Damiana Atzeni ha valutato L'Odore Della Notte: 4 stelle

L'Odore Della Notte di Andrea Camilleri
A Vigàta è tornato l'inverno. E il commissario Montalbano non è più un ragazzino. Lo si avverte perché i segni …
In trasloco da Goodreads, dove avevo lo status di librarian. Ora esploro il Fediverso libresco, vediamo un po' come va...
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A Vigàta è tornato l'inverno. E il commissario Montalbano non è più un ragazzino. Lo si avverte perché i segni …
Non è il migliore dei romanzi di Camilleri, raggiunge un tre appena stiracchiato, forse perchè è uno dei primi che l'autore scrisse, sinceramente mi aspettavo qualcosa in più. L'unica parte davvero godibile è il glossario.
Non è il migliore dei romanzi di Camilleri, raggiunge un tre appena stiracchiato, forse perchè è uno dei primi che l'autore scrisse, sinceramente mi aspettavo qualcosa in più. L'unica parte davvero godibile è il glossario.

Nel 1980 Livio Garzanti volle pubblicare questo mio romanzo risolvendo le perplessità di alcuni suoi eminenti collaboratori. Mi domandò però, …
Ho adorato la trasposizione televisiva, ma il romanzo è decisamente molto meglio! La mossa del cavallo è spettacolare, con una trama attualissima (sebbene sia ambientato nell'Ottocento) e un intreccio che mi ha lasciato di stucco per la sua raffinatezza. I romanzi di Camilleri sono scritti in dialetto siciliano, ma quando ho visto le parti in dialetto ligure (che ho trovato godibile, nonostante non sia il mio dialetto) ho fatto un salto sulla sedia. I due idiomi, mischiati all'italiano, creano un mix particolare e avvincente che ti tiene incollato fino all'ultima pagina. Se non avete letto questo libro e neppure visto il film Tv, vi consiglio di recuperarli entrambi.
Ho adorato la trasposizione televisiva, ma il romanzo è decisamente molto meglio! La mossa del cavallo è spettacolare, con una trama attualissima (sebbene sia ambientato nell'Ottocento) e un intreccio che mi ha lasciato di stucco per la sua raffinatezza. I romanzi di Camilleri sono scritti in dialetto siciliano, ma quando ho visto le parti in dialetto ligure (che ho trovato godibile, nonostante non sia il mio dialetto) ho fatto un salto sulla sedia. I due idiomi, mischiati all'italiano, creano un mix particolare e avvincente che ti tiene incollato fino all'ultima pagina. Se non avete letto questo libro e neppure visto il film Tv, vi consiglio di recuperarli entrambi.

Questa vicenda prende lo spunto da una nota di Raimondo Franchetti per la sua inchiesta controgovernativa sulle condizioni socio-economiche della …

Come un uomo qualsiasi, «che guardava passare i treni» e sognava la vita che vi si nascondeva, possa improvvisamente abbandonare …

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Sospesa fra le nebbie di Dieppe, la cabina di vetro di Louis Maloin – ferroviere addetto agli scambi – è …

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Una città, Istanbul, ancora avvolta, all'inizio degli anni Trenta, da un'aura di eccitante depravazione. Una giovane donna, Nouchi, candidamente perversa, …
In molti, l'estate scorsa, quando hanno saputo del ricovero in ospedale del Maestro Camilleri, hanno trepidato e sperato che si riprendesse e che potesse continuare, in qualche modo, a lavorare alla saga del commissario più famoso d'Italia. Oltre a un grande vuoto difficilmente colmabile, la sua scomparsa ci ha lasciato, come eredità, questo libro, che è stato pubblicato in due versioni: una col solo romanzo, editato nel 2016 e consegnato alla casa editrice con la promessa di pubblicarlo una volta Camilleri fosse passato a miglior vita; un'altra, che è questa che sto recensendo, che contiene sia la versione del 2016 che quella del 2005, la prima stesura del romanzo realizzata all'epoca della pubblicazione de La luna di carta. Nel romanzo, il trentunesimo dell'intera saga, ritroviamo Montalbano alle prese non solo col solito morto ammazzato, ma anche alle prese con due conflitti inusuali: uno con l'Autore a cui aveva raccontato alcuni …
In molti, l'estate scorsa, quando hanno saputo del ricovero in ospedale del Maestro Camilleri, hanno trepidato e sperato che si riprendesse e che potesse continuare, in qualche modo, a lavorare alla saga del commissario più famoso d'Italia. Oltre a un grande vuoto difficilmente colmabile, la sua scomparsa ci ha lasciato, come eredità, questo libro, che è stato pubblicato in due versioni: una col solo romanzo, editato nel 2016 e consegnato alla casa editrice con la promessa di pubblicarlo una volta Camilleri fosse passato a miglior vita; un'altra, che è questa che sto recensendo, che contiene sia la versione del 2016 che quella del 2005, la prima stesura del romanzo realizzata all'epoca della pubblicazione de La luna di carta. Nel romanzo, il trentunesimo dell'intera saga, ritroviamo Montalbano alle prese non solo col solito morto ammazzato, ma anche alle prese con due conflitti inusuali: uno con l'Autore a cui aveva raccontato alcuni dei casi da lui affrontati e che sono diventati prima dei romanzi e poi dei telefilm di successo; l'altro col personaggio che lo interpreta in televisione nei suddetti telefilm. Sul giallo in sé non c'è molto da aggiungere, è uno dei classici gialli a cui Camilleri ci ha abituato in tutti questi anni, dove in più si avverte tutta la stanchezza dell'autore e il suo desiderio di chiudere una volta per sempre col personaggio di Montalbano. Al termine del libro rimane una sorda malinconia, ma anche un profondo senso di gratitudine per quest'ultimo regalo postumo.