nella cosmopolita isola dell’Egeo, meta del jetset internazionale, segreti e …
Marìs è il patriarca del romanzo poliziesco in Grecia. Se allora le sue straordinarie storie non ebbero la fortuna che meritavano, è a causa della congiuntura storica. Marìs scriveva nel momento sbagliato e nel posto sbagliato, in un Paese che considerava il romanzo poliziesco un genere di serie B. Eppure nessun altro scrittore dell’epoca ha saputo descrivere con altrettanto vigore l’alta società ateniese del dopoguerra e il sottobosco dei delatori che si erano arricchiti durante l’occupazione e il conflitto civile. Se avesse scritto, che so, in francese, oggi sarebbe famoso in tutto il mondo.
Queste son le parole di Petros Markaris, l'autore greco più conosciuto all'estero, in un intervista rilasciata nel 2011. E in occasione del centenario della nascita del patriarca del romanzo noir greco, grazie all'attività dell'ETP Books, casa editrice nata nel 1989 e con sede in Grecia, per la prima volta i suoi romanzi vengono tradotti in …
Marìs è il patriarca del romanzo poliziesco in Grecia. Se allora le sue straordinarie storie non ebbero la fortuna che meritavano, è a causa della congiuntura storica. Marìs scriveva nel momento sbagliato e nel posto sbagliato, in un Paese che considerava il romanzo poliziesco un genere di serie B. Eppure nessun altro scrittore dell’epoca ha saputo descrivere con altrettanto vigore l’alta società ateniese del dopoguerra e il sottobosco dei delatori che si erano arricchiti durante l’occupazione e il conflitto civile. Se avesse scritto, che so, in francese, oggi sarebbe famoso in tutto il mondo.
Queste son le parole di Petros Markaris, l'autore greco più conosciuto all'estero, in un intervista rilasciata nel 2011. E in occasione del centenario della nascita del patriarca del romanzo noir greco, grazie all'attività dell'ETP Books, casa editrice nata nel 1989 e con sede in Grecia, per la prima volta i suoi romanzi vengono tradotti in italiano.
Maris nasce nel 1916 sull'isola di Skopelos e inizia la sua attività letteraria nel 1953, prima come giornalista e poi come autore di romanzi. Delitto a Mykonos è uno delle 70 storie poliziesche che ha pubblicato nel corso della sua carriera: ambientato nella splendida isola delle Cicladi negli anni 50, il libro racconta le avventure di Daninos, inquieto giovane deciso a vendicare la morte del padre, avvenuta durante l'Occupazione ad opera di un uomo, il tenente Pardi, che ritroverà sull'isola sotto falso nome. L'autore dipinge con particolare maestria lo scenario dell'isola dov'è ambientata la vicenda e anche i personaggi sono ben definiti, dal ricco armatore Taxiarchis alla nipote, al migliore amico, a Magda Antonescu, alla giovane Eleni. Una nota positiva la merita la casa editrice che ha pubblicato l'edizione italiana: ho amato tantissimo la cura con cui è stato realizzato il libro, sopratutto il font scelto per la stampa e l'attenzione per la traduzione, merce assai rara quando si tratta di libri greci.
Mykonos, metà degli anni Cinquanta. Nella cosmopolita isola dell’Egeo, meta del jetset internazionale, segreti e bugie risalenti al secondo conflitto …
Nell’Atene della fine degli anni Venti due giovani donne, la studentessa Dora e l’emancipata Lisa, …
L'unica cosa che faccio è amare
Non è la prima volta, sopratutto nella lettaratura neoellenica, che un libro viene riscoperto dopo tre quarti di secolo dalla sua pubblicazione. La scoperta di Le due amanti è merito di Christina Dounia, studiosa della generazione letteraria greca degli anni venti, che ne ha scoperto l'esistenza grazie a una recensione del critico letterario e scrittore Grigorios Xenopoulos, scritta nell'anno della prima pubblicazione del libro, e alla fortunosa coincidenza del ritrovamento di due copie dello stesso in una libreria privata sull'isola di Lesvos e nella libreria della casa ateniese del poeta greco Kostantinos Kavafis, la cui dedica è stata riportata sulla copertina dell'edizione italiana. Le due amanti è un racconto, scritto sotto forma di diario, dell'amore saffico tra Dora, studentessa di chimica all'Università di Atene, e Lisa, un'impiegata emancipata. La storia ricopre un periodo di tre anni ed è ambientato in un'Atene che ancora …
L'unica cosa che faccio è amare
Non è la prima volta, sopratutto nella lettaratura neoellenica, che un libro viene riscoperto dopo tre quarti di secolo dalla sua pubblicazione. La scoperta di Le due amanti è merito di Christina Dounia, studiosa della generazione letteraria greca degli anni venti, che ne ha scoperto l'esistenza grazie a una recensione del critico letterario e scrittore Grigorios Xenopoulos, scritta nell'anno della prima pubblicazione del libro, e alla fortunosa coincidenza del ritrovamento di due copie dello stesso in una libreria privata sull'isola di Lesvos e nella libreria della casa ateniese del poeta greco Kostantinos Kavafis, la cui dedica è stata riportata sulla copertina dell'edizione italiana.
