The InnkKeeper ha iniziato a leggere Pedagogia Hacker di Carlo Milani

Pedagogia Hacker di Carlo Milani, Davide Fant
Questo non è l’ennesimo manuale per «usare bene» le tecnologie digitali, ma un concentrato di attività e attivazioni alla portata …
"La forza di superare un divieto nasce tutta dal divieto stesso!"
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Questo non è l’ennesimo manuale per «usare bene» le tecnologie digitali, ma un concentrato di attività e attivazioni alla portata …
Finito pure questo. Meno faticoso del primo volume, ma comunque sta iniziando a stancarmi un po' la ripetitività dei temi e in particolare dello sviluppo delle relazioni tra i personaggi... Ora: capisco che uno dei punti di formazione del romanzo e profondità della saga è proprio quello, la riflessione sulla ciclicità e il contrasto con il quotidiano nel fantasy, però ecco non ci vedo poi un corpus filosofico così pretenzioso da giustificare una trama ridondante più delle volte. O forse sono io che (ormai) sopporto male gli strazi adolescenziali malcelati nei personaggi e che invece tanto hanno preso il pubblico giusto dell'età giusta all'epoca del boom della serie del Mondo Emerso. Immagino che se ne fosse accorta anche l'autrice arrivata a oltre la metà della sua seconda trilogia e abbia, come spero di aver intravisto da alcuni dettagli, deciso di smarcare la protagonista dal fantasma della sua prima eroina e …
Finito pure questo. Meno faticoso del primo volume, ma comunque sta iniziando a stancarmi un po' la ripetitività dei temi e in particolare dello sviluppo delle relazioni tra i personaggi... Ora: capisco che uno dei punti di formazione del romanzo e profondità della saga è proprio quello, la riflessione sulla ciclicità e il contrasto con il quotidiano nel fantasy, però ecco non ci vedo poi un corpus filosofico così pretenzioso da giustificare una trama ridondante più delle volte. O forse sono io che (ormai) sopporto male gli strazi adolescenziali malcelati nei personaggi e che invece tanto hanno preso il pubblico giusto dell'età giusta all'epoca del boom della serie del Mondo Emerso. Immagino che se ne fosse accorta anche l'autrice arrivata a oltre la metà della sua seconda trilogia e abbia, come spero di aver intravisto da alcuni dettagli, deciso di smarcare la protagonista dal fantasma della sua prima eroina e farle fare scelte (almeno) diametralmente opposte. Chissà. Vedrò quando iniziare l'ultimo volume, senza fretta. A questo punto sono più curioso di capire se le "Leggende" saranno finalmente una trilogia dai presupposti diversi o se la Troisi si è adagiata ancora una volta allo stesso format "di successo" dalla prima all'ultima >_>
Finito pure questo. Meno faticoso del primo volume, ma comunque sta iniziando a stancarmi un po' la ripetitività dei temi e in particolare dello sviluppo delle relazioni tra i personaggi... Ora: capisco che uno dei punti di formazione del romanzo e profondità della saga è proprio quello, la riflessione sulla ciclicità e il contrasto con il quotidiano nel fantasy, però ecco non ci vedo poi un corpus filosofico così pretenzioso da giustificare una trama ridondante più delle volte. O forse sono io che (ormai) sopporto male gli strazi adolescenziali malcelati nei personaggi e che invece tanto hanno preso il pubblico giusto dell'età giusta all'epoca del boom della serie del Mondo Emerso. Immagino che se ne fosse accorta anche l'autrice arrivata a oltre la metà della sua seconda trilogia e abbia, come spero di aver intravisto da alcuni dettagli, deciso di smarcare la protagonista dal fantasma della sua prima eroina e …
Finito pure questo. Meno faticoso del primo volume, ma comunque sta iniziando a stancarmi un po' la ripetitività dei temi e in particolare dello sviluppo delle relazioni tra i personaggi... Ora: capisco che uno dei punti di formazione del romanzo e profondità della saga è proprio quello, la riflessione sulla ciclicità e il contrasto con il quotidiano nel fantasy, però ecco non ci vedo poi un corpus filosofico così pretenzioso da giustificare una trama ridondante più delle volte. O forse sono io che (ormai) sopporto male gli strazi adolescenziali malcelati nei personaggi e che invece tanto hanno preso il pubblico giusto dell'età giusta all'epoca del boom della serie del Mondo Emerso. Immagino che se ne fosse accorta anche l'autrice arrivata a oltre la metà della sua seconda trilogia e abbia, come spero di aver intravisto da alcuni dettagli, deciso di smarcare la protagonista dal fantasma della sua prima eroina e farle fare scelte (almeno) diametralmente opposte. Chissà. Vedrò quando iniziare l'ultimo volume, senza fretta. A questo punto sono più curioso di capire se le "Leggende" saranno finalmente una trilogia dai presupposti diversi o se la Troisi si è adagiata ancora una volta allo stesso format "di successo" dalla prima all'ultima >_>
Trovato grazie al Fediverso via reviewdb.app (un'istanza di NeoDB che è come BookWyrm ma che ha anche altri media narrativi per chi come me divora tutto :>): la recensione reviewdb.app/@WildWoila@reviewdb.app/posts/400397323712056112/ e la descrizione mi ridanno di must se non unicum con quei temi...
