Alice sta per perdere la casa di famiglia in cui è cresciuta e vive, ma …
Il meglio è nemico del bene
5 stelle
Alice ancora non lo sa è il primo romanzo di Carlotta Fruttero, figlia del più celebre Carlo, autore, insieme a Franco Lucentini, di romanzi gialli, opere satiriche, traduzioni e collaborazioni giornalistiche, una delle coppie più influenti della letterature italiana del Novecento. Questo romanzo invece esplora il tema dell'amore tossico e della manipolazione psicologica ed è ambientato in Maremma, nella pineta di Roccamare, dove l'autrice ha trascorso parte dell'infanzia. E' ispirato a esperienze personali e riflette sulla vulnerabilità delle donne di fronte a relazioni disfunzionali. Lo stile di scrittura è nitido e sincero e combina narrazione autobiografica e fiction, come evidenziato dalla struttura a due voci, che alterna la realtà della sua esperienza con la finzione della protagonista Alice, vittima di uno sconosciuto affascinante ma dalla mente disturbata. Il testo l'ho trovato emozionante e coinvolgente, con una trama avvincente che narra la resurrezione da un amore malato. Le pagine scivolano via …
Alice ancora non lo sa è il primo romanzo di Carlotta Fruttero, figlia del più celebre Carlo, autore, insieme a Franco Lucentini, di romanzi gialli, opere satiriche, traduzioni e collaborazioni giornalistiche, una delle coppie più influenti della letterature italiana del Novecento.
Questo romanzo invece esplora il tema dell'amore tossico e della manipolazione psicologica ed è ambientato in Maremma, nella pineta di Roccamare, dove l'autrice ha trascorso parte dell'infanzia. E' ispirato a esperienze personali e riflette sulla vulnerabilità delle donne di fronte a relazioni disfunzionali. Lo stile di scrittura è nitido e sincero e combina narrazione autobiografica e fiction, come evidenziato dalla struttura a due voci, che alterna la realtà della sua esperienza con la finzione della protagonista Alice, vittima di uno sconosciuto affascinante ma dalla mente disturbata. Il testo l'ho trovato emozionante e coinvolgente, con una trama avvincente che narra la resurrezione da un amore malato. Le pagine scivolano via una dopo l'altra, si legge in pochi giorni. E il finale non è affatto consolatorio.
Indossando i panni di Tiresia Camilleri, con la potenza del mito e la forza della …
Chiamatemi Tiresia
4 stelle
Avevo questo libro in wishlist dal 2019, anno in cui fu trasmesso su Rai1 lo spettacolo teatrale omonimo, registrato al Teatro Greco di Siracusa l'estate prima. Lo spettacolo, per chi non lo sapesse, narra la storia di Tiresia, indovino cieco della mitologia greca, la cui storia si intreccia con quella personale dello scrittore siciliano reso cieco dalla sua malattia. Nel corso della conversazione, Camilleri/Tiresia dialoga con i personaggi più disparati, da Omero e Orazio a Woody Allen, da Dante Alighieri e Guillaume Apollinaire a Pasolini, da Wirginia Woolf e Ezra Pound ai Genesis. Il libro (o meglio dire, il libricino, perché ha appena 30 pagine), contiene la trascrizione di quello spettacolo ed è la conferma del genio di Camilleri: Tiresia ha avuto il privilegio di Zeus di vivere sette generazioni umane e inizia a raccontate il suo vissuto passo dopo passo, a partire dal cambio di sesso ("Meglio non conoscere …
Avevo questo libro in wishlist dal 2019, anno in cui fu trasmesso su Rai1 lo spettacolo teatrale omonimo, registrato al Teatro Greco di Siracusa l'estate prima. Lo spettacolo, per chi non lo sapesse, narra la storia di Tiresia, indovino cieco della mitologia greca, la cui storia si intreccia con quella personale dello scrittore siciliano reso cieco dalla sua malattia. Nel corso della conversazione, Camilleri/Tiresia dialoga con i personaggi più disparati, da Omero e Orazio a Woody Allen, da Dante Alighieri e Guillaume Apollinaire a Pasolini, da Wirginia Woolf e Ezra Pound ai Genesis. Il libro (o meglio dire, il libricino, perché ha appena 30 pagine), contiene la trascrizione di quello spettacolo ed è la conferma del genio di Camilleri: Tiresia ha avuto il privilegio di Zeus di vivere sette generazioni umane e inizia a raccontate il suo vissuto passo dopo passo, a partire dal cambio di sesso ("Meglio non conoscere a fondo i pensieri che possono agitare la mente di una donna") al ritorno nei suoi panni. Una volta riacquisite le sue sembianze maschili, Camilleri porta avanti una conversazione in cui riflette sulla cecità e sul tempo, sulla memoria e sulla profezia, sulle bruttezze della Storia. Un capolavoro scritto con ironia e acume, che consiglio di completare con la visione dello spettacolo (sperando che Raiplay non l'abbia cancellato nel mentre).