Le due amanti è un racconto, scritto sotto forma di diario, dell'amore saffico tra Dora, studentessa di chimica all'Università di Atene, e Lisa, un'impiegata emancipata. La storia ricopre un periodo di tre anni ed è ambientato in un'Atene che ancora porta i segni dell'arrivo dei profughi conseguente alla catastrofe dell'Asia minore del 1922.
Il diario, scritto da Dora in prima persona, descrive l'ossessione amorosa della giovane, in uno stile che non si astiene dall'utilizzare uno stile disinibito per l'epoca, con continui riferimenti alla promiscuità sessuale, all'uso di stupefacenti e alla condizione della donna nella società greca del tempo. Le vicende si svolgono in un periodo di circa tre anni e si conclude con la laurea della protagonista e la partenza della sua amata per l'Italia.
Le pagine del nostro amore mi sembrano un sogno
Che soltanto adesso riusciremo a realizzare
Per trovare finalmente la pace
All’inizio del Novecento, 700mila greci vivevano sulle sponde del Mar Nero. Di fede cristiano-ortodossa, nei …
Definire La ragazza del Mar Nero un libro stupendo è troppo riduttivo. Il libro, toccante e terribile nella sua descrizione degli eventi, contribuisce a narrare un pezzo di storia poco noto ancora oggi all'infuori dei confini greci, la tragedia del genocidio dei Greci del Ponto, e per farlo la Tatsos segue due binari paralleli: da una parte l'autrice, di origine greca ma cresciuta in Italia, racconta di come ha scoperto di discendere da un popolo che, nei primi anni del Novecento, è stato vittima di una delle prime operazioni di pulizia etnica e del suo percorso di scoperta, aiutata dalla zia e da molti esperti della storia del Ponto; dall'altra il racconto, sotto forma di romanzo, della vita dei greci che abitavano la città di Kotyora, sulle sponde del Mar Nero, prima che le autorità decidessero che la Turchia doveva essere interamente musulmana, con tutti i tragici eventi che ne …
Definire La ragazza del Mar Nero un libro stupendo è troppo riduttivo. Il libro, toccante e terribile nella sua descrizione degli eventi, contribuisce a narrare un pezzo di storia poco noto ancora oggi all'infuori dei confini greci, la tragedia del genocidio dei Greci del Ponto, e per farlo la Tatsos segue due binari paralleli: da una parte l'autrice, di origine greca ma cresciuta in Italia, racconta di come ha scoperto di discendere da un popolo che, nei primi anni del Novecento, è stato vittima di una delle prime operazioni di pulizia etnica e del suo percorso di scoperta, aiutata dalla zia e da molti esperti della storia del Ponto; dall'altra il racconto, sotto forma di romanzo, della vita dei greci che abitavano la città di Kotyora, sulle sponde del Mar Nero, prima che le autorità decidessero che la Turchia doveva essere interamente musulmana, con tutti i tragici eventi che ne sono seguiti, e in particolare segue le vicende di Eratò, nonna della protagonista, che sarà costretta, per salvare la sua vita, del marito e del loro bambino, a lasciare la città dov'è cresciuta e a raggiungere la Grecia, una terra lontana e finora solo immaginata.
Si comincia con il solito delitto siciliano che da Vigàta rimbalza sui giornali di tutta …
Il cane di terracotta è da inserire tra i migliori romanzi che il grande Camilleri dedica al celeberrimo commissario, senza dubbio il più affascinante, direi quasi suggestivo. Qui i personaggi secondari vengono meglio tratteggiati rispetto al primo libro (una menzione speciale per Catarella, che ogni volta mi fa scompisciare!); l'intreccio poi è di altissimo livello, con due indagini - una presente e una passata - seguite di pari passo senza che l'una nasconda o travalichi l'altra. Davvero ottimo!
