Viola ha finito di leggere Le stelle che stanno giù di Azra Nuhefendic

Le stelle che stanno giù di Azra Nuhefendic
La sorella di Azra Nuhefendic, da bambina, attraverso le finestre della casa dei nonni, s'incantava a guardare le luci della …
Libri preferiti al momento: "1Q84" - Murakami & "I cieli della sera" - Prisco Autori preferiti: Murakami, Vargas, King, Silone, Capote, Prisco. Generi preferiti: tutti tranne i romance. Amo i saggi sul cinema e le biografie dei registi anche se ne inizio 5 alla volta e poi non ne completo neanche uno. Adoro la non-fiction ma molti libri di questo tipo non mi prendono, accetto consigli.
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La sorella di Azra Nuhefendic, da bambina, attraverso le finestre della casa dei nonni, s'incantava a guardare le luci della …

La sorella di Azra Nuhefendic, da bambina, attraverso le finestre della casa dei nonni, s'incantava a guardare le luci della …
Probabilmente se questo libro venisse letto da una qualunque persona oltre i 30 anni, mi arrischio a dire 35, sembrerebbe soltanto un accrocchio sconclusionato di termini sconosciuti e di grottesco degrado. "Rifiuto" è un libro che parla alle persone che vivono online, che ne conoscono le infime incoerenze, che usano i social on a daily basis e che anche nella vita parlano con inglesismi o termini derivati dall'internet. é la prima volta che mi sono sentita davvero vista all'interno di un libro, l'unica volta in cui la mia generazione e la mia attualità è stata raccontata dal di dentro, da uno sguardo partecipe e non giudicante, da qualcuno di comprensivo che conosce i meccanismi del web e ne è profondamente appassionato e affezionato. I racconti sono depressi, pesanti, ti si appiccicano addosso provocando malessere, nausea. Una scrittura imponente quella di Tulathimutte, che ti avvolge e ti porta sul fondo del …
Probabilmente se questo libro venisse letto da una qualunque persona oltre i 30 anni, mi arrischio a dire 35, sembrerebbe soltanto un accrocchio sconclusionato di termini sconosciuti e di grottesco degrado. "Rifiuto" è un libro che parla alle persone che vivono online, che ne conoscono le infime incoerenze, che usano i social on a daily basis e che anche nella vita parlano con inglesismi o termini derivati dall'internet. é la prima volta che mi sono sentita davvero vista all'interno di un libro, l'unica volta in cui la mia generazione e la mia attualità è stata raccontata dal di dentro, da uno sguardo partecipe e non giudicante, da qualcuno di comprensivo che conosce i meccanismi del web e ne è profondamente appassionato e affezionato. I racconti sono depressi, pesanti, ti si appiccicano addosso provocando malessere, nausea. Una scrittura imponente quella di Tulathimutte, che ti avvolge e ti porta sul fondo del suo abisso finché non soffochi, un po' come continuare a leggere i commenti di un reel che sembrano non finire mai. é un libro che ti fa sentire sporco, insulso, piccolo nell'enormità dell'internet che è ancora più grande, infinito e indefinito della realtà in cui viviamo. Da leggere d'un fiato, da consigliare ai genitori che non ne capiranno una parola, da leggere nei corsi di letteratura, perché non esiste letteratura più contemporanea di questa.
In questo mese di riletture ho recuperato un libro che mi piacque tantissimo alla prima lettura. Tinder è un romanzo YA ma perfetto anche per gli adulti. Ricordavo distintamente dei passaggi della prima lettura che mi avevano fatto accapponare la pelle. Rileggendolo ovviamente è molto più soft di quanto ricordassi, anche se i momenti inquietanti ci sono eccome. Il sottotesto legato alla guerra e la struttura ciclica rendono questo libro davvero raffinato e profondo, nonché scorrevolissimo. Le ambientazioni, le metafore, i personaggi: si vede che l'autrice si è divertita a scriverlo. Le illustrazioni invece mi hanno fatto rendere conto di una cosa: dovrebbero esserci più libri per adulti con le illustrazioni. Pensiamo forse che i disegni siano solo per bambini? Invece aggiungono atmosfera, anche solo le pagine decorate, i colori dei capitoli. Sembra davvero di leggere un'opera, non solo un libro. Consiglio caldamente.
In questo mese di riletture ho recuperato un libro che mi piacque tantissimo alla prima lettura. Tinder è un romanzo YA ma perfetto anche per gli adulti. Ricordavo distintamente dei passaggi della prima lettura che mi avevano fatto accapponare la pelle. Rileggendolo ovviamente è molto più soft di quanto ricordassi, anche se i momenti inquietanti ci sono eccome. Il sottotesto legato alla guerra e la struttura ciclica rendono questo libro davvero raffinato e profondo, nonché scorrevolissimo. Le ambientazioni, le metafore, i personaggi: si vede che l'autrice si è divertita a scriverlo. Le illustrazioni invece mi hanno fatto rendere conto di una cosa: dovrebbero esserci più libri per adulti con le illustrazioni. Pensiamo forse che i disegni siano solo per bambini? Invece aggiungono atmosfera, anche solo le pagine decorate, i colori dei capitoli. Sembra davvero di leggere un'opera, non solo un libro. Consiglio caldamente.
Lo avevo già letto nel 2017, durante l'estate, consigliato dal professore di latino. Mi era piaciuto da morire, persino a me che non apprezzo i fantasy. Ad una seconda lettura, però, mi è risultato molto ripetitivo. Alcune parole, espressioni e fatti vengono ripetuti non per mancanza di sinonimi ma proprio per ricordare al lettore quello che è successo qualche capitolo prima. Dopo aver riletto la stessa frase tre volte ho iniziato a pensare che l'autrice pensasse che i suoi lettori fossero dei deficienti. Giuro che se non ricordo qualcosa piuttosto torno indietro e me lo rileggo... Per il resto è scorrevole, la storia accattivante e anche i tanti personaggi non creano troppi problemi di confusione. Interessante il sottotesto religioso che viene rivisitato nel libro in un modo purtroppo un po' semplicistico con i cristiani cattivoni da una parte e i druidi/sacerdotesse che invece si ergono come salvatori della patria. Non …
Lo avevo già letto nel 2017, durante l'estate, consigliato dal professore di latino. Mi era piaciuto da morire, persino a me che non apprezzo i fantasy. Ad una seconda lettura, però, mi è risultato molto ripetitivo. Alcune parole, espressioni e fatti vengono ripetuti non per mancanza di sinonimi ma proprio per ricordare al lettore quello che è successo qualche capitolo prima. Dopo aver riletto la stessa frase tre volte ho iniziato a pensare che l'autrice pensasse che i suoi lettori fossero dei deficienti. Giuro che se non ricordo qualcosa piuttosto torno indietro e me lo rileggo... Per il resto è scorrevole, la storia accattivante e anche i tanti personaggi non creano troppi problemi di confusione. Interessante il sottotesto religioso che viene rivisitato nel libro in un modo purtroppo un po' semplicistico con i cristiani cattivoni da una parte e i druidi/sacerdotesse che invece si ergono come salvatori della patria. Non pretendo che un libro fantasy contenga necessariamente un contraddittorio ma almeno una tridimensionalità dei "nemici", anche per renderli più interessanti. Sicuramente leggerò il secondo volume, ma a 15 anni l'avevo amato di più.

