Damiana Atzeni ha valutato L'uomo di Londra: 4 stelle

L'uomo di Londra di Georges Simenon
Sospesa fra le nebbie di Dieppe, la cabina di vetro di Louis Maloin – ferroviere addetto agli scambi – è …
In trasloco da Goodreads, dove avevo lo status di librarian. Ora esploro il Fediverso libresco, vediamo un po' come va...
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Sospesa fra le nebbie di Dieppe, la cabina di vetro di Louis Maloin – ferroviere addetto agli scambi – è …

«Sorrideva. Si sentiva tutto indolenzito, ma questo, lungi dall'essere sgradevole gli dava una sensazione voluttuosa. Si stirava, in quella cucina …

In quale momento della giornata avevano potuto infilargli quel foglietto in tasca, nella tasca sinistra della giacca? Era un foglietto …

Una città, Istanbul, ancora avvolta, all'inizio degli anni Trenta, da un'aura di eccitante depravazione. Una giovane donna, Nouchi, candidamente perversa, …
In molti, l'estate scorsa, quando hanno saputo del ricovero in ospedale del Maestro Camilleri, hanno trepidato e sperato che si riprendesse e che potesse continuare, in qualche modo, a lavorare alla saga del commissario più famoso d'Italia. Oltre a un grande vuoto difficilmente colmabile, la sua scomparsa ci ha lasciato, come eredità, questo libro, che è stato pubblicato in due versioni: una col solo romanzo, editato nel 2016 e consegnato alla casa editrice con la promessa di pubblicarlo una volta Camilleri fosse passato a miglior vita; un'altra, che è questa che sto recensendo, che contiene sia la versione del 2016 che quella del 2005, la prima stesura del romanzo realizzata all'epoca della pubblicazione de La luna di carta. Nel romanzo, il trentunesimo dell'intera saga, ritroviamo Montalbano alle prese non solo col solito morto ammazzato, ma anche alle prese con due conflitti inusuali: uno con l'Autore a cui aveva raccontato alcuni …
In molti, l'estate scorsa, quando hanno saputo del ricovero in ospedale del Maestro Camilleri, hanno trepidato e sperato che si riprendesse e che potesse continuare, in qualche modo, a lavorare alla saga del commissario più famoso d'Italia. Oltre a un grande vuoto difficilmente colmabile, la sua scomparsa ci ha lasciato, come eredità, questo libro, che è stato pubblicato in due versioni: una col solo romanzo, editato nel 2016 e consegnato alla casa editrice con la promessa di pubblicarlo una volta Camilleri fosse passato a miglior vita; un'altra, che è questa che sto recensendo, che contiene sia la versione del 2016 che quella del 2005, la prima stesura del romanzo realizzata all'epoca della pubblicazione de La luna di carta. Nel romanzo, il trentunesimo dell'intera saga, ritroviamo Montalbano alle prese non solo col solito morto ammazzato, ma anche alle prese con due conflitti inusuali: uno con l'Autore a cui aveva raccontato alcuni dei casi da lui affrontati e che sono diventati prima dei romanzi e poi dei telefilm di successo; l'altro col personaggio che lo interpreta in televisione nei suddetti telefilm. Sul giallo in sé non c'è molto da aggiungere, è uno dei classici gialli a cui Camilleri ci ha abituato in tutti questi anni, dove in più si avverte tutta la stanchezza dell'autore e il suo desiderio di chiudere una volta per sempre col personaggio di Montalbano. Al termine del libro rimane una sorda malinconia, ma anche un profondo senso di gratitudine per quest'ultimo regalo postumo.

