Danyelol citazione da Delitto e castigo (Italian Edition) di Fyodor Dostoevsky
Proprio così, mi sono incattivito (è proprio l’espressione giusta!). E allora, come un ragno mi sono rintanato nel mio angolino. Tu sei già stata nel mio buco, no, hai visto cos’è… E sai, Sonja, che i soffitti bassi, gli ambienti angusti, opprimono lo spirito e la mente! Oh, come ho odiato quel buco! Eppure non volevo uscirne. Lo facevo apposta! Me ne stavo sdraiato là, senza uscire, per giorni interi, e non volevo lavorare, non volevo nemmeno mangiare, non facevo altro che starmene sdraiato. Se Nastas’ja mi portava qualcosa da mangiare, mangiavo; se non me lo portava, passavo così tutto il giorno. E lo facevo apposta a non chiedere nulla, perché ero incattivito! Se di notte non avevo luce, rimanevo sdraiato al buio, ma non volevo lavorare per comprarmi le candele… Dovevo studiare, ma avevo venduto i libri; e sul tavolo, sopra alle mie carte, ai miei quaderni, ora c’è un dito di polvere. Preferivo starmene sdraiato a pensare. E non facevo che pensare… E certe volte facevo dei sogni, strani, così diversi, non ti dico nemmeno che sogni erano!
— Delitto e castigo (Italian Edition) di Fyodor Dostoevsky (76%)