Il cane di terracotta è da inserire tra i migliori romanzi che il grande Camilleri dedica al celeberrimo commissario, senza dubbio il più affascinante, direi quasi suggestivo. Qui i personaggi secondari vengono meglio tratteggiati rispetto al primo libro (una menzione speciale per Catarella, che ogni volta mi fa scompisciare!); l'intreccio poi è di altissimo livello, con due indagini - una presente e una passata - seguite di pari passo senza che l'una nasconda o travalichi l'altra. Davvero ottimo!
Un noto imprenditore accoltellato in ascensore e un tunisino «sparato» mentre si trovava al largo …
Il ladro di merendine è il terzo libro della serie del commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri ed è, come tutti gli altri, bellissimo. La storia parte dall'uccisione di un tunisino, imbarcato su un peschereccio, da parte di una motovedetta tunisina, indagine da cui Montalbano cercherà di stare il più lontano possibile ma che invece lo trascinerà in una storia molto più intricata, che vedrà anche l'uccisione di un commerciante, avvenuta nell'ascensore della palazzina dove abitava, e la sparizione di una donna tunisina il cui figlio ruba le merendine ai ragazzini che vanno a scuola. L'intreccio è quanto mai perfetto e intrigante, il linguaggio, condito da una generosa spruzzata di termini siciliani, è come sempre geniale e divertente. Di sicuro, tra i migliori romanzi di Camilleri.
Il ladro di merendine è il terzo libro della serie del commissario nato dalla penna di Andrea Camilleri ed è, come tutti gli altri, bellissimo. La storia parte dall'uccisione di un tunisino, imbarcato su un peschereccio, da parte di una motovedetta tunisina, indagine da cui Montalbano cercherà di stare il più lontano possibile ma che invece lo trascinerà in una storia molto più intricata, che vedrà anche l'uccisione di un commerciante, avvenuta nell'ascensore della palazzina dove abitava, e la sparizione di una donna tunisina il cui figlio ruba le merendine ai ragazzini che vanno a scuola. L'intreccio è quanto mai perfetto e intrigante, il linguaggio, condito da una generosa spruzzata di termini siciliani, è come sempre geniale e divertente. Di sicuro, tra i migliori romanzi di Camilleri.
«Può un omo, arrivato oramà alla fine della so carriera, arribbillarsi a uno stato di …
L'ottavo romanzo di Camilleri dedicato a Montalbano si svolge esattamente dov'era finito il precedente (Giro di boa, che io non ho ancora letto), ovvero col nostro commissario convalescente dopo esser stato ferito. Richiamato urgentemente in servizio dalla convalescenza, si ritrova a indagare su un sequestro che svelerà, col proseguire dell'indagine, particolari ben più inquietanti. La bravura e la maestria di Camilleri è riuscita a sorprendermi ancora una volta: riesce a scrivere un ottimo giallo senza il classico morto ammazzato; dipinge, con pochi personaggi e una trama breve, un affresco di una famiglia coinvolta nel dramma del sequestro della propria figlia, già gravato dalla malattia della madre e ridotta sul lastrico anni prima a causa del fratello della donna; infine, descrive magistralmente la malinconia in cui piomba il commissario dopo esser stato ferito e aver passato la convalescenza prima in ospedale e poi a casa, curato dall'amorevole (?) presenza della fidanzata …
L'ottavo romanzo di Camilleri dedicato a Montalbano si svolge esattamente dov'era finito il precedente (Giro di boa, che io non ho ancora letto), ovvero col nostro commissario convalescente dopo esser stato ferito. Richiamato urgentemente in servizio dalla convalescenza, si ritrova a indagare su un sequestro che svelerà, col proseguire dell'indagine, particolari ben più inquietanti.
La bravura e la maestria di Camilleri è riuscita a sorprendermi ancora una volta: riesce a scrivere un ottimo giallo senza il classico morto ammazzato; dipinge, con pochi personaggi e una trama breve, un affresco di una famiglia coinvolta nel dramma del sequestro della propria figlia, già gravato dalla malattia della madre e ridotta sul lastrico anni prima a causa del fratello della donna; infine, descrive magistralmente la malinconia in cui piomba il commissario dopo esser stato ferito e aver passato la convalescenza prima in ospedale e poi a casa, curato dall'amorevole (?) presenza della fidanzata Livia.
Sicuramente, nonostante sia un romanzo sottovalutato dai più, il mio preferito di tutti i romanzi che ho letto di Montalbano. Unica nota negativa: qualche refuso qua e la nell'edizione in mio possesso.