Libri preferiti al momento: "1Q84" - Murakami & "I cieli della sera" - Prisco
Autori preferiti: Murakami, Vargas, King, Silone, Capote, Prisco.
Generi preferiti: tutti tranne i romance.
Amo i saggi sul cinema e le biografie dei registi anche se ne inizio 5 alla volta e poi non ne completo neanche uno.
Adoro la non-fiction ma molti libri di questo tipo non mi prendono, accetto consigli.
Scottish writer Irvine Welsh's first novel, Trainspotting, is a collection of short-stories revolving around a …
Who needs reasons when you’ve got heroin?
5 stelle
"Choose your future. Choose life… But why would I want to do a thing like that? I chose not to choose life."
Perché Rent si perde nell'eroina? Perchè Spud ruba? Perché Sick Boy scopa? Perché Begbie picchia e maltratta? La dipendenza è un fattore rilevante, certo, ma è solo una piccola parte del problema. L'eroina è solo uno dei tanti mezzi per fuggire dal mondo. Il sesso, la violenza, l'alcool sono mezzi altrettanto validi, anche se meno spaventosi solo perché meno distruttivi. Ma quali sono i veri motivi che spingono i personaggi a rinunciare alla vita, bloccati da delle sbarre invisibili che però non riescono a superare? Genitori che non sono disposti a comprende il malessere dei figli, povertà e indigenza, la mancanza di lavoro e di stimoli, una città che non offre nulla, né prospettive né desideri. Ancora: depressione, paura, pigrizia, nichilismo, perdite, dolori personali, panico, ansia, mancanza …
"Choose your future. Choose life… But why would I want to do a thing like that? I chose not to choose life."
Perché Rent si perde nell'eroina? Perchè Spud ruba? Perché Sick Boy scopa? Perché Begbie picchia e maltratta?
La dipendenza è un fattore rilevante, certo, ma è solo una piccola parte del problema.
L'eroina è solo uno dei tanti mezzi per fuggire dal mondo. Il sesso, la violenza, l'alcool sono mezzi altrettanto validi, anche se meno spaventosi solo perché meno distruttivi.
Ma quali sono i veri motivi che spingono i personaggi a rinunciare alla vita, bloccati da delle sbarre invisibili che però non riescono a superare? Genitori che non sono disposti a comprende il malessere dei figli, povertà e indigenza, la mancanza di lavoro e di stimoli, una città che non offre nulla, né prospettive né desideri. Ancora: depressione, paura, pigrizia, nichilismo, perdite, dolori personali, panico, ansia, mancanza di amore. Amici che ti trascinano sul fondo con loro perché nessuno sa come passare attraverso questa vita.
L'eroina elimina i dubbi, elimina i desideri. L'eroina diventa l'unico motivo di vita, l'unica scialuppa che ti tiene a galla ma che, in fondo, ti trascina nel baratro.
Welsh racconta brutalmente la vita di questi giovani: i loro nomi si confondono, si sovrappongono, non hanno valore come individui, ma come parte del tutto, mescolati alle loro dipendenze, cercano di farsi spazio nel mondo e nella società senza mai riuscirci davvero.
E scegliere la vita non è la soluzione. Scegliere la vita è diventare parte di qualcosa ma anche perdersi nel tutto, perdersi in tutte quelle dipendenze accettate, nel lavoro, nella televisione, nelle medicine. Essere eroinomani diventa un rifiuto di questa vita buonista, diventa una posizione politica di protesta contro l'ipocrisia della società.
Leith è un purgatorio dove nulla accade, dove tutto rimane sempre uguale, dove anche le persone non cambiano mai. Solo fuggendo da Leith, dagli amici, finalmente (?) in solitudine, Rent riuscirà a farsi una vita vera.
Ma anche questa è solo un'illusione, una scusa, l'ennesimo tentativo disperato di trovare il proprio posto che, forse, non porterà a nulla.
Il primo numero di una rivista che si presenta come estremamente interessante e appassionante. Non mi aspettavo nulla di diverso guardando il loro profilo Instagram e ascoltando i contenuti del loro podcast e per fortuna non sono rimasta delusa. Il tema della realtà e delle sue sfaccettature viene analizzato da tutti i punti di vista con riflessioni complesse al limite del filosofico che sembrano quasi dei piccoli saggi autosufficienti. Ogni articolo è inoltre condito con grafiche e disegni meravigliosi, dando ancora più valore a questa piccola perla nel vasto mare delle riviste di cinema. Aspetto con ansia il prossimo numero!
Il primo numero di una rivista che si presenta come estremamente interessante e appassionante. Non mi aspettavo nulla di diverso guardando il loro profilo Instagram e ascoltando i contenuti del loro podcast e per fortuna non sono rimasta delusa.
Il tema della realtà e delle sue sfaccettature viene analizzato da tutti i punti di vista con riflessioni complesse al limite del filosofico che sembrano quasi dei piccoli saggi autosufficienti. Ogni articolo è inoltre condito con grafiche e disegni meravigliosi, dando ancora più valore a questa piccola perla nel vasto mare delle riviste di cinema.
Aspetto con ansia il prossimo numero!
Ogni racconto cela una sorpresa che ha su di noi …
L'ineluttabile destino dell'uomo: essere insoddisfatto e indefinito
3 stelle
Raccolta di racconti dall'atmosfera vaga, cupa e cinica legati al tema della mancanza o perdita di un momento speciale seppur effimero. Un libro che parla della complessità della natura umana e cerca di analizzarne i paradossi e i desideri. I personaggi si muovono, come dice anche il titolo, a caso attraverso le pagine: spesso non hanno un nome o delle caratteristiche definite, come se si aggirassero per la raccolta attraversando i racconti e senza trovare il proprio luogo. La lettura è macchinosa, ardua, i periodi sono articolati con parole così forbite da essere incomprensibili nel marasma e nella complessità della frase. Non amo particolarmente i racconti, anche se alcuni sono validi come "Rose", "Un petto di donna", "Il c.f." e "Milano non esiste", e alcuni trattano anche di temi complessi per gli anni 70 quali l'identità di genere e i feticismi, non importanti o analizzati per il proprio valore intrinseco …
Raccolta di racconti dall'atmosfera vaga, cupa e cinica legati al tema della mancanza o perdita di un momento speciale seppur effimero. Un libro che parla della complessità della natura umana e cerca di analizzarne i paradossi e i desideri. I personaggi si muovono, come dice anche il titolo, a caso attraverso le pagine: spesso non hanno un nome o delle caratteristiche definite, come se si aggirassero per la raccolta attraversando i racconti e senza trovare il proprio luogo.
La lettura è macchinosa, ardua, i periodi sono articolati con parole così forbite da essere incomprensibili nel marasma e nella complessità della frase.
Non amo particolarmente i racconti, anche se alcuni sono validi come "Rose", "Un petto di donna", "Il c.f." e "Milano non esiste", e alcuni trattano anche di temi complessi per gli anni 70 quali l'identità di genere e i feticismi, non importanti o analizzati per il proprio valore intrinseco ma per la varietà e profondità che donano ai personaggi, rendendoli veri e sottolineando i temi portanti del testo.