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The InnkKeeper ha finito di leggere 攻殻機動隊 Vol. 1 di Masamune Shirow
The InnkKeeper ha iniziato a leggere MANGA ISSHO di Various
The InnkKeeper ha finito di leggere Difendere la Terra di Mezzo di Wu Ming 4
The InnkKeeper ha finito di leggere Le comunanze picene di Joyce Lussu
The InnkKeeper ha recensito Le comunanze picene di Joyce Lussu
"All'origine del mondo c'è un racconto..."
5 stelle
Ho poco da dire se non il consigliare di leggerlo, tanto più se si conoscono e amano (o anche odiano) le Marche, ma in generale per chiunque voglia fare riflessioni sui propri territori e le comunità che li vivono. Vorrei solo fare una citazione rimaneggiata, un "patchwork remix" che forse sarebbe piaciuto alla "Nonna delle Marche" o forse no, con suoi pezzi e parti dell'introduzione (tagliata ulteriormente per inserirla con le citazioni che ritenevo rilevanti):
«"All'origine del mondo c'è un racconto... la ricerca che ogni persona compie su se stessa, ed esprime attraverso segni, immagini, storie, nel tentativo di comprendere il significato della propria storia. Solo riconoscendo la rilevanza dell'esperienza personale si evita che il prensiero si perda in un empireo di processi mentali: il personale è il politico, purché lo si renda tale, ossia esperienza in mezzo alle esperienze, energia che si aggiunge alle scelte per il futuro... …
Ho poco da dire se non il consigliare di leggerlo, tanto più se si conoscono e amano (o anche odiano) le Marche, ma in generale per chiunque voglia fare riflessioni sui propri territori e le comunità che li vivono. Vorrei solo fare una citazione rimaneggiata, un "patchwork remix" che forse sarebbe piaciuto alla "Nonna delle Marche" o forse no, con suoi pezzi e parti dell'introduzione (tagliata ulteriormente per inserirla con le citazioni che ritenevo rilevanti):
«"All'origine del mondo c'è un racconto... la ricerca che ogni persona compie su se stessa, ed esprime attraverso segni, immagini, storie, nel tentativo di comprendere il significato della propria storia. Solo riconoscendo la rilevanza dell'esperienza personale si evita che il prensiero si perda in un empireo di processi mentali: il personale è il politico, purché lo si renda tale, ossia esperienza in mezzo alle esperienze, energia che si aggiunge alle scelte per il futuro... tutti facciamo storia... fare storia e immergersi nella realtà" sono aspetti inscindibili ed entrambi necessari di uno stesso processo...»
The InnkKeeper ha valutato Difendere la Terra di Mezzo: 5 stelle
The InnkKeeper citazione da Difendere la Terra di Mezzo di Wu Ming 4
Avviso sul contenuto Citazione di una riflessione chiave sulla figura dello Hobbit in relazione con le persone e la storia presente
Dunque anche per Tolkien gli Hobbit sono il vero Mistero: tendenzialmente provinciali e avulsi dalla storia, ma capaci di slanci tanto incredibili quanto improvvisi (“Ti basta un mese per sapere tutto quello che c’è da sapere di loro, eppure dopo cento anni all’occorrenza possono sempre sorprenderti”)[41] e destinati a scuotere i grandi e i potenti. Tolkien ci dice che l’uomo comune, nonostante la piccineria, l’individualismo e tutto il suo smarrimento, conserva una debole forza per sollevare lo sguardo sull’orizzonre e valicarlo. Attraverso gli Hobbit, la domanda alla quale Tolkien sembra voler rispondere è: l’homo modernus può essere un eroe? E la risposta — problematica come ogni risposta intelligente — è affermativa a condizione che costui sappia mettere in discussione ciò a cui tiene e che tende a dare per scontato, e al tempo stesso sia in grado di non dimenticare alcune invarianze. A condizione, cioè, che sappia mettersi in relazione con l’altro da sé, con l’ignoto, con il diverso, cercando ciò che è comune. Perché è precisamente questo che fanno i protagonisti del ciclo dell’Anello. Compiono un viaggio attraverso altre società, altre culture, altri popoli, altri modelli etici, e nell’incontro con essi mutano il proprio essere, scoprono in se stessi risorse che non sospettavano di avere, accettano fardelli inimmaginabili, prendono addirittura su di sé i destini collettivi. Ma mentre fanno questo, cedono alle altre culture una parte del proprio “buon senso hobbit” in uno scambio valoriale che non trova un punto d’equilibrio assoluto, ma che produce costantemente nuove soluzioni ad antichi problemi proprio attraverso l’attrito etico tra diversi.
In questo modo gli Hobbit, insieme ai loro alleati più alti e più antichi, affrontano un male cataclismatico che minaccia il mondo intero e che muove guerra a tutti i popoli per renderli schiavi. E non è certo la guerra dei cavalieri [...]
