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Paolinus

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Mi applico ma non sono intelligente.

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Libri di Paolinus

Valentina Mira: Tutto il furore (Feltrinelli)

Ogni grande romanzo sul lavoro è un grande romanzo di guerra. E ogni grande romanzo …

Moderna epopea su amore e lavoro

Nel romanzo ho ritrovato tanti temi a me cari: il mondo del lavoro, lo sfruttamento, il capitalismo, la politica, le relazioni tossiche ma anche il riscatto personale e la guarigione dalla tossicità con quattro protagonisti perfetti per la narrazione. Ci sono tutte le carte in tavola per una moderna epopea sulla società e sull'amore ma... ci sono alcuni aspetti che mi impediscono di lasciare 5 stelle. La prima nota stonata è che l'autrice mostra un approccio didascalico e quasi scientifico alla caratterizzazione dei personaggi, il capitolo dove Dionisia ed Andrea fanno il test è esemplificativo in tal senso: è come se Mira mostrasse più un caso di studio che una storia da raccontare, ci sono tante competenze psicologiche e nozionismi come se l'autrice stesse osservando le sue creature dentro un laboratorio, troppa scienza e poca passione. Il secondo elemento "fastidioso" che ho trovato è tutta l'attenzione per l'aspetto fisico soprattutto …

Agnese Messina: L'eremo dei folli (Garzanti)

Mi chiamo June McFlynn e sono un’entomologa forense. La scienza non è soltanto il mio …

Esordio così così

June ed Emanuel, due figli di papà con cui non sono riuscito ad empatizzare, troppo distanti dalla mia formazione. L'entomologia forense fa una veloce apparizione (utile per carità) e poi più nulla. June che punta tutto sulle certezze della scienza ma per fortuna è anche bella forse per agevolare una futura trasposizione televisiva. Inspiegabili l'universo affettivo di Emanuel e la sua gelosia e non commentabile la sua scelta di stare con una donna che sia meno brillante e meno autonoma di June per non sentirsi da meno. E poi le classiche cose e scelte che capitano solo nei romanzi gialli perché la realtà è un tantino diversa. Però l'autrice è riuscita a sposare bene il dramma interiore della protagonista con quello della mamma e della figlia scomparse.

ha recensito L'idiota di famiglia di Dario Ferrari

Dario Ferrari: L'idiota di famiglia (Sellerio)

«Immaginate di aver avuto come padre il meno conciliante dei filosofi della Scuola di Francoforte, …

Una delle più belle letture del 2026

Mi è piaciuto tantissimo, ci sono moltissime riflessioni su temi attuali ed interessanti, divertente ed emozionante allo stesso tempo, la malattia viene affrontata nell'unico modo che forse permette a chi rimane di sopravvivere. Promosso a pieni voti il personaggio del padre di Igor, promosso anche Igor e ottima la scrittura di Ferrari.

Spoiler: forsa l'unica nota che ho trovato stonata è la benevolenza finale del figlio nei confronti del padre e sinceramente dopo tutte le prese in giro...

ha recensito Il sole nelle pozzanghere di Matteo Bussola

Matteo Bussola: Il sole nelle pozzanghere

Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in …

Sono racconti ma sembrano poesie...

Questo libro è un piccolo capolavoro, in poche pagine e a volte in poche righe Bussola dipinge personaggi che riescono a lasciare un segno. L'idea portante del romanzo è originale e la storia del protagonista, Pi = Pietro, si snoda fino ad un finale inaspettato fatto di drammi e di seconde possibilità. Un esempio di cosa significa saper scrivere ed avere nello stesso tempo una storia da raccontare.

Andrea Scanzi: Verranno a chiederti di Fabrizio De André (paperFIRST)

Uno smisurato gesto d’affetto per un artista straordinario. Il ritratto d’amore di un poeta eterno, …

Stucchevole

Scanzi è insopportabile, riesce quasi a farti odiare un artista immenso come De André. Il punto è che la musica e la poesia sono forme di arte esattamente come la scrittura, la pittura, la scultura etc etc... e come per tutte le forme di arte la bellezza è negli occhi di guarda o nelle orecchie di chi ascolta o per dirla in modo differente "de gustibus non disputandum est". Invece questo libro trasuda una specie di odio e rabbia verso chi, a differenza dell'autore, non adora con tutto se stesso l'opera di Fabrizio De André, della serie non ti piace De André? Ah ma sei un coglione. Ecco, a me De André piace ma Scanzi è insopportabile. Il libro risulta stucchevole, infarcito di aggettivi superlativi e siccome Scanzi è fondamentalmente egocentrico mi sento di affermare che in definitiva non si tratta di un omaggio ad un grande cantautore ma …

Sofia Assante: La mia ultima storia per te

Andrea sta camminando per le strade di New York, in piena notte, quando riceve una …

Un'ottima opera prima

Romanzo di formazione e finto memoir, il racconto scorre velocemente alternando con sapienza passato, presente e persino futuro (nel finto poscritto). I temi non sono nuovi: l'amore, gli abbandoni, le delusioni, cosa vorremmo diventare, cosa siamo diventati, cosa avremmo potuto essere e la malinconia si mescola bene con i momenti divertenti e quelli drammatici. In un contesto diciamo "poco innovativo" Assante è però riuscita a raccontare i due protagonisti con forza e intensità interiore arricchendo la storia con alcuni personaggi secondari particolarmente riusciti (zia Mimì ad esempio, tanto scurrile quanto affezionata ad Andrea). Tenendo conto che si tratta di un'opera prima, non posso che promuoverla a pieni voti.

Giulia Caminito: Il male che non c'è (Paperback, Italiano language, 2024, Bompiani)

Capita, nella vita, che l'universo ci appaia diviso tra quelli che agiscono e non si …

Delusione

Grande delusione. L'autrice inizia il romanzo con una citazione di una delle mie opere preferite, "Il male oscuro" e cerca di portare l'opera di Berto nei nostri giorni, tra precariato e social networks. Ma a parte un elenco smisurato di sintomi e un ripetere in continuazione che con la laurea in lettere non si mangia non c'è nessuna storia: sono arrivato a metà chiedendomi se sarebbe successo qualcosa ma non succede assolutamente nulla. Un ragazzino (il protagonista da piccolo) cui bisogna nascondere i libri e che viene portato in psicoterapia per una passione eccessiva per la lettura è una forzatura che non regge, la figura di Catastrofe non prende, i ricordi della vita con il nonno dopo un po' annoiano. Anche nel rapporto di Loris con i genitori e con la fidanzata non c'è nessun elemento degno di nota o rilevante. Magari nella seconda metà il libro si riprende ma …