Paolinus ha iniziato a leggere L'idiota di famiglia di Dario Ferrari

L'idiota di famiglia di Dario Ferrari
«Immaginate di aver avuto come padre il meno conciliante dei filosofi della Scuola di Francoforte, prima di giudicare se non …
Mi applico ma non sono intelligente.
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«Immaginate di aver avuto come padre il meno conciliante dei filosofi della Scuola di Francoforte, prima di giudicare se non …
Scanzi è insopportabile, riesce quasi a farti odiare un artista immenso come De André. Il punto è che la musica e la poesia sono forme di arte esattamente come la scrittura, la pittura, la scultura etc etc... e come per tutte le forme di arte la bellezza è negli occhi di guarda o nelle orecchie di chi ascolta o per dirla in modo differente "de gustibus non disputandum est". Invece questo libro trasuda una specie di odio e rabbia verso chi, a differenza dell'autore, non adora con tutto se stesso l'opera di Fabrizio De André, della serie non ti piace De André? Ah ma sei un coglione. Ecco, a me De André piace ma Scanzi è insopportabile. Il libro risulta stucchevole, infarcito di aggettivi superlativi e siccome Scanzi è fondamentalmente egocentrico mi sento di affermare che in definitiva non si tratta di un omaggio ad un grande cantautore ma …
Scanzi è insopportabile, riesce quasi a farti odiare un artista immenso come De André. Il punto è che la musica e la poesia sono forme di arte esattamente come la scrittura, la pittura, la scultura etc etc... e come per tutte le forme di arte la bellezza è negli occhi di guarda o nelle orecchie di chi ascolta o per dirla in modo differente "de gustibus non disputandum est". Invece questo libro trasuda una specie di odio e rabbia verso chi, a differenza dell'autore, non adora con tutto se stesso l'opera di Fabrizio De André, della serie non ti piace De André? Ah ma sei un coglione. Ecco, a me De André piace ma Scanzi è insopportabile. Il libro risulta stucchevole, infarcito di aggettivi superlativi e siccome Scanzi è fondamentalmente egocentrico mi sento di affermare che in definitiva non si tratta di un omaggio ad un grande cantautore ma un omaggio all'amore dell'autore per un cantautore. Tutt'altra cosa il libro di Bartelloni, "Al vostro posto non ci so stare"

Uno smisurato gesto d’affetto per un artista straordinario. Il ritratto d’amore di un poeta eterno, raffigurato da una delle penne …
Romanzo di formazione e finto memoir, il racconto scorre velocemente alternando con sapienza passato, presente e persino futuro (nel finto poscritto). I temi non sono nuovi: l'amore, gli abbandoni, le delusioni, cosa vorremmo diventare, cosa siamo diventati, cosa avremmo potuto essere e la malinconia si mescola bene con i momenti divertenti e quelli drammatici. In un contesto diciamo "poco innovativo" Assante è però riuscita a raccontare i due protagonisti con forza e intensità interiore arricchendo la storia con alcuni personaggi secondari particolarmente riusciti (zia Mimì ad esempio, tanto scurrile quanto affezionata ad Andrea). Tenendo conto che si tratta di un'opera prima, non posso che promuoverla a pieni voti.
Romanzo di formazione e finto memoir, il racconto scorre velocemente alternando con sapienza passato, presente e persino futuro (nel finto poscritto). I temi non sono nuovi: l'amore, gli abbandoni, le delusioni, cosa vorremmo diventare, cosa siamo diventati, cosa avremmo potuto essere e la malinconia si mescola bene con i momenti divertenti e quelli drammatici. In un contesto diciamo "poco innovativo" Assante è però riuscita a raccontare i due protagonisti con forza e intensità interiore arricchendo la storia con alcuni personaggi secondari particolarmente riusciti (zia Mimì ad esempio, tanto scurrile quanto affezionata ad Andrea). Tenendo conto che si tratta di un'opera prima, non posso che promuoverla a pieni voti.

