Damiana Atzeni ha recensito Pista nera di Antonio Manzini
L'erede di Montalbano, ma anche no
5 stelle
Alzi la mano chi di voi non conosce Rocco Schiavone, il commissario, pardon vicequestore più irriverente, antipatico, scorretto, donnaiolo, insolente, maschilista d’Italia! Ebbene, scordatevi Salvo Montalbano, Corrado Cattani et similia. Antonio Manzini ci descrive un vicequestore totalmente diverso dall’ordinario. E vi conquisterà, garantito. Il romanzo, come tutti gli altri legati a Schiavone, è ambientato ad Aosta, città dove il nostro eroe è stato trasferito da Roma per motivi disciplinari, dove una sera un giovane, impegnato nel rifacimento serale delle piste da sci, senza volerlo investe qualcosa con il suo gatto delle nevi. Questo qualcosa si scopre essere un cadavere. E così Schiavone deve recarsi sul posto, a Champoluc, dove la neve regna sovrana, le Clarks diventano subito fradice e il loden è totalmente inadeguato a proteggerlo dal freddo. Avevo questo romanzo nella wishlist da anni (credo da quando uscì la prima stagione della serie Tv su Rai2) e finalmente mi …
Alzi la mano chi di voi non conosce Rocco Schiavone, il commissario, pardon vicequestore più irriverente, antipatico, scorretto, donnaiolo, insolente, maschilista d’Italia! Ebbene, scordatevi Salvo Montalbano, Corrado Cattani et similia. Antonio Manzini ci descrive un vicequestore totalmente diverso dall’ordinario. E vi conquisterà, garantito. Il romanzo, come tutti gli altri legati a Schiavone, è ambientato ad Aosta, città dove il nostro eroe è stato trasferito da Roma per motivi disciplinari, dove una sera un giovane, impegnato nel rifacimento serale delle piste da sci, senza volerlo investe qualcosa con il suo gatto delle nevi. Questo qualcosa si scopre essere un cadavere. E così Schiavone deve recarsi sul posto, a Champoluc, dove la neve regna sovrana, le Clarks diventano subito fradice e il loden è totalmente inadeguato a proteggerlo dal freddo. Avevo questo romanzo nella wishlist da anni (credo da quando uscì la prima stagione della serie Tv su Rai2) e finalmente mi sono decisa a leggerlo. E mannaggia a me ad avere aspettato così tanto, non immaginavo fosse così spassoso. A partire dal rapporto tra Schiavone e D’Intino, che ricorda da vicino quello tra Montalbano e Catarella, anche se Schiavone non ha la stessa pazienza del commissario siciliano. Ma questo è l’unico punto che Schiavone e Montalbano hanno in comune. Per il resto, i due abitano due mondi e due abitudini completamente diversi e non sovrapponibili. Fin dall’inizio questo è un romanzo che ti inchioda alle pagine. Ho amato la descrizione della Valle d’Aosta (nonostante non sia amante della neve e del freddo), delle atmosfere, dei personaggi: un mondo da cui difficilmente si riesce a staccarsi, anche a romanzo concluso. La scrittura è semplice ed accattivante, che contribuisce a creare un romanzo che si legge in poco tempo. E Antonio Manzini è incredibilmente bravo, nella scrittura e nelle descrizioni. Merita davvero il successo che ha. Consiglio a tutti di leggere questi libri dopo aver visto la serie televisiva: le battute di Schiavone le ho lette con la voce di Marco Giallini in testa. Uno spasso!







