Paolinus ha iniziato a leggere È quello che ti meriti di Barbara Frandino

È quello che ti meriti di Barbara Frandino
Un matrimonio ferito e ostinato è una perfetta bomba a orologeria. È un duello in cui il cuore e la …
Mi applico ma non sono intelligente.
Questo collegamento si apre in una finestra pop-up

Un matrimonio ferito e ostinato è una perfetta bomba a orologeria. È un duello in cui il cuore e la …
Una famiglia disfunzionale: Nico è un adolescente sensibile e ironico che deve crescere tra un papà con ingombranti manie di controllo e una mamma che ad un certo punto si perde, forse perché si era persa da prima ed in verità adesso si sta ritrovando. Uno zio inconcludente ed una amica del cuore, Emma, con una famiglia altrattando problematica, completano il quadro dei protagonisti. Tra attacchi di panico ed antidepressivi Nico deve ricostruire il suo ruolo in una vicenda che ha portato alla luce tutte le problematiche di quella che almeno all'inizio doveva essere stata una famiglia normale. Barbara Frandino riesce a mescolare con maestria e leggerezza temi complessi che generalmente richiedono anni di terapia per essere sviscerati e lo fa aggiungendo anche una componente di giallo e mistero che trasforma il romanzo in un piccolo capolavoro: promossi a pieni voti i personaggi di Nico e della sua amica Emma.
Una famiglia disfunzionale: Nico è un adolescente sensibile e ironico che deve crescere tra un papà con ingombranti manie di controllo e una mamma che ad un certo punto si perde, forse perché si era persa da prima ed in verità adesso si sta ritrovando. Uno zio inconcludente ed una amica del cuore, Emma, con una famiglia altrattando problematica, completano il quadro dei protagonisti. Tra attacchi di panico ed antidepressivi Nico deve ricostruire il suo ruolo in una vicenda che ha portato alla luce tutte le problematiche di quella che almeno all'inizio doveva essere stata una famiglia normale. Barbara Frandino riesce a mescolare con maestria e leggerezza temi complessi che generalmente richiedono anni di terapia per essere sviscerati e lo fa aggiungendo anche una componente di giallo e mistero che trasforma il romanzo in un piccolo capolavoro: promossi a pieni voti i personaggi di Nico e della sua amica Emma.

Una famiglia può essere un piccolo universo. E se a raccontarla mentre esplode è un ragazzino di sedici anni con …

Una famiglia può essere un piccolo universo. E se a raccontarla mentre esplode è un ragazzino di sedici anni con …
Secondo episodio con protagonista la banda sgangherata composta dallo Smilzo, don Pietro, il professore anziano con il suo chihuahua parlante ed il vecchio Dimitri. Obiettivo: salvare nuovamente la bambina perché sua madre Anna ha ovviamente scelto come nuovo fidanzato un cattivo senza scrupoli. Come nel precedente episodio bisogna calarsi un pochino nella storia senza fare troppo caso alle scelte dei protagonisti o alle coincidenze della trama ed a quel punto diventa una piacevole e non impegnativa lettura. Sembra scritto apposta per diventare una serie tv a metà tra comico e poliziesco.
Brava l'autrice a raccontare i pensieri della bambina e le sue rocambolesche vicende con una prosa allo stesso tempo divertente e curata.
Azzeccate le figure del commissario insicuro, impacciato, asociale che subisce la cultura e l'empatia del suo sottoposto.
Secondo episodio con protagonista la banda sgangherata composta dallo Smilzo, don Pietro, il professore anziano con il suo chihuahua parlante ed il vecchio Dimitri. Obiettivo: salvare nuovamente la bambina perché sua madre Anna ha ovviamente scelto come nuovo fidanzato un cattivo senza scrupoli. Come nel precedente episodio bisogna calarsi un pochino nella storia senza fare troppo caso alle scelte dei protagonisti o alle coincidenze della trama ed a quel punto diventa una piacevole e non impegnativa lettura. Sembra scritto apposta per diventare una serie tv a metà tra comico e poliziesco.
Brava l'autrice a raccontare i pensieri della bambina e le sue rocambolesche vicende con una prosa allo stesso tempo divertente e curata.
Azzeccate le figure del commissario insicuro, impacciato, asociale che subisce la cultura e l'empatia del suo sottoposto.

