Danyelol ha valutato Alexandros. La trilogia: 5,0 stars

Alexandros. La trilogia
Conquistò un impero enorme, toccando i confini del mondo allora conosciuto. Ma chi era davvero Alessandro, il giovane re macedone …
Completato! Danyelol ha letto 18 di 12 libri.

Conquistò un impero enorme, toccando i confini del mondo allora conosciuto. Ma chi era davvero Alessandro, il giovane re macedone …
Tu sei simile al vento che soffia impetuoso sulla terra, e dopo che il vento è passato nulla è più come prima. Ma gli uomini restano attaccati ai loro ricordi come le formiche che si aggrappano agli steli d'erba mentre infuria la tempesta.
— Alexandros. La trilogia (Pagina 572)
Gli dei mettono nel cuore degli uomini sogni, desideri, aspirazioni spesso più grandi di loro. La grandezza di un uomo corrisponde alla sproporzione dolorosa fra la metà che si prefigge e le forze che la natura gli ha concesso quando lo ha messo al mondo.
— Alexandros. La trilogia (Pagina 771)
Quando furono a poca distanza, Alessandro impugnò la lancia, prese la rincorsa sulla tolda e la scagliò con tutta la sua forza. L'asta acuminata volò nel cielo in ampia parabola, scintillando nel sole come una meteora, poi volse la punta in basso precipitando sempre più veloce finché si confisse, vibrando, nell'Asia.
— Alexandros. La trilogia (Pagina 261)
Conoscere se stessi è l'impresa più difficile perché coinvolge direttamente la nostra razionalità, ma anche le nostre paure e le nostre passioni. Se uno riesce a conoscere a fondo se stesso, saprà capire gli altri e la realtà che lo circonda.
— Alexandros. La trilogia (Pagina 219)

Conquistò un impero enorme, toccando i confini del mondo allora conosciuto. Ma chi era davvero Alessandro, il giovane re macedone …

Conquistò un impero enorme, toccando i confini del mondo allora conosciuto. Ma chi era davvero Alessandro, il giovane re macedone …

The story of an ambitious youth without birth or fortune in France in the 19th century.

Avete detto ch’io vi dimentichi: ch’io vi dimentichi! Come devo fare? A chi credete ch’io pensassi in tutto questo tempo?… E dopo tante cose! dopo tante promesse! Cosa v’ho fatto io, dopo che ci siamo lasciati? Perché ho patito, mi trattate così? perché ho avuto delle disgrazie? perché la gente del mondo m’ha perseguitato? perché ho passato tanto tempo fuori di casa, tristo, lontano da voi? perché, al primo momento che ho potuto, son venuto a cercarvi?
— I promessi sposi di Alessandro Manzoni (Scrittori italiani di ieri e di oggi) (94%)
La madre, dato a questa un bacio in fronte, la mise lì come sur un letto, ce l’accomodò, le stese sopra un panno bianco, e disse l’ultime parole: - addio, Cacilia! riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar sempre insieme. Prega intanto per noi; ch’io pregherò per te e per gli altri -. Poi voltatasi di nuovo al monatto, voi, - disse, - passando di qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola. Così detto, rientrò in casa, e, un momento dopo, s’affacciò alla finestra, tenendo in collo un’altra bambina più piccola, viva, ma coi segni della morte in volto. Stette a contemplare quelle così indegne esequie della prima, finché il carro non si mosse, finché lo poté vedere; poi disparve. E che altro poté fare, se non posar sul letto l’unica che le rimaneva, e mettersele accanto per morire insieme? come il fiore già rigoglioso sullo stelo cade insieme col fiorellino ancor in boccia, al passar della falce che pareggia tutte l’erbe del prato.
— I promessi sposi di Alessandro Manzoni (Scrittori italiani di ieri e di oggi) (88%)
Il cielo prometteva una bella giornata: la luna, in un canto, pallida e senza raggio, pure spiccava nel campo immenso d’un bigio ceruleo, che, giù giù verso l’oriente, s’andava sfumando leggermente in un giallo roseo. Più giù, all’orizzonte, si stendevano, a lunghe falde ineguali, poche nuvole, tra l’azzurro e il bruno, le più basse orlate al di sotto d’una striscia quasi di fuoco, che di mano in mano si faceva più viva e tagliente: da mezzogiorno, altre nuvole ravvolte insieme, leggieri e soffici, per dir così, s’andavan lumeggiando di mille colori senza nome: quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace.
— I promessi sposi di Alessandro Manzoni (Scrittori italiani di ieri e di oggi) (44%)
Quel lato del monastero era contiguo a una casa abitata da un giovine, scellerato di professione, uno de’ tanti, che , in que’ tempi, e co’ loro sgherri, e con l’alleanze d’altri scellerati, potevano, fino a un certo segno, ridersi della forza pubblica e delle leggi. Il nostro manoscritto lo nomina Egidio, senza parlar del casato. Costui, da una sua finestrina che dominava un cortiletto di quel quartiere, avendo veduta Gertrude qualche volta passare o girandolar lì, per ozio, allettato anzi che atterrito dai pericoli e dall’empietà dell’impresa, un giorno osò rivolgerle il discorso. La sventurata rispose.
— I promessi sposi di Alessandro Manzoni (Scrittori italiani di ieri e di oggi) (28%)