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Nicola

CarlettoNico@bookwyrm.it

Joined 1 year, 5 months ago

Leggo principalmente fantasy, ma sono anche curioso in generale. Mi piacciono anche le tematiche LGBTQIA+ e la saggistica d'arte.

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50% complete! Nicola has read 10 of 20 books.

@bea_t sì, mi piace molto lei come tipo di scrittura! Al momento ho letto solo Gideon e mi è piaciuto tantissimo. Sono in lista anche gli altri, ovviamente!

Tamsyn Muir: La principessa Floralinda e la torre di quaranta piani (Italian language)

Quando la strega ha costruito la torre di quaranta piani, l’ha fatto proprio a regola …

Sebbene siate stati avvisati di non provare pena per nessuna creatura all'interno della torre, forse potreste dedicare un pensiero a come sarebbe stato restare bloccati in una stanza priva d'aria, avendo come unica compagnia persone con cui non avete nulla in comune tranne la carriera che avete scelto. Nel linguaggio moderno la definiamo una conferenza, ma nella torre c'era buio pesto e quelli erano stati tenuti in vita attraverso mezzi ripugnanti e le loro menti non erano esattamente sopravvissute.

La principessa Floralinda e la torre di quaranta piani by  (Page 125)

Tamsyn Muir: La principessa Floralinda e la torre di quaranta piani (Italian language)

Quando la strega ha costruito la torre di quaranta piani, l’ha fatto proprio a regola …

Tamsyn Muir: La principessa Floralinda e la torre di quaranta piani (Italian language)

Quando la strega ha costruito la torre di quaranta piani, l’ha fatto proprio a regola …

Strano, ma bello!

Ho letto La Principessa Floralinda e la Torre di quaranta Piani e mi ha fatto un effetto strano, ma bello. È una fiaba che parte in modo abbastanza classico, anche se con un tono e uno stile diverso, poi si sposta su un registro più cupo e psicologico, senza esagerare.

Tra Floralinda e la fatina Ragnatela quest'ultima è stata un bel personaggio di accompagnamento: minuscola, pungente, sempre un po’ fuori fuoco e parecchio cinica. Funziona più come una vocina interiore che come magia vera, e dà alla storia un ritmo particolare, più intimo che avventuroso. È davvero riuscita bene.

Andando avanti, i mostri perdono un po’ di spessore: quando vengono messi tutti insieme in poche righe, la tensione si abbassa e resta soprattutto l’idea del cammino, non della sfida. Questo, anche se non rovina la lettura è un limite. La fiaba resta godibile, con quel misto di cupo …