Cosa spinge un giovane di buona famiglia, senza particolari traumi alle spalle, a scegliere la via dell’estremismo politico? Siamo negli …
A me è piaciuto, racconta del furto di un'anima in modo molto profondo. Se invece vi fermate in superficie parla di influencers e social networks (ed in ogni caso lo fa bene)
A me è piaciuto, racconta del furto di un'anima in modo molto profondo. Se invece vi fermate in superficie parla di influencers e social networks (ed in ogni caso lo fa bene)
La storia della lotta armata in Italia raccontata da uno dei protagonisti, senza le dietrologie, le montature complottiste, le analisi con il senno di poi. Un racconto nudo e crudo che aiuta ad avere un quadro un po' più chiaro degli anni '70 e '80.
Solamente mi è rimasto l'amaro in bocca a pensare che terrorismo nero e mafia non sono stati combatutti dallo Stato con la stessa intensità (ed infatti non sono stati sconfitti).
La storia della lotta armata in Italia raccontata da uno dei protagonisti, senza le dietrologie, le montature complottiste, le analisi con il senno di poi. Un racconto nudo e crudo che aiuta ad avere un quadro un po' più chiaro degli anni '70 e '80.
Solamente mi è rimasto l'amaro in bocca a pensare che terrorismo nero e mafia non sono stati combatutti dallo Stato con la stessa intensità (ed infatti non sono stati sconfitti).

Caro Prospero, ho letto volentieri la tua storia perché tu sei una persona da ascoltare. Un libro è bello per …
Dopo "La parte sbagliata" e "Un contadino nella metropoli: Ricordi di un militante delle Brigate Rosse" mi ci voleva qualcosa di leggero e rilassante e l'ho trovato in questo libro. La trama si basa sul principio, comune ai film dell'orrore, per cui il protagonista fa sempre scelte opposte a quelle che farebbe una persona qualunque nella vita reale ma lo scopo della storia è intrattenere e non essere verosimile quindi va bene così. La scrittura è articolata e divertente, il quartetto formato da Smilzo, bambina, vecchio professore e chihuahua è spassoso e simpatico. Originale il personaggio del commissario impacciato ed insicuro che per una volta sfigura davanti alla cultura del suo sottoposto.
Insomma. non badando troppo alla coerenza della trama ed al finale frettoloso il racconto diventa un piacevole lettura.
Dopo "La parte sbagliata" e "Un contadino nella metropoli: Ricordi di un militante delle Brigate Rosse" mi ci voleva qualcosa di leggero e rilassante e l'ho trovato in questo libro. La trama si basa sul principio, comune ai film dell'orrore, per cui il protagonista fa sempre scelte opposte a quelle che farebbe una persona qualunque nella vita reale ma lo scopo della storia è intrattenere e non essere verosimile quindi va bene così. La scrittura è articolata e divertente, il quartetto formato da Smilzo, bambina, vecchio professore e chihuahua è spassoso e simpatico. Originale il personaggio del commissario impacciato ed insicuro che per una volta sfigura davanti alla cultura del suo sottoposto.
Insomma. non badando troppo alla coerenza della trama ed al finale frettoloso il racconto diventa un piacevole lettura.

Smilzo, fallimentare barbone nonché ex analista finanziario di successo, è al supermercato quando avviene una rapina in cui resta uccisa …

