Libri preferiti al momento: "1Q84" - Murakami & "I cieli della sera" - Prisco
Autori preferiti: Murakami, Vargas, King, Silone, Capote, Prisco.
Generi preferiti: tutti tranne i romance.
Amo i saggi sul cinema e le biografie dei registi anche se ne inizio 5 alla volta e poi non ne completo neanche uno.
Adoro la non-fiction ma molti libri di questo tipo non mi prendono, accetto consigli.
Fictitious autobiography of the FBI agent who is one of the central characters in the …
A not so "damn fine" book
2 stelle
Parto col dire che da fan di Twin Peaks ero molto curiosa di leggere uno dei libri tratti dalla serie, anche perché, come gli altri, è scritto da uno degli autori . Sono rimasta però delusa. è un libro scorrevole che non ha troppe pretese se non quelle di racchiudere i pensieri dell'agente Dale Cooper. Alcune parti sembrano così lontane dal suo modo infallibile di ragionare e in generale il libro è noioso. Non c'è davvero nulla degno di nota, nessuna informazione è così rilevante da aggiungere qualcosa al personaggio di Cooper. Al contrario, forse lo svaluta. L'innamoramento di Dale non viene quasi raccontato e appare come qualcosa di ingenuotto e casuale. E seppur alcuni passaggi possano strappare un sorriso, il sovrannaturale presente nella storia è troppo ridondante e telefonato. Sì, il male esiste, ma non si va mai oltre questo. In ultimo, dal libro sembra che Cooper non sia …
Parto col dire che da fan di Twin Peaks ero molto curiosa di leggere uno dei libri tratti dalla serie, anche perché, come gli altri, è scritto da uno degli autori .
Sono rimasta però delusa. è un libro scorrevole che non ha troppe pretese se non quelle di racchiudere i pensieri dell'agente Dale Cooper.
Alcune parti sembrano così lontane dal suo modo infallibile di ragionare e in generale il libro è noioso. Non c'è davvero nulla degno di nota, nessuna informazione è così rilevante da aggiungere qualcosa al personaggio di Cooper. Al contrario, forse lo svaluta.
L'innamoramento di Dale non viene quasi raccontato e appare come qualcosa di ingenuotto e casuale. E seppur alcuni passaggi possano strappare un sorriso, il sovrannaturale presente nella storia è troppo ridondante e telefonato. Sì, il male esiste, ma non si va mai oltre questo.
In ultimo, dal libro sembra che Cooper non sia nemmeno un bravo agente: tutti i suoi casi sembrano finnire nel nulla e non sono mai davvero risolti.
Che peccato, poteva essere davvero qualcosa di interessante e aggiuntivo rispetto alla serie.
Questa raccolta di racconti erotici non mi ha convinto fino in fondo. Molto ripetitivo, talvolta è difficile riconoscere la protagonista di un racconto da un'altra. Se si legge soltanto alla ricerca di un po' di eccitazione, conviene guardare altrove. Ciò che è davvero interessante è la psicologia e il carattere di queste donne: tutte brutte (o almeno così si sentono), tutte sottomesse ma pronte a colpire con schiaffi o pugni il primo che non si mostra abbastanza forte da dominarle. Avventate, sfrontate, talvolta un po' ingenue ma piene di rabbia e di voglia di distruggere (non importa se sé stesse o gli altri). I ricordi della loro infanzia sono l'unico spiraglio nel loro passato, al lettore l'arduo tentativo di decifrare queste memorie alla ricerca di qualcosa che spieghi la loro dissoluta vita adulta. Un mondo viscido e opprimente quello di queste donne che non possono rifuggirlo ma solo sottomettersi ad …
Questa raccolta di racconti erotici non mi ha convinto fino in fondo. Molto ripetitivo, talvolta è difficile riconoscere la protagonista di un racconto da un'altra.
Se si legge soltanto alla ricerca di un po' di eccitazione, conviene guardare altrove.
Ciò che è davvero interessante è la psicologia e il carattere di queste donne: tutte brutte (o almeno così si sentono), tutte sottomesse ma pronte a colpire con schiaffi o pugni il primo che non si mostra abbastanza forte da dominarle.