Andrea sta camminando per le strade di New York, in piena notte, quando riceve una telefonata. Riconosce subito la voce …
Grande delusione. L'autrice inizia il romanzo con una citazione di una delle mie opere preferite, "Il male oscuro" e cerca di portare l'opera di Berto nei nostri giorni, tra precariato e social networks. Ma a parte un elenco smisurato di sintomi e un ripetere in continuazione che con la laurea in lettere non si mangia non c'è nessuna storia: sono arrivato a metà chiedendomi se sarebbe successo qualcosa ma non succede assolutamente nulla. Un ragazzino (il protagonista da piccolo) cui bisogna nascondere i libri e che viene portato in psicoterapia per una passione eccessiva per la lettura è una forzatura che non regge, la figura di Catastrofe non prende, i ricordi della vita con il nonno dopo un po' annoiano. Anche nel rapporto di Loris con i genitori e con la fidanzata non c'è nessun elemento degno di nota o rilevante. Magari nella seconda metà il libro si riprende ma …
Grande delusione. L'autrice inizia il romanzo con una citazione di una delle mie opere preferite, "Il male oscuro" e cerca di portare l'opera di Berto nei nostri giorni, tra precariato e social networks. Ma a parte un elenco smisurato di sintomi e un ripetere in continuazione che con la laurea in lettere non si mangia non c'è nessuna storia: sono arrivato a metà chiedendomi se sarebbe successo qualcosa ma non succede assolutamente nulla. Un ragazzino (il protagonista da piccolo) cui bisogna nascondere i libri e che viene portato in psicoterapia per una passione eccessiva per la lettura è una forzatura che non regge, la figura di Catastrofe non prende, i ricordi della vita con il nonno dopo un po' annoiano. Anche nel rapporto di Loris con i genitori e con la fidanzata non c'è nessun elemento degno di nota o rilevante. Magari nella seconda metà il libro si riprende ma ho fatto troppa fatica per arrivare a metà e preferisco abbandonare la lettura.

Capita, nella vita, che l'universo ci appaia diviso tra quelli che agiscono e non si fanno spaventare dal mondo e …
Ho letto il primo romanzo di Barbara Frandino dopo aver letto quel piccolo capolavoro che è stato "Tremi chi è innocente" e purtroppo non vi ho trovato nulla di rilevante. È la storia di un amore che finisce, di un matrimonio che va a rotoli, uguale a quella di tante altre storie. Lui che dice di non avere mai smesso di amarla, lei che dice che avrebbe solo voluto sentire le sue scuse... poi una mamma problematica alle spalle, una sorella amica-confidente... ingredienti e ricetta troppo comuni. Mancano l'ironia di Nico (il protagonista di "Tremi chi è innocente") e una trama ed uno stile narrativo nuovo che nel secondo romanzo riescono a rendere la descrizione delle difficoltà dei rapporti umani con luce nuova e penetrante.
Ho letto il primo romanzo di Barbara Frandino dopo aver letto quel piccolo capolavoro che è stato "Tremi chi è innocente" e purtroppo non vi ho trovato nulla di rilevante. È la storia di un amore che finisce, di un matrimonio che va a rotoli, uguale a quella di tante altre storie. Lui che dice di non avere mai smesso di amarla, lei che dice che avrebbe solo voluto sentire le sue scuse... poi una mamma problematica alle spalle, una sorella amica-confidente... ingredienti e ricetta troppo comuni. Mancano l'ironia di Nico (il protagonista di "Tremi chi è innocente") e una trama ed uno stile narrativo nuovo che nel secondo romanzo riescono a rendere la descrizione delle difficoltà dei rapporti umani con luce nuova e penetrante.