In this story of the trials of the peasant Jean Valjean--a man unjustly imprisoned, baffled by destiny, and hounded by …
Non mi sento a mio agio a scrivere una recensione di un classico della letteratura, sul capolavoro di Hugo persone più competenti di me possono dare alla luce intere tesi, chi sono io per mettere le stelline...farò finta si tratti di un romanzo qualunque e scriverò cosa mi ha lasciato.
Innanzitutto i protagonisti ti rimangono nel cuore, Jean Valjean e Cosette su tutti ma anche Fantine, Marius, il monello Gavroche e figure apparentemente secondarie come Eponime: il merito è della prosa di Hugo, impareggiabile nel descrivere l'interiorità dei personaggi e gli eventi che si trovano ad affrontare.
Come si direbbe per un thriller moderno la trama è avvincente, anche se ad osservarla con un po' di distacco è curioso come in una città grande come Parigi ed una nazione estesa come la Francia alcuni personaggi finiscano sempre per incontrarsi - ad esempio Gavroche che, senza rendersene conto, si …
Non mi sento a mio agio a scrivere una recensione di un classico della letteratura, sul capolavoro di Hugo persone più competenti di me possono dare alla luce intere tesi, chi sono io per mettere le stelline...farò finta si tratti di un romanzo qualunque e scriverò cosa mi ha lasciato.
Innanzitutto i protagonisti ti rimangono nel cuore, Jean Valjean e Cosette su tutti ma anche Fantine, Marius, il monello Gavroche e figure apparentemente secondarie come Eponime: il merito è della prosa di Hugo, impareggiabile nel descrivere l'interiorità dei personaggi e gli eventi che si trovano ad affrontare.
Come si direbbe per un thriller moderno la trama è avvincente, anche se ad osservarla con un po' di distacco è curioso come in una città grande come Parigi ed una nazione estesa come la Francia alcuni personaggi finiscano sempre per incontrarsi - ad esempio Gavroche che, senza rendersene conto, si prende cura dei suoi due fratelli in una notte fredda e piovosa ed anche curioso che le forze dell'ordine siano sempre rappresentate dall'immancabile ispettore Javert, onnipresente ad occuparsi di reati ordinari o di insurrezioni - ma probabilmente era proprio intenzione dell'autore incrociare i loro destini in fasi diverse della narrazione per mostrare come le nostre azioni e le nostre scelte abbiano sempre un seguito ed anche a dimostrare come sia difficile liberarsi di una condizione iniziale anche se la nostra vita ha preso una piega completamente diversa.
La storia di Francia dal 1789 in poi non fa da contorno al libro ma è a sua volta protagonista, i personaggi sono immersi nelle vicende politiche delle rivoluzioni e delle contro-rivoluzioni fino alla partecipazione all'insurrezione del 1832. In tanti momenti la lettura si fa anche difficile e pesante per l'abbondanza dei dettagli o la numerosità dei riferimenti letterari e storici a me scononosciuti ma è un romanzo che si presta a letture su piani differenti ed i passaggi per me faticosi (ad esempio la battaglia di Waterloo) possono risultare appassionanti ed unici per altri ed in ogni caso è Hugo stesso che ne spiega il valore:
"I fatti che saranno narrati appartengono a quella realtà, drammatica e vivente che lo storico a volte trascura, per mancanza di tempo e di spazio. Eppure è lì la vita, il palpito, il fremito umano. I piccoli particolari - crediamo di averlo detto - sono - per così dire - il fogliame dei grandi avvenimenti e si perdono nella lontananza della storia. L'epoca detta delle sommosse abbonda di particolari di questo genere."
E pur in un contesto storico così preciso I miserabili finisce per essere un romanzo senza tempo perché dentro c'è l'umanità tutta, in un filo diretto che dal monello Gavroche va alle banlieues parigine contemporanee, con storie di povertà e miseria che il passaggio dalle monarchie alle democrazie non è riuscito a debellare, segno del fatto che tanti cambiamenti non hanno evidentemente cambiato nulla ed in questo contesto si muove l'unica critica seria che posso muovere ad Hugo: tutto preso dalle rivolte del 1832 la sua grande empatia per le classi più povere non è sufficiente a non bocciare le insurrezioni ben più importanti del 1848 con un giudizio tranchant di poche righe, lui che ci ha abituato a spendere pagine e pagine sui dettagli di ogni cosa: "Il giugno 1848 fu un avvenimento a sé, quasi impossibile da classificare nella filosofia della storia. Tutte le parole che abbiamo pronunciato or ora, vanno messe da parte quando si parla di quella straordinaria sommossa, nella quale si sentiva la santa ansietà del lavoro che reclamava i suoi diritti. Si dovette combatterla ed era un dovere perché muoveva guerra alla Repubblica; ma alla fin fine, cosa fu il giugno 1848? Una rivolta del popolo contro se stesso". Forse il povero Hugo credeva, come uno dei personaggi del suo romanzo, che sarebbe stato sufficiente togliere di mezzo i re per eliminare le guerre.
Confesso infine di essere andato sul finale, solo in alcuni "passaggi", a velocità 2x o 3x (ovvero leggendo una riga si e due no) ma Hugo riesce contemporaneamente a creare una trama avvincente che ti tiene incollato al libro e nello stesso tempo a divagare... ora io capisco che due protagonisti riescano a fuggire scappando nelle fogne ma 30 pagine dedicate alla storia del sistema fognario parigino rendono l'idea di come il romanzo sia stato riempito da informazioni di carattere enciclopedico e nozionistico che ho trovato eccessive...soprattutto se il lettore è in attesa di capire come faranno ad uscire.
Sono sicuro Jean Valjean, personaggio incredibile e unico, rimarrà con me molto tempo (e sarà dura per i protagonisti dei prossimi libri il confronto).
Un romanzo che non riesce a conciliare la componente di frivolezza e spensieratezza (il flirt della zia della protagonista con l'ispettore lo colorano più di rosa che di giallo) con i temi importanti legati alla prima guerra mondiale, al suffragio universale ed ai diritti delle donne. Un finale con un colpo di scena totalmente slegato dal resto della storia ed una protagonista che indaga senza concludere nulla rendono il racconto quantomeno anomalo rispetto ai canoni del genere. Nonostante questi aspetti è stata comunque una lettura piacevole, forse in questo momento avevo bisogno di una lettura di questo tipo per staccare un po'
Un romanzo che non riesce a conciliare la componente di frivolezza e spensieratezza (il flirt della zia della protagonista con l'ispettore lo colorano più di rosa che di giallo) con i temi importanti legati alla prima guerra mondiale, al suffragio universale ed ai diritti delle donne. Un finale con un colpo di scena totalmente slegato dal resto della storia ed una protagonista che indaga senza concludere nulla rendono il racconto quantomeno anomalo rispetto ai canoni del genere. Nonostante questi aspetti è stata comunque una lettura piacevole, forse in questo momento avevo bisogno di una lettura di questo tipo per staccare un po'