L'ultima indagine del commissario Montalbano in una edizione speciale in cui vengono presentate due versioni del romanzo, quella definitiva del …

"Raprì l'occhi, si susì, annò alla finestra, spalancò le persiane. E la prima cosa che vitti fu un cavaddro, stinnicchiato …

Non è un buon momento questo per il commissario Montalbano: con Livia ci sono continui litigi, incomprensioni ingigantite dalla distanza, …

Caldo torrido, estenuante, sole implacabile: è questa la vampa del mese più infuocato della torrida estate siciliana, ma è anche …
La forma dell'acqua è il romanzo di Camilleri dove esordisce il celeberrimo commissario Montalbano. La prima lettura del libro risale a quando avevo 16 anni, e con Camilleri fu amore a prima lettura! Nonostante un forte uso del siciliano (e di parole di cui a prima lettura non si capisce bene il significato) il romanzo scorre che un piacere, una lettura mai noiosa e coinvolgente, dove però i personaggi (escluso il protagonista) rimangono ai margini rispetto all'indagine. Se proprio si vuole trovare una pecca a questo bellissimo romanzo è il finale un po' troppo frettoloso.
La forma dell'acqua è il romanzo di Camilleri dove esordisce il celeberrimo commissario Montalbano. La prima lettura del libro risale a quando avevo 16 anni, e con Camilleri fu amore a prima lettura! Nonostante un forte uso del siciliano (e di parole di cui a prima lettura non si capisce bene il significato) il romanzo scorre che un piacere, una lettura mai noiosa e coinvolgente, dove però i personaggi (escluso il protagonista) rimangono ai margini rispetto all'indagine. Se proprio si vuole trovare una pecca a questo bellissimo romanzo è il finale un po' troppo frettoloso.

Il primo omicidio letterario in terra di mafia della seconda repubblica - un omicidio eccellente seguito da un altro, secondo …
La quarta indagine del commissario Montalbano è una nuova conferma della bravura di Camilleri. Il bello di questo romanzo? Non tanto l'indagine in sè (complessa e ben strutturata, con personaggi ben delineanti e un finale inaspettato), quanto la descrizione fatta dall'autore della Sicilia, dei suoi colori e della sua cucina. E poi, alzi la mano chi, dopo aver letto almeno uno dei libri di Montalbano, non ha inserito parole siciliane nelle proprie frasi? Infine, una menzione d'onore per Catarella: ogni volta che leggo i suoi interventi e le sue risposte sgangherate, rotolo dalle risate!
La quarta indagine del commissario Montalbano è una nuova conferma della bravura di Camilleri. Il bello di questo romanzo? Non tanto l'indagine in sè (complessa e ben strutturata, con personaggi ben delineanti e un finale inaspettato), quanto la descrizione fatta dall'autore della Sicilia, dei suoi colori e della sua cucina. E poi, alzi la mano chi, dopo aver letto almeno uno dei libri di Montalbano, non ha inserito parole siciliane nelle proprie frasi? Infine, una menzione d'onore per Catarella: ogni volta che leggo i suoi interventi e le sue risposte sgangherate, rotolo dalle risate!

«Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva». Questo …
"Montalbano sono. Dovrei dire pronto, ma non lo dico. Sinceramente, non mi sento pronto" Camilleri non si smentisce: con una frase simile si resta piegati dalle risate per svariati minuti! XD La gita a Tindari è, se possibile, ancora più bello dei precedenti: appassionante come pochi, con una trama importante ma sviluppata alla perfezione e con personaggi sempre ben caratterizzati, inseriti in uno spaccato di Sicilia poco conosciuta, che l'autore con le sue descrizioni riesce a farti amare. In più il dialetto siciliano aggiunge un sano tocco di ironia che non guasta mai. Unico neo: forse la vicenda del traffico d'organi poteva essere trattata meglio e non relegata a un ruolo marginale, ciononostante il libro merita tutte e quattro le stelline.
"Montalbano sono. Dovrei dire pronto, ma non lo dico. Sinceramente, non mi sento pronto" Camilleri non si smentisce: con una frase simile si resta piegati dalle risate per svariati minuti! XD La gita a Tindari è, se possibile, ancora più bello dei precedenti: appassionante come pochi, con una trama importante ma sviluppata alla perfezione e con personaggi sempre ben caratterizzati, inseriti in uno spaccato di Sicilia poco conosciuta, che l'autore con le sue descrizioni riesce a farti amare. In più il dialetto siciliano aggiunge un sano tocco di ironia che non guasta mai. Unico neo: forse la vicenda del traffico d'organi poteva essere trattata meglio e non relegata a un ruolo marginale, ciononostante il libro merita tutte e quattro le stelline.