Salé, vicino a Rabat. Metà degli anni '80. Un giovane adolescente, Abdellah, durante l'ora della …
Si muore per rinascere
4 stelle
L’ultima lettura del nostro gruppo di lettura LGBTQIA+ mi ha colpito più del previsto, non so perché, ma non avevo alte aspettative, invece sono molto contento di averlo letto. Facendo qualche ricerca abbiamo visto che Abdellah Taïa è un autore fondamentale per la letteratura queer contemporanea, essendo stato il primo scrittore marocchino a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità
Dopo aver comprato questa edizione del libro, abbiamo fatto una scoperta: alcuni di noi lo avevano già incrociato anni fa con un titolo diverso, "Uscirò da questo mondo e dal tuo amore"
A parte la storia in sé, quello che mi è piaciuto molto in questo caso è lo stile: poetico, frammentato e onirico. Mi ha dato l'impressione di muoversi tra il diario e il sogno, anche se forse un po' questo può lasciare delle perplessità, a me ha coinvolto molto.
Il romanzo è un po' come se seguisse …
L’ultima lettura del nostro gruppo di lettura LGBTQIA+ mi ha colpito più del previsto, non so perché, ma non avevo alte aspettative, invece sono molto contento di averlo letto. Facendo qualche ricerca abbiamo visto che Abdellah Taïa è un autore fondamentale per la letteratura queer contemporanea, essendo stato il primo scrittore marocchino a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità
Dopo aver comprato questa edizione del libro, abbiamo fatto una scoperta: alcuni di noi lo avevano già incrociato anni fa con un titolo diverso, "Uscirò da questo mondo e dal tuo amore"
A parte la storia in sé, quello che mi è piaciuto molto in questo caso è lo stile: poetico, frammentato e onirico. Mi ha dato l'impressione di muoversi tra il diario e il sogno, anche se forse un po' questo può lasciare delle perplessità, a me ha coinvolto molto.
Il romanzo è un po' come se seguisse le tappe di un'educazione sentimentale che attraversa Salé, Marrakech, Parigi e Il Cairo, tra sopravvivenza contro l’omofobia e la violenza, ma anche un’analisi di amori sbagliati e desideri morbosi.
Diviso in quattro parti, il libro racconta quattro momenti di rottura interiore, quattro morti diverse che lo vedono ogni volta rinascere più consapevole, pronto a inseguire la propria identità nonostante tutto.
Il libro mi è piaciuto molto, è stato in grado di mettermi in mano gli strumenti per iniziare un cambiamento.
Abbiamo l'abitudine di usare le grandi piattaforme digitali senza chiederci troppo cosa ci sta dietro. Questo libro di Kebibit parte proprio da lì, e spiega, tra le altre cose, come il fediverso riesca a rompere quelle dinamiche di dipendenza e controllo a cui ci siamo rassegnatə.
Tra l'altro, non si ferma alla teoria: ci sono esempi concreti, cose che puoi fare già da subito. E l'idea che riappropriarsi di un po' di complessità possa essere soddisfacente, invece che stressante o difficile, è qualcosa che mi ha fatto riflettere positivamente.
Nel libro Kebibit scrive in modo inclusivo e accessibile, senza dare nulla per scontato.
Il libro mi è piaciuto molto, è stato in grado di mettermi in mano gli strumenti per iniziare un cambiamento.
Abbiamo l'abitudine di usare le grandi piattaforme digitali senza chiederci troppo cosa ci sta dietro. Questo libro di Kebibit parte proprio da lì, e spiega, tra le altre cose, come il fediverso riesca a rompere quelle dinamiche di dipendenza e controllo a cui ci siamo rassegnatə.
Tra l'altro, non si ferma alla teoria: ci sono esempi concreti, cose che puoi fare già da subito. E l'idea che riappropriarsi di un po' di complessità possa essere soddisfacente, invece che stressante o difficile, è qualcosa che mi ha fatto riflettere positivamente.
Nel libro Kebibit scrive in modo inclusivo e accessibile, senza dare nulla per scontato.
Un soldato arrestato per voyeurismo, un delitto che svela un mondo dove si intrecciano sadismo, …
Riflessi d'oro e qualche perplessità
3 stelle
Avviso sul contenuto
ATTENZIONE SPOILER!
Ho terminato da poco questo classico e le sensazioni sono contrastanti, ma l'opera è diventata un tassello fondamentale della letteratura queer.
Pubblicato nel 1941, il romanzo affronta temi come l'omosessualità repressa e il tradimento in un ambiente rigido come un fortino militare in Georgia. Lo stile di McCullers è molto limpido e d'impatto, secondo me.
