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The InnkKeeper

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"La forza di superare un divieto nasce tutta dal divieto stesso!"

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Libri di The InnkKeeper

ND Stevenson: Nimona (Hardcover, 2015, HarperTeen)

From the Publisher:

A National Book Award Longlist Title

The graphic novel debut …

Visto prima l'adattamento -se vi è piaciuto- leggetevelo

Sicuramente diverso dal film, per uno che si impegna a "fruire" le opere originali prima degli adattamenti è un po' un'onta, ma qui devo ammettere che si capisce il calibro del materiale originale e allo stesso tempo si può apprezzare (sia artisticamente che narrativamente) il ricamo quasi ad "universo alternativo" del lungometraggio... sarebbe anche da contestualizzare, per chi arriva dal film, che la forma originaria del fumetto non era quella della graphic novel cartacea in blocco ma di vignette pubblicate sul web -anche questo dettaglio rischia di far mal giudicare l'originale partendo dall'adattamento con un budget da "blockbuster" (pur meritato e ben usato almeno)

Jean Giono: L'uomo che piantava gli alberi (Italian language)

Quei ruscelli avevano già portato dell'acqua, in tempi molto antichi. Alcuni dei tristi villaggi di cui ho parlato all'inizio del mio racconto sorgevano su siti di antichi villaggi gallo-romani di cui restavano ancora vestigia, nelle quali gli archeologi avevano scavato, trovando ami in posti dove nel ventesimo secolo di doveva far ricorso alle cisterne per avere un po' d'acqua.

L'uomo che piantava gli alberi di  (Pagina 31 - 32)

Menzione di ritrovamenti archeologici di zone sommerse, dove ora secco e solo lentamente torna umido con rimboschimento, paleoclima e archeologia della sostenibilità. Se si fossero cercate proprio informazioni su vegetazione antica, oltre a oggetti, si sarebbe probabilmente potuto arrivare a stessa conclusione di copertura arborea legata a concentramento delle acque; una traccia letteraria di un modo di fare e vedere archeologia di altri tempi e un insospettabile suggerimento dei contributi che può dare l'archeologia nel rinforzare policies di gestione della natura più sostenibili? Chissà poi la fonte per le frequentazioni gallo-picene, ma interessante il dedicarci un intero paragrafo, magari un interesse dell'autore legato anche alla dimensione "idilliaca" del passato (nonostante o proprio grazie alla convivenza schizofrenica nel suo immaginario del passato "bruto" presentato più avanti); anche uno spunto per la differenza tra "memoria d'uomo" e memoria naturale o rinvenibile tramite tracce documentarie di scavi...

Jean Giono: L'uomo che piantava gli alberi (Italian language)

Erano dei selvaggi, si odiavano, vivevano di caccia con le trappole; più o meno erano nello stato fisico e morale degli uomini preistorici.

L'uomo che piantava gli alberi di  (Pagina 37 - 38)

Menzione di supposto stato di natura bruta di "selvaggi" per abitanti locali rimasti, perché pochi e con pochi mezzi. Ancora una volta un immaginario derivato da "grand narratives" della socio-cultura contemporanea, a cui neppure un autore che la avversa profondamente sembra essere immune e anzi la dà per assunto per supportare l'immaginario di una sua narrativa.

Questa critica al passaggio si basa su contestazioni archeologiche e antropologiche suggerite da "The Dawn of Everything" ("L'alba di tutto") di Wengrow e Graeber.

Jean Giono: L'uomo che piantava gli alberi (Italian language)

Potente e lieve

Come lettura e messaggio. Così me l'aspettavo, avendolo messo sul comodino il giorno prima e leggendomelo tutto d'un fiato il giorno dopo. Tanto più per la coincidenza, cioè dopo essersi appena letto un articolo sul concetto e impatto psicologico dell'"Ecological Debt", raccontato e sviscerato con il parallelo letterario di Pip in "Grandi speranze" di Dickens. L'articolo in questione viene dal libro che ho in lettura sulla psicologia del cambiamento climatico "Engaging with Climate Change", che è una raccolta di saggi e scambio di riflessioni molto calate nel contesto socio-culturale attuale, curato da Sally Weintrobe.

Rilancio quindi tutt'e due come consigli di lettura, per chiunque pensi che la narrativa sia un importante veicolo per trattare questi temi!

P.S.: quello di Dickens non lo consiglio perché non l'ho ancora letto, è un tomo che mi guarda lì sullo scaffale da una decida d'anni ormai, e se prima non l'ho letto …