La vita della nobiltà nel Giappone feudale, i molti amori del principe Genji «lo splendente», l'arte, la musica, la fortuna …

Otto Hundebiss is tired of war, but when he defies Death he walks a dangerous path. A half beast half …

Otto Hundebiss is tired of war, but when he defies Death he walks a dangerous path. A half beast half …


Ho atteso giorni per scrivere questa recensione e ancora mi mancano le parole. Non perché questa sia stata una lettura complessa, al contrario, ma proprio perché è nella sua limpida stranezza che non riesco ad avere davvero qualcosa da dire. Un po' probabilmente per come ha raccontato i fatti Meursault ma ho provato il suo stesso distacco nella lettura, non riuscendo del tutto ad affezionarmi a questo protagonista ma restandone comunque affascinata. Non credevo che un personaggio tanto disinteressato alla vita potesse esserne così visceralmente innamorato. Leggere questo libro è stato come esperire la vita di un estraneo: vicina se raccontata, ma comunque separata da noi da un velo più o meno spesso. La scrittura di Camus mostra perfettamente questa distanza, senza però perdere colore e vivacità. Il romanzo è limpido, non c'è una parola di troppo. Tutto sembra calcolato alla virgola, con un'economia di parole perfetta. Addentrandosi nel tema …
Ho atteso giorni per scrivere questa recensione e ancora mi mancano le parole. Non perché questa sia stata una lettura complessa, al contrario, ma proprio perché è nella sua limpida stranezza che non riesco ad avere davvero qualcosa da dire. Un po' probabilmente per come ha raccontato i fatti Meursault ma ho provato il suo stesso distacco nella lettura, non riuscendo del tutto ad affezionarmi a questo protagonista ma restandone comunque affascinata. Non credevo che un personaggio tanto disinteressato alla vita potesse esserne così visceralmente innamorato. Leggere questo libro è stato come esperire la vita di un estraneo: vicina se raccontata, ma comunque separata da noi da un velo più o meno spesso. La scrittura di Camus mostra perfettamente questa distanza, senza però perdere colore e vivacità. Il romanzo è limpido, non c'è una parola di troppo. Tutto sembra calcolato alla virgola, con un'economia di parole perfetta. Addentrandosi nel tema morale della storia, tutta la seconda parte parla in modo attualissimo più che altro della percezione distorta che possiamo avere della vita di una persona, di come sia facile manipolare i fatti con le parole collegando tra loro elementi che non c'entrano nulla tra loro e cercando in tutti i modi di trovare una risposta ad una domanda a cui, in fondo, solo l'animo di ogni individuo può realmente rispondere. Per tutti, e forse anche per sé stesso, Meursault rimane un estraneo, ma è nella profondità del suo essere, che lui stesso, come tutti, si riconosce e si ritrova, decidendo autonomamente di sé, anche quando prende la decisione di non prenderne.

L'Étranger is a 1942 novella by French author Albert Camus. Its theme and outlook are often cited as examples of …