Trovato grazie al Fediverso via reviewdb.app (un'istanza di NeoDB che è come BookWyrm ma che ha anche altri media narrativi per chi come me divora tutto :>): la recensione reviewdb.app/@WildWoila@reviewdb.app/posts/400397323712056112/ e la descrizione mi ridanno di must se non unicum con quei temi...
"It belongs in a museum" -ma è una riflessione critica sul senso di musealizzare, contro l'essenzialismo vuoto, per una visione meno superficiale e retorica della cosiddetta "cancel culture"
Leggetevelo prima di saltare a conclusioni affrettate sul modo in cui sono state presentate le proteste che hanno portato dal semplice imbrattamento (senza danni) alla rimozione e/o alla ri-semantizzazione di statue e opere: è un dovuto commento storico e artistico sui fenomeni sociali e il loro contesto.
"It belongs in a museum" -ma è una riflessione critica sul senso di musealizzare, contro l'essenzialismo vuoto, per una visione meno superficiale e retorica della cosiddetta "cancel culture"
Leggetevelo prima di saltare a conclusioni affrettate sul modo in cui sono state presentate le proteste che hanno portato dal semplice imbrattamento (senza danni) alla rimozione e/o alla ri-semantizzazione di statue e opere: è un dovuto commento storico e artistico sui fenomeni sociali e il loro contesto.
"It belongs in a museum" -ma è una riflessione critica sul senso di musealizzare, contro l'essenzialismo vuoto, per una visione meno superficiale e retorica della cosiddetta "cancel culture"
"It belongs in a museum" -ma è una riflessione critica sul senso di musealizzare, contro l'essenzialismo vuoto, per una visione meno superficiale e retorica della cosiddetta "cancel culture"

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Lo consiglio a chi è piaciuta la serie ed era già entusiasta delle integrazioni dei fumetti: potreste ritrovarvi spiazzatə dalla differenza di media narrativo, ma ne vale la pena, e non ha troppe pretese letterarie quindi lo stile è abbastanza fluido come fosse un adattamento scenografico.
MA lo ammetto. Pensavo di aver comprato un fumetto. E l'ho comprato alla cieca perché quelli (i fumetti) precedenti sulla serie mi sono piaciuti tutti, integrando parti di storia lasciati fuori tra le Aang e Korra, quando questo mi era forse anche più interessando parlando di un'epoca ancora più lontana.
Solo dopo mi sono ricordato di una storia su Kyoshi, partita (forse) come fanfiction e poi canonizzata perché riconosciuta dagli autori della serie, che avevo scoperto per le critiche a netflix di adattare male la storia principale invece di prenderne una (come questa di Kyoshi) già in linea con lo stile 'crudo' …
Lo consiglio a chi è piaciuta la serie ed era già entusiasta delle integrazioni dei fumetti: potreste ritrovarvi spiazzatə dalla differenza di media narrativo, ma ne vale la pena, e non ha troppe pretese letterarie quindi lo stile è abbastanza fluido come fosse un adattamento scenografico.
MA lo ammetto. Pensavo di aver comprato un fumetto. E l'ho comprato alla cieca perché quelli (i fumetti) precedenti sulla serie mi sono piaciuti tutti, integrando parti di storia lasciati fuori tra le Aang e Korra, quando questo mi era forse anche più interessando parlando di un'epoca ancora più lontana.
Solo dopo mi sono ricordato di una storia su Kyoshi, partita (forse) come fanfiction e poi canonizzata perché riconosciuta dagli autori della serie, che avevo scoperto per le critiche a netflix di adattare male la storia principale invece di prenderne una (come questa di Kyoshi) già in linea con lo stile 'crudo' della loro produzione. Insomma: sono partito con la fiducia tradita e pregiudizi grossi.
E invece ne è valsa tutta la pena! Storia ben fatta per questo primo volume, senso di sviluppo e profondità dei personaggi molto "alla Avatar", ampliamento del materiale originale non forzato e piacevole. Come paragone, dal punto di vista di lettore appassionato più che letterario, la sensazione è quella de "Il figli di Hurin" per "Il Signore degli Anelli": come un pezzo di storia del world-building precedente che prende vita, in modo meno epico del previsto e quasi familiare, nonostante faccia parte delle leggende nell'opera originale.
P.S.: se Tunué non pubblica il continuo o le cronache di Yangchen, sempre dello stesso autore, i prossimi volumi li leggerò in lingua originale sperando che la traduzione sia stata abbastanza simile!