Tra i personaggi, il mio preferito è stato il domestico filippino Anacleto, un'anima d'artista che vive di musica e visioni poetiche. È lui a dare il titolo al libro, descrivendo l'immagine di un pavone con un occhio d'oro che riflette una realtà "meschina e grottesca", che un po' dà l'idea delle atmosfere del romanzo.
SPOILER GIGANTE
Devo però dire che ho trovato la narrazione un po' traballante e il finale un po' esagerato. Cioè: il Capitano Penderton riconosce il soldato Williams nella camera di Leonora e gli spara due colpi uccidendolo. Capisco che rappresenti un po' il culmine della repressione sessuale e dell'odio/amore verso Williams, però insomma chiudere così non l'ho capito fino in fondo.
È sicuramente un romanzo che non cerca di piacere a tutti i costi, anzi è stato anche osteggiato per diversi motivi. Da lì a poco gli Stati Uniti sarebbero entrati in guerra e il libro dava l'immagine dell'esercito (secondo loro).
Alla fine, con il gruppo di lettura, gli abbiamo dato 3,5 unicorni.
L'imperdibile fantasy di Sarah Underwood, ispirato alla mitologia greca e al racconto delle dodici fanciulle …
Bella l'ambientazione, ma qualche problema.
3 stelle
Questo libro potrebbe fare il caso di chi ama le ambientazioni mitologiche e non si fa troppe domande. Si tratta di una sorta di spin-off de l'Odissea, una storia nuova che inizia quando le ancelle di Penelope vengono uccise. L'unico riferimento reale all'Odissea è questo. A me affascinano anche tutte quelle creature del mare, come ondine, sirene o tritoni e quindi l'ho letto più volentieri.
Tuttavia, non posso ignorare alcuni punti critici. Il primo è il linguaggio: in alcuni dialoghi e pensieri risulta un po' troppo moderno e stride con il contesto dell'Antica Grecia. La struttura dei personaggi e del ritmo risente del fatto che l'autrice non abbia mai approfondito l'opera originale di Omero, rendendo il racconto un po' fragile in alcuni passaggi. Alcuni personaggi secondari sembrano esserci più per funzione narrativa che per vero spessore o sono del tutto inutili.
C'è anche una componente queer, tra Leto, …
Questo libro potrebbe fare il caso di chi ama le ambientazioni mitologiche e non si fa troppe domande.
Si tratta di una sorta di spin-off de l'Odissea, una storia nuova che inizia quando le ancelle di Penelope vengono uccise. L'unico riferimento reale all'Odissea è questo. A me affascinano anche tutte quelle creature del mare, come ondine, sirene o tritoni e quindi l'ho letto più volentieri.
Tuttavia, non posso ignorare alcuni punti critici. Il primo è il linguaggio: in alcuni dialoghi e pensieri risulta un po' troppo moderno e stride con il contesto dell'Antica Grecia.
La struttura dei personaggi e del ritmo risente del fatto che l'autrice non abbia mai approfondito l'opera originale di Omero, rendendo il racconto un po' fragile in alcuni passaggi.
Alcuni personaggi secondari sembrano esserci più per funzione narrativa che per vero spessore o sono del tutto inutili.
C'è anche una componente queer, tra Leto, Melanto e Mathias, ma non è molto sviluppata nella trama, un peccato.
Resta comunque il fatto che è scritto molto bene e si legge veramente in velocità, nonostante il numero di pagine. L'ho letto per il gruppo LGBTQIA+ di febbraio e alla fine il voto di media è stato di 3 unicorni, che coincide esattamente con il mio. Oggettivamente potrebbe essere anche meno, ma a me è piaciuto principalmente per l'ambientazione mitologica.
Uscito nel 1964 e bandito per anni nel Regno Unito e in Italia con l'accusa …
Un libro difficile che ha bisogno del suo tempo.
4 stelle
Una rappresentazione corale e brutale della degradazione urbana di New York, dove sei racconti interconnessi esplorano la deriva umana attraverso violenza, emarginazione e una ricerca d'amore (molto disperata!).
"Ultima uscita per Brooklyn" per me è stato un libro un po' difficile, utilizza uno stile sperimentale, privo di punteggiatura tradizionale e ricca di slang, un po' tipico del periodo Beat. Sicuramente il fine è restituire la voce autentica degli ultimi e rappresentare la realtà nella sua interezza.
L'ho letto per un gruppo di lettura LGBTQIA+ e il personaggio di Georgette è quello di cui abbiamo parlato di più, infatti emerge molto, anche se la maggior parte della storia riguarda lo sciopero. Gerogette e il gruppo di persone che la circonda vive la sua vita alla luce del sole, nel testo viene usata la parola travestiva, ma sembra a tutti gli effetti parlare di una persona trans (infatti il linguaggio …
Una rappresentazione corale e brutale della degradazione urbana di New York, dove sei racconti interconnessi esplorano la deriva umana attraverso violenza, emarginazione e una ricerca d'amore (molto disperata!).