Edizione pubblicata da Famiglia cristiana senza ISBN
Terzo libro finito, procedo con la lettura del quarto e ultimo volume. Qualche errore di battitura è ancora presente, ma niente a che vedere con il primo libro.
Before he was the guardian of Ciri, the child of destiny, Geralt of Rivia was …
Un libro per accontentare i fan
3 stelle
Ho terminato la lettura di questo libro restando un po' perplessa. Ho adorato la saga dello Strigo più famoso della letteratura mondiale, ma questo libro sono riuscita ad apprezzarlo in pieno solo alla fine. Non mi soffermerò sullo stile di scrittura dell'autore, credo di averne parlato nella recensione complessiva pubblicata dopo la lettura della Signora del lago. Mi soffermerò piuttosto sui difetti (tali da farmi dare solo 3 stelle, uno dei punteggi più bassi dati all'intera saga): la trama è decisamente meno avvincente rispetto agli altri romanzi della serie (una maga che prima fa arrestare Geralt e poi lo fa scagionare solo per ottenere la sua attenzione mi sa tanto di roba buttata un po' lì. E anche il furto delle spade date in consegna prima di essere arrestato, boh e pure mah); il troppo latino (non ricordo che l'autore l'abbia usato così in abbondanza negli altri libri e comunque …
Ho terminato la lettura di questo libro restando un po' perplessa. Ho adorato la saga dello Strigo più famoso della letteratura mondiale, ma questo libro sono riuscita ad apprezzarlo in pieno solo alla fine. Non mi soffermerò sullo stile di scrittura dell'autore, credo di averne parlato nella recensione complessiva pubblicata dopo la lettura della Signora del lago. Mi soffermerò piuttosto sui difetti (tali da farmi dare solo 3 stelle, uno dei punteggi più bassi dati all'intera saga): la trama è decisamente meno avvincente rispetto agli altri romanzi della serie (una maga che prima fa arrestare Geralt e poi lo fa scagionare solo per ottenere la sua attenzione mi sa tanto di roba buttata un po' lì. E anche il furto delle spade date in consegna prima di essere arrestato, boh e pure mah); il troppo latino (non ricordo che l'autore l'abbia usato così in abbondanza negli altri libri e comunque tende a far diventare la narrazione piuttosto pesante); il finale assurdo che non chiarisce nulla né dei fatti raccontati né delle varie storyline presenti nel romanzo.
Come anche per Il crocevia dei corvi, questo è un romanzo che non aggiunge niente di che a ciò che già si sapeva. Sembra una cosa scritta giusto per accontentare i fan della serie o dei videogiochi e niente più.
Non si nasce strigo, lo si diventa. Prima di diventare noto come il Lupo Bianco …
Un'occasione sprecata
3 stelle
Ho concluso la lettura della Saga dello Strigo Geralt qualche settimana fa e ho deciso di leggere anche gli ultimi due libri pubblicati di recente (l'altro è La stagione delle tempeste, in corso di lettura) per avere un quadro più completo di Geralt e del suo mondo. Ritroviamo il nostro protagonista molto più giovane, già consapevole di essere un individuo diverso rispetto agli altri esseri umani. Viene raccontata il suo rapporto con lo strigo che gli ha atto da mentore e addestratore. I primi approcci con un mondo che guarda agli strighi con malcelato dispresso. E nonostante questo sia comunque un ottimo fantasy, non aggiunge nulla a quanto già si conosceva della sua vita. Non dico che non andasse scritto, ma si poteva comunque aggiungere qualche particolare in più sulla sua infanzia e sulla sua famiglia di origine, ad esempio. Peccato, un'occasione sprecata.
Ho concluso la lettura della Saga dello Strigo Geralt qualche settimana fa e ho deciso di leggere anche gli ultimi due libri pubblicati di recente (l'altro è La stagione delle tempeste, in corso di lettura) per avere un quadro più completo di Geralt e del suo mondo. Ritroviamo il nostro protagonista molto più giovane, già consapevole di essere un individuo diverso rispetto agli altri esseri umani. Viene raccontata il suo rapporto con lo strigo che gli ha atto da mentore e addestratore. I primi approcci con un mondo che guarda agli strighi con malcelato dispresso. E nonostante questo sia comunque un ottimo fantasy, non aggiunge nulla a quanto già si conosceva della sua vita. Non dico che non andasse scritto, ma si poteva comunque aggiungere qualche particolare in più sulla sua infanzia e sulla sua famiglia di origine, ad esempio. Peccato, un'occasione sprecata.