Avventate, sfrontate, talvolta un po' ingenue ma piene di rabbia e di voglia di distruggere (non importa se sé stesse o gli altri). I ricordi della loro infanzia sono l'unico spiraglio nel loro passato, al lettore l'arduo tentativo di decifrare queste memorie alla ricerca di qualcosa che spieghi la loro dissoluta vita adulta.
Un mondo viscido e opprimente quello di queste donne che non possono rifuggirlo ma solo sottomettersi ad esso. La piega talvolta surrealista che ogni tanto prendono i racconti sono anche gli elementi più interessanti e simbolici dell'intero libro.
Ma non si salva del tutto, troppe ripetizioni. Forse con qualche racconto in meno, l'avrei apprezzato di più.
La sorella di Azra Nuhefendic, da bambina, attraverso le finestre della casa dei nonni, s'incantava …
Noi non sappiamo ancora dove siamo diretti, né quali saranno le fermate
4 stelle
Il 27 agosto di quest'anno Ratko Mladić muore nel carcere delle Nazioni Unite di Scheveningen. Esulto. Poi leggo un articolo sull'Internazionale. Un articolo del reporter di guerra Ed Vulliany in cui spiega con disappunto e preoccupazione come la morte di Mladić non segnerà l'epilogo del lungo periodo di terrore vissuto dai bosniaci musulmani e croati durante la guerra in Bosnia Erzegovina. Mladić è ancora visto come un eroe in Serbia e nella stessa Repubblica Sprska. Repubblica che forse non dovrebbe esistere in uno Stato già dilaniato e diviso come la Bosnia. Quando attraversai la Bosnia, ad agosto dello scorso anno, non mi resi subito conto del paradosso che alberga in questo Paese: da una parte si piangono i civili morti nei campi di concentramento serbi e a pochi chilometri quegli stessi assassini vengono esaltati e lodati da persone che nemmeno vorrebbero essere definiti bosniaci. La Bosnia è un Paese paradossale …
Il 27 agosto di quest'anno Ratko Mladić muore nel carcere delle Nazioni Unite di Scheveningen. Esulto. Poi leggo un articolo sull'Internazionale. Un articolo del reporter di guerra Ed Vulliany in cui spiega con disappunto e preoccupazione come la morte di Mladić non segnerà l'epilogo del lungo periodo di terrore vissuto dai bosniaci musulmani e croati durante la guerra in Bosnia Erzegovina. Mladić è ancora visto come un eroe in Serbia e nella stessa Repubblica Sprska. Repubblica che forse non dovrebbe esistere in uno Stato già dilaniato e diviso come la Bosnia.
Quando attraversai la Bosnia, ad agosto dello scorso anno, non mi resi subito conto del paradosso che alberga in questo Paese: da una parte si piangono i civili morti nei campi di concentramento serbi e a pochi chilometri quegli stessi assassini vengono esaltati e lodati da persone che nemmeno vorrebbero essere definiti bosniaci.
La Bosnia è un Paese paradossale e unico in Europa, ed è per questo che mi affascina così tanto. è un Paese in cui la nazionalità non identifica davvero i cittadini della nazione, la cui etnia viene specificata da un'altra nazionalità o, ancora più assurdamente, dalla religione.
è grazie a questo libro letto durante il mio terzo viaggio nei Balcani e nel secondo viaggio nel Paese che purtroppo condivide con Mladić la nazionalità, che ho imparato molte più cose di quanto pensassi su questa frammentata ma vivissima regione.
Ho appreso le differenze nella lingua, i cambiamenti nel linguaggio dovuti alla nazionalizzazione spesso forzata, il paradosso della vita in una Jugoslavia non capitalista e neppure del tutto comunista.
Ho provato il dolore di Nuhefendic nel suo racconto di un'ingiustizia non ancora risanata e nell'attesa di un futuro incerto, pieno di timori e privo di fiducia.
La Bosnia di questo racconto è priva delle riflessioni poetiche dell'autrice di Balkan Express. Il testo è nudo e crudo, senza fronzoli, scorrevole e amaro. Ti devasta, impossibile non commuoversi.
Solo il ricordo della Jugoslavia permette di sognare ad occhi aperti un passato lontano, fatto di durezza e povertà, certo, ma anche di un'inesorabile e positivo sguardo verso il futuro che oggi, malauguratamente, la maggior parte dei bosniaci non si può più permettere.