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Libri preferiti al momento: "1Q84" - Murakami & "I cieli della sera" - Prisco Autori preferiti: Murakami, Vargas, King, Silone, Capote, Prisco. Generi preferiti: tutti tranne i romance. Amo i saggi sul cinema e le biografie dei registi anche se ne inizio 5 alla volta e poi non ne completo neanche uno. Adoro la non-fiction ma molti libri di questo tipo non mi prendono, accetto consigli.

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Obiettivo di lettura 2026

65% completato! Viola ha letto 13 di 20 libri.

Michele Salvemini, Laura Camelli, Sergio Gerasi, Nicola Mari, Marco Nizzoli, Renato Riccio, Stefano Tamiazzo, Riccardo Torti, Yi Yang: Orbit Orbit (Paperback, Italiano language, 2025, Sergio Bonelli Editore)

Contestualmente all’album, arriverà in libreria Orbit Orbit, il fumetto evento che accompagna e completa il …

"Non lo faccio per gli altri, lo faccio per me, che poi è il miglior modo di farlo per gli altri"

Un vero e proprio viaggio astrale. Inizialmente ammetto che la lettura alternata all'ascolto della musica mi risultava macchinosa e un po' scollegata ma man mano che la storia continua, acquisisce un senso e le sfumature delle canzoni si mescolano perfettamente (o quasi) ai capitoli. Divertente, introspettivo, avventuroso. Non mastico molti fumetti ma questo scorre benissimo. è molto più stratificato dell'album e i vari livelli di interpretazione sono veramente interessanti, sicuramente ancor di più ad una seconda lettura.

Slavenka Drakulic: The Balkan Express (Paperback, 1994, Perennial)

"Io non so che cos'è la guerra, però vedo che è dappertutto"

Un racconto in stralci sconnessi, collegati solo dalle date che si insinuano lentamente sempre più a fondo nella guerra in Croazia fino alla sua fine. Pensieri e riflessioni sulla guerra che collegano la fine della guerra in Slovenia con l'inizio della guerra in Bosnia-Erzegovina, mentre lentamente, il conflitto si sposta sempre più a sud, inesorabile. Gli abitanti stessi di Zagabria ora trattano i bosniaci come loro stessi erano trattati dagli sloveni, in un circolo vizioso inesorabile che trascina tutti sul fondo. Siamo abituati a pensare alla guerra come qualcosa di violento e sanguinolento. Dal nostro comodo divano europeo facciamo fatica a comprendere cosa significhi vivere la guerra quando non si combatte, cosa significhi vivere la quotidianità del conflitto. L'autrice ha ragione: noi europei ci sentiamo intoccabili, protetti, sicuri. Non che ci sia qualcosa di male, anzi, ma penso sia fondamentale ricordare e ricordarci singolarmente cosa potrebbe succedere anche alle nostre …