Nicola ha recensito Riflessi in un occhio d'oro di Carson McCullers (Einaudi. Stile libero)
Riflessi d'oro e qualche perplessità
3 stelle
Avviso sul contenuto ATTENZIONE SPOILER!
Ho terminato da poco questo classico e le sensazioni sono contrastanti, ma l'opera è diventata un tassello fondamentale della letteratura queer.
Pubblicato nel 1941, il romanzo affronta temi come l'omosessualità repressa e il tradimento in un ambiente rigido come un fortino militare in Georgia. Lo stile di McCullers è molto limpido e d'impatto, secondo me.
Tra i personaggi, il mio preferito è stato il domestico filippino Anacleto, un'anima d'artista che vive di musica e visioni poetiche. È lui a dare il titolo al libro, descrivendo l'immagine di un pavone con un occhio d'oro che riflette una realtà "meschina e grottesca", che un po' dà l'idea delle atmosfere del romanzo.
SPOILER GIGANTE Devo però dire che ho trovato la narrazione un po' traballante e il finale un po' esagerato. Cioè: il Capitano Penderton riconosce il soldato Williams nella camera di Leonora e gli spara due colpi uccidendolo. Capisco che rappresenti un po' il culmine della repressione sessuale e dell'odio/amore verso Williams, però insomma chiudere così non l'ho capito fino in fondo.
È sicuramente un romanzo che non cerca di piacere a tutti i costi, anzi è stato anche osteggiato per diversi motivi. Da lì a poco gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra e il libro dava l'immagine dell'esercito (secondo loro).
Alla fine, con il gruppo di lettura, gli abbiamo dato 3,5 unicorni.