— Difendere la Terra di Mezzo di Wu Ming 4 (Pagina 208 - 209)
Perché usare la narrativa, pure quella fantastica, per sensibilizzare sul tema della diversità e il pensiero critico? Ecco l'esempio di Tolkien dalle riflessioni di Wu Ming 4 in "Difendere la Terra di Mezzo", della struttura del suo mondo in relazione al cambiamento che poteva ispirare nei confronti di un mondo distrutto dal Novecento, non escapismo ma esercizio profondo di proiezione...
The InnkKeeper ha recensito Pedagogia Hacker di Carlo Milani
Nella direzione della convivialità...
4 stelle
Questo non è un libro (solo) per persone interessate all'informatica. Anzi. Penso non sia proprio quello il punto, e l'introduzione lo dice chiaramente. Leggete almeno quella, se non vi convinco io. Dopodiché posso solo promettervi che mantiene la parola data. Non aspettatevi però risposte o istruzioni miracolose da seguire, prendetelo come uno spunto esperienziale, un resoconto discorsivo e scorrevole che può farvi chi ha partecipato ad un laboratorio trasformativo e ogni tanto ve ne propone quale assaggio interattivo dandovi qualche dritta e riferimento da cercare e svolgere in autonomia. La sensazione che lascia è che la prossima volta sarebbe sicuramente meglio partecipare di persona, a un laboratorio simile. Ma intanto è stato interessante e puoi solo esprimere gratitudine per aver condiviso questo racconto, di un'esperienza della quale altrimenti tu -personalmente- in fondo non avresti pensato di avere bisogno. E invece ci vorrebbe proprio sai?
Personalmente vorrei "restituire" questo libro …
Questo non è un libro (solo) per persone interessate all'informatica. Anzi. Penso non sia proprio quello il punto, e l'introduzione lo dice chiaramente. Leggete almeno quella, se non vi convinco io. Dopodiché posso solo promettervi che mantiene la parola data. Non aspettatevi però risposte o istruzioni miracolose da seguire, prendetelo come uno spunto esperienziale, un resoconto discorsivo e scorrevole che può farvi chi ha partecipato ad un laboratorio trasformativo e ogni tanto ve ne propone quale assaggio interattivo dandovi qualche dritta e riferimento da cercare e svolgere in autonomia. La sensazione che lascia è che la prossima volta sarebbe sicuramente meglio partecipare di persona, a un laboratorio simile. Ma intanto è stato interessante e puoi solo esprimere gratitudine per aver condiviso questo racconto, di un'esperienza della quale altrimenti tu -personalmente- in fondo non avresti pensato di avere bisogno. E invece ci vorrebbe proprio sai?
Personalmente vorrei "restituire" questo libro con le parole con le quali mi è stato presentato cioè: "Nella direzione della convivialità (spero)". Penso sia azzeccato perché (anche) questo a fatto. Oltre a dare spunti preziosi da provare per me stesso e verso altre persone, ricorda l'importanza del processo e le sue possibilità di riuscita come di fallimento ugualmente generative, anche agli occhi di chi si è perso talmente tanto a capire e combattere giganti mulini a vento digitali fino a dimenticare quasi che "i mezzi devono giustificare il fine". Perché quando qualcosa mi spiazza, anche se è inconcludente, comunque avrà avuto il valore di farmi fermare a pensare un attimo in più -e quel fine apparentemente vuoto è giustificato dai mezzi creativi e riflessivi che lo hanno accompagnato: anche da questo posso imparare a fare "hacking" al portale della mia coscienza (e spero così possano fare anche altre persone, insieme, nella direzione della convivialità).
The InnkKeeper ha finito di leggere Pedagogia Hacker di Carlo Milani

Pedagogia Hacker di Carlo Milani, Davide Fant
Questo non è l’ennesimo manuale per «usare bene» le tecnologie digitali, ma un concentrato di attività e attivazioni alla portata …
The InnkKeeper ha risposto allo stato di caiofior
@caiofior anche a me è piaciuto molto, non saprei se il ritmo sia più deciso (dovrei rileggerlo!) ma sicuramente è diverso da Il Signore degli Anelli e ha un suo carattere personale. Per la morale mi sembra anche più esplicito sì, ma non si può dire che Tolkien non l'abbia messa nelle sue storie, pur se non in senso strettamente "moralistico" e anche in questo caso "diverso" e personalizzato -il che è un pregio a mio parere. A proposito consiglio la lettura di "Difendere la Terra di Mezzo" di Wu Ming 4 che parla anche del rapporto con il resto della letteratura fantastica precedente e successiva (e non solo)
@caiofior anche a me è piaciuto molto, non saprei se il ritmo sia più deciso (dovrei rileggerlo!) ma sicuramente è diverso da Il Signore degli Anelli e ha un suo carattere personale. Per la morale mi sembra anche più esplicito sì, ma non si può dire che Tolkien non l'abbia messa nelle sue storie, pur se non in senso strettamente "moralistico" e anche in questo caso "diverso" e personalizzato -il che è un pregio a mio parere. A proposito consiglio la lettura di "Difendere la Terra di Mezzo" di Wu Ming 4 che parla anche del rapporto con il resto della letteratura fantastica precedente e successiva (e non solo)
The InnkKeeper ha recensito The Colour of Magic di Terry Pratchett (Discworld, #1)
"Jerome K. Jerome meets The Lord of the Rings (with a touch of Peter Pan)"
3 stelle
That sentence was on the front cover of the edition I've read (although I usually despise comments places there apart from title/author) and it was quite on the spot for once: the style and irony of Jerome K. Jerome applied in an archetypal fantasy novel. Not sure about the Peter Pan's part of that comment, as I didn't read it yet, but I guess: Twoflower makes for it?