"Ultima uscita per Brooklyn" per me è stato un libro un po' difficile, utilizza uno stile sperimentale, privo di punteggiatura tradizionale e ricca di slang, un po' tipico del periodo Beat. Sicuramente il fine è restituire la voce autentica degli ultimi e rappresentare la realtà nella sua interezza.
L'ho letto per un gruppo di lettura LGBTQIA+ e il personaggio di Georgette è quello di cui abbiamo parlato di più, infatti emerge molto, anche se la maggior parte della storia riguarda lo sciopero. Gerogette e il gruppo di persone che la circonda vive la sua vita alla luce del sole, nel testo viene usata la parola travestiva, ma sembra a tutti gli effetti parlare di una persona trans (infatti il linguaggio potrebbe essere un po' disturbante sotto tanti punti di vista), lei rifiuta di nascondersi dietro matrimoni di facciata, rivendicando con orgoglio la propria identità attraverso il trucco e i vestiti femminili. Nonostante il gap linguistico dell'epoca, figure come Georgette o Alberta appaiono oggi chiaramente come personaggi dall'identità trans o gender-non-conforming, capaci di affermare la propria identità di genere in spazi pubblici e privati, sfidando la violenza sistemica di un ambiente che le circonda (davvero dappertutto).
Il tema della mercificazione del corpo e della violenza di genere emerge tanto in tutto il libro, ma nel racconto di Tralala è emblematico, la violenza e le umiliazioni sono proprio strutturali della miseria sociale che ci sta raccontando.
Ho apprezzato molto (come immagine) la parte finale corale dove l'autore mette insieme un collage frammentato di vita quotidiana in un comprensorio di case popolari, dove la vita continua a scorrere in modo ossessivo e rumoroso, tra urla e rassegnazione.
Cresciuta all’ombra del fratellastro morto di cui è costretta a portare il nome, Mary impara …
Non solo un'avventura piratesca.
4 stelle
"Saltblood" di Francesca de Tores è una di quelle letture che in alcuni punti ti fanno fermare a riflettere. Non è solo una storia di avventure in mare, ma un viaggio attraverso le differenze di genere, vissute sulla pelle della protagonista che si muove tra due mondi: quello degli uomini e quello delle donne.
Una delle cose più potenti del libro è come mostra, senza troppi giri di parole, come uomini e donne occupano lo spazio in modo diverso. C’è una scena che mi è rimasta impressa: da uomo, la protagonista si accorge che le donne, per strada, si ritraggono per lasciar passare gli altri, mentre gli uomini avanzano sicuri, persino spostando gli altri con le mani. Ma non è solo questo. Il libro è pieno di spunti su come il genere sia qualcosa di appreso e imposto. Dalla madre che vede il mancato sviluppo del seno della protagonista …
"Saltblood" di Francesca de Tores è una di quelle letture che in alcuni punti ti fanno fermare a riflettere. Non è solo una storia di avventure in mare, ma un viaggio attraverso le differenze di genere, vissute sulla pelle della protagonista che si muove tra due mondi: quello degli uomini e quello delle donne.
Una delle cose più potenti del libro è come mostra, senza troppi giri di parole, come uomini e donne occupano lo spazio in modo diverso. C’è una scena che mi è rimasta impressa: da uomo, la protagonista si accorge che le donne, per strada, si ritraggono per lasciar passare gli altri, mentre gli uomini avanzano sicuri, persino spostando gli altri con le mani.
Ma non è solo questo. Il libro è pieno di spunti su come il genere sia qualcosa di appreso e imposto. Dalla madre che vede il mancato sviluppo del seno della protagonista come un fallimento, al diverso modo in cui viene trattata quando veste abiti maschili rispetto a quando è riconosciuta come donna. E poi ci sono gli uomini della marina, il loro linguaggio diretto, il loro modo di stare al mondo senza paura… e il confronto con ciò che significa essere donna in quell’epoca.
Un libro che non si limita a raccontare, ma che fa vedere e sentire sulla pelle le differenze. Se vi piacciono le storie che mescolano avventure di mare e un po' di riflessioni profonde, "Saltblood" merita assolutamente un posto. Queste riflessioni sono presentate con una sensibilità che rende le osservazioni della protagonista particolarmente risonanti e memorabili. Il modo in cui il testo intreccia l'azione con queste riflessioni sul trattamento differenziato tra uomini e donne è uno dei suoi maggiori punti di forza.