Un matrimonio ferito e ostinato è una perfetta bomba a orologeria. È un duello in cui il cuore e la …
Una famiglia disfunzionale: Nico è un adolescente sensibile e ironico che deve crescere tra un papà con ingombranti manie di controllo e una mamma che ad un certo punto si perde, forse perché si era persa da prima ed in verità adesso si sta ritrovando. Uno zio inconcludente ed una amica del cuore, Emma, con una famiglia altrattando problematica, completano il quadro dei protagonisti. Tra attacchi di panico ed antidepressivi Nico deve ricostruire il suo ruolo in una vicenda che ha portato alla luce tutte le problematiche di quella che almeno all'inizio doveva essere stata una famiglia normale. Barbara Frandino riesce a mescolare con maestria e leggerezza temi complessi che generalmente richiedono anni di terapia per essere sviscerati e lo fa aggiungendo anche una componente di giallo e mistero che trasforma il romanzo in un piccolo capolavoro: promossi a pieni voti i personaggi di Nico e della sua amica Emma.
Una famiglia disfunzionale: Nico è un adolescente sensibile e ironico che deve crescere tra un papà con ingombranti manie di controllo e una mamma che ad un certo punto si perde, forse perché si era persa da prima ed in verità adesso si sta ritrovando. Uno zio inconcludente ed una amica del cuore, Emma, con una famiglia altrattando problematica, completano il quadro dei protagonisti. Tra attacchi di panico ed antidepressivi Nico deve ricostruire il suo ruolo in una vicenda che ha portato alla luce tutte le problematiche di quella che almeno all'inizio doveva essere stata una famiglia normale. Barbara Frandino riesce a mescolare con maestria e leggerezza temi complessi che generalmente richiedono anni di terapia per essere sviscerati e lo fa aggiungendo anche una componente di giallo e mistero che trasforma il romanzo in un piccolo capolavoro: promossi a pieni voti i personaggi di Nico e della sua amica Emma.

Una famiglia può essere un piccolo universo. E se a raccontarla mentre esplode è un ragazzino di sedici anni con …

Una famiglia può essere un piccolo universo. E se a raccontarla mentre esplode è un ragazzino di sedici anni con …
Secondo episodio con protagonista la banda sgangherata composta dallo Smilzo, don Pietro, il professore anziano con il suo chihuahua parlante ed il vecchio Dimitri. Obiettivo: salvare nuovamente la bambina perché sua madre Anna ha ovviamente scelto come nuovo fidanzato un cattivo senza scrupoli. Come nel precedente episodio bisogna calarsi un pochino nella storia senza fare troppo caso alle scelte dei protagonisti o alle coincidenze della trama ed a quel punto diventa una piacevole e non impegnativa lettura. Sembra scritto apposta per diventare una serie tv a metà tra comico e poliziesco.
Brava l'autrice a raccontare i pensieri della bambina e le sue rocambolesche vicende con una prosa allo stesso tempo divertente e curata.
Azzeccate le figure del commissario insicuro, impacciato, asociale che subisce la cultura e l'empatia del suo sottoposto.
Secondo episodio con protagonista la banda sgangherata composta dallo Smilzo, don Pietro, il professore anziano con il suo chihuahua parlante ed il vecchio Dimitri. Obiettivo: salvare nuovamente la bambina perché sua madre Anna ha ovviamente scelto come nuovo fidanzato un cattivo senza scrupoli. Come nel precedente episodio bisogna calarsi un pochino nella storia senza fare troppo caso alle scelte dei protagonisti o alle coincidenze della trama ed a quel punto diventa una piacevole e non impegnativa lettura. Sembra scritto apposta per diventare una serie tv a metà tra comico e poliziesco.
Brava l'autrice a raccontare i pensieri della bambina e le sue rocambolesche vicende con una prosa allo stesso tempo divertente e curata.
Azzeccate le figure del commissario insicuro, impacciato, asociale che subisce la cultura e l'empatia del suo sottoposto.

Cosa spinge un giovane di buona famiglia, senza particolari traumi alle spalle, a scegliere la via dell’estremismo politico? Siamo negli …