In any case, it was a very slow reading compared to the first one I've discovered from the Discworld saga ("Sourcery"), so the enthusiasm went a bit down and it's understandable I found it less appealing also given it's the first one -but I've liked it nonetheless as an absurd/whimsical reading! ;)
That sentence was on the front cover of the edition I've read (although I usually despise comments places there apart from title/author) and it was quite on the spot for once: the style and irony of Jerome K. Jerome applied in an archetypal fantasy novel. Not sure about the Peter Pan's part of that comment, as I didn't read it yet, but I guess: Twoflower makes for it?
In any case, it was a very slow reading compared to the first one I've discovered from the Discworld saga ("Sourcery"), so the enthusiasm went a bit down and it's understandable I found it less appealing also given it's the first one -but I've liked it nonetheless as an absurd/whimsical reading! ;)
The InnkKeeper ha finito di leggere The Colour of Magic di Terry Pratchett (Discworld, #1)

The Colour of Magic di Terry Pratchett (Discworld, #1)
Terry Pratchett's profoundly irreverent novels are consistent number one bestsellers in England, where they have garnered him a revered position …
The InnkKeeper ha iniziato a leggere Pedagogia Hacker di Carlo Milani

Pedagogia Hacker di Carlo Milani, Davide Fant
Questo non è l’ennesimo manuale per «usare bene» le tecnologie digitali, ma un concentrato di attività e attivazioni alla portata …
The InnkKeeper ha recensito Le due guerriere di Licia Troisi (Le Guerre del Mondo Emerso, #2)
Meglio del precedente -ma può/deve migliorare
3 stelle
Finito pure questo. Meno faticoso del primo volume, ma comunque sta iniziando a stancarmi un po' la ripetitività dei temi e in particolare dello sviluppo delle relazioni tra i personaggi... Ora: capisco che uno dei punti di formazione del romanzo e profondità della saga è proprio quello, la riflessione sulla ciclicità e il contrasto con il quotidiano nel fantasy, però ecco non ci vedo poi un corpus filosofico così pretenzioso da giustificare una trama ridondante più delle volte. O forse sono io che (ormai) sopporto male gli strazi adolescenziali malcelati nei personaggi e che invece tanto hanno preso il pubblico giusto dell'età giusta all'epoca del boom della serie del Mondo Emerso. Immagino che se ne fosse accorta anche l'autrice arrivata a oltre la metà della sua seconda trilogia e abbia, come spero di aver intravisto da alcuni dettagli, deciso di smarcare la protagonista dal fantasma della sua prima eroina e …
Finito pure questo. Meno faticoso del primo volume, ma comunque sta iniziando a stancarmi un po' la ripetitività dei temi e in particolare dello sviluppo delle relazioni tra i personaggi... Ora: capisco che uno dei punti di formazione del romanzo e profondità della saga è proprio quello, la riflessione sulla ciclicità e il contrasto con il quotidiano nel fantasy, però ecco non ci vedo poi un corpus filosofico così pretenzioso da giustificare una trama ridondante più delle volte. O forse sono io che (ormai) sopporto male gli strazi adolescenziali malcelati nei personaggi e che invece tanto hanno preso il pubblico giusto dell'età giusta all'epoca del boom della serie del Mondo Emerso. Immagino che se ne fosse accorta anche l'autrice arrivata a oltre la metà della sua seconda trilogia e abbia, come spero di aver intravisto da alcuni dettagli, deciso di smarcare la protagonista dal fantasma della sua prima eroina e farle fare scelte (almeno) diametralmente opposte. Chissà. Vedrò quando iniziare l'ultimo volume, senza fretta. A questo punto sono più curioso di capire se le "Leggende" saranno finalmente una trilogia dai presupposti diversi o se la Troisi si è adagiata ancora una volta allo stesso format "di successo" dalla prima all'ultima >_>













