Nicola ha recensito La principessa Floralinda e la torre di quaranta piani di Tamsyn Muir
Strano, ma bello!
4 stelle
Ho letto La Principessa Floralinda e la Torre di quaranta Piani e mi ha fatto un effetto strano, ma bello. È una fiaba che parte in modo abbastanza classico, anche se con un tono e uno stile diverso, poi si sposta su un registro più cupo e psicologico, senza esagerare.
Tra Floralinda e la fatina Ragnatela quest'ultima è stata un bel personaggio di accompagnamento: minuscola, pungente, sempre un po’ fuori fuoco e parecchio cinica. Funziona più come una vocina interiore che come magia vera, e dà alla storia un ritmo particolare, più intimo che avventuroso. È davvero riuscita bene.
Andando avanti, i mostri perdono un po’ di spessore: quando vengono messi tutti insieme in poche righe, la tensione si abbassa e resta soprattutto l’idea del cammino, non della sfida. Questo, anche se non rovina la lettura è un limite. La fiaba resta godibile, con quel misto di cupo …
Ho letto La Principessa Floralinda e la Torre di quaranta Piani e mi ha fatto un effetto strano, ma bello. È una fiaba che parte in modo abbastanza classico, anche se con un tono e uno stile diverso, poi si sposta su un registro più cupo e psicologico, senza esagerare.
Tra Floralinda e la fatina Ragnatela quest'ultima è stata un bel personaggio di accompagnamento: minuscola, pungente, sempre un po’ fuori fuoco e parecchio cinica. Funziona più come una vocina interiore che come magia vera, e dà alla storia un ritmo particolare, più intimo che avventuroso. È davvero riuscita bene.
Andando avanti, i mostri perdono un po’ di spessore: quando vengono messi tutti insieme in poche righe, la tensione si abbassa e resta soprattutto l’idea del cammino, non della sfida. Questo, anche se non rovina la lettura è un limite. La fiaba resta godibile, con quel misto di cupo e buffo che la rende diversa dalle solite storie “di principesse”.
E il finale… magari è poco definito, ma a me ha lasciato qualcosa di positivo che non so se fosse davvero lì o se l’ho immaginato io. Ma forse è proprio questo il punto: uscire dalla torre non è mai una cosa netta.










