Non l’ho capito, non ne ho capito il significato, storia abbastanza noiosa. Non ho neanche apprezzato lo stile di scrittura, frasi brevi con insulti e imprecazioni in ogni frase senza motivo. Se leggo, voglio trovare qualcosa di scritto bene, non una serie di frasi di un adolescente finto alternativo e depresso al bar.
Recensioni e commenti
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Danyelol ha recensito The catcher in the rye di J. D. Salinger
Danyelol ha recensito Vol de Nuit di Antoine de Saint-Exupéry
"Il problema vero è come atterrare"
4 stelle
L’ho trovato un po’ complicato a livello linguistico, diverse parole non le conoscevo in francese, ma meglio così. Molto poetico, riflette sul valore della vita, sul coraggio, sul sacrificio. L’immagine dei piloti degli anni ‘30 che avevano il coraggio di volare di notte, nelle tempeste, senza alcuno strumento digitale, solo a vista è incredibile, dovevano essere dei pazzi. Poi mi sorprende sempre pensare che alcuni di quei piloti folli, tra cui lo stesso Antoine De Saint-Exupery partivano dalla pista dove io oggi vado a fare la spesa, e che l’università che frequento è nata in seguito alle loro imprese. Approfondirò sicuramente questo scrittore leggendo i suoi altri romanzi sul mondo aeronautico.
Danyelol ha valutato Delitto e castigo (Italian Edition): 5 stelle
Danyelol ha recensito Delitto e castigo (Italian Edition) di Fyodor Dostoevsky
«Niente male. Ma in un capitolo l'autore ha fatto uno sbaglio. Ha raccontato che il sole è sorto due volte nello stesso giorno.»
5 stelle
Non so se il mio umore generale fosse perfetto o pessimo per la lettura di questo libro. In ogni caso mi ha veramente coinvolto, mi sono spesso sentito partecipe delle idee e dei pensieri del protagonista, ovviamente senza condividere le azioni del delitto, ma riuscendo a comprendere i suoi sentimenti. L’autore riesce in maniera impeccabile a comprendere l’animo umano, i suoi paradossi, anche le idee che sembrano folli, la solitudine e il desiderio di separarsi dagli altri.
Danyelol ha recensito Le Tour du monde en quatre-vingts jours di Jules Verne
Storia di un ludopatico
4 stelle
Libro scorrevole, molto piacevole da leggere, finito in tre giorni. Rispetto ad altri romanzi di Jules Verne la storia sembra molto più plausibile, senza espedienti fantastici o fantascientifici, il che permette al lettore di immedesimarsi di più nei protagonisti e riuscire a seguire meglio la storia. Il linguaggio non è complicato neanche in lingua orginale.
"Mathematics is order and beauty at its purest, order that transcends the physical world."
Un libro molto pop, stracolmo di aneddoti sulla matematica. La vita di Erdős viene presa come spunto per parlare di alcuni tra i matematici che hanno fatto la storia, plasmando il mondo attuale. Non ci sono parti tecniche e difficili, anzi, il libro è adatto a chiunque voglia provare anche solo a sfiorare cosa sia la matematica e quei geni che ci hanno lavorato. È stato piacevole leggere di matematici che avevo giusto sentito nominare nei miei studi, in relazione a un teorema utilizzato giusto una volta e conoscere meglio che personaggi fossero. Tra gli altri vengono nominati Abu Ja'far Mohammed ibn Musa al-Khowarizmi, Russel, Hermite, Fermat, Poincaré, Kronecker, Hilbert, Gödel, Fibonacci, Ramanujan, Leibniz, Pascal, Gauss, Eulero, Riesz, Nash, Galois, Riemann… E problemi celebri come il Knapsack Problem, il problema di Monty Hall, le Analisi di Monte Carlo, il Teorema dei 4 Colori, le Equazioni Diofantee, il problema del Travelling …
Un libro molto pop, stracolmo di aneddoti sulla matematica. La vita di Erdős viene presa come spunto per parlare di alcuni tra i matematici che hanno fatto la storia, plasmando il mondo attuale. Non ci sono parti tecniche e difficili, anzi, il libro è adatto a chiunque voglia provare anche solo a sfiorare cosa sia la matematica e quei geni che ci hanno lavorato. È stato piacevole leggere di matematici che avevo giusto sentito nominare nei miei studi, in relazione a un teorema utilizzato giusto una volta e conoscere meglio che personaggi fossero. Tra gli altri vengono nominati Abu Ja'far Mohammed ibn Musa al-Khowarizmi, Russel, Hermite, Fermat, Poincaré, Kronecker, Hilbert, Gödel, Fibonacci, Ramanujan, Leibniz, Pascal, Gauss, Eulero, Riesz, Nash, Galois, Riemann… E problemi celebri come il Knapsack Problem, il problema di Monty Hall, le Analisi di Monte Carlo, il Teorema dei 4 Colori, le Equazioni Diofantee, il problema del Travelling Salesman.

The Man Who Loved Only Numbers: The Story of Paul Erdős and the Search for Mathematical Truth di Paul Hoffman
The Man Who Loved Only Numbers is a biography of mathematician Paul Erdős written by Paul Hoffman. The book was …
Danyelol ha recensito Bhagavad-Gita di Vyasa
Reporter: Where do you get your strength? John Lennon: From Hare Krsna.
3 stelle
Libro molto complicato, soprattutto ad una prima lettura. Ho preferito saltare completamente il commento, un po' per farmi la mia idea, un po' perché secondo me rende tutto più complicato e più confuso. A tratti mi è sembrato simile allo stoicismo, con la ricerca dell'apatia e l'atarassia, a tratti mi ha ricordato la dottrina cristiana, con un dio fatto uomo, che sembra molto un dio monoteista. In altri casi mi ha ricordato la rappresentazione del pokémon Arceus, “il Senza Vincoli, la Mia Forma Originaria”. Lo consiglio, sicuramente fa pensare ed è stato uno dei libri più influenti della storia, che ci può introdurre a un modo di pensare molto diverso dal pensiero occidentale attuale
Libro molto complicato, soprattutto ad una prima lettura. Ho preferito saltare completamente il commento, un po' per farmi la mia idea, un po' perché secondo me rende tutto più complicato e più confuso. A tratti mi è sembrato simile allo stoicismo, con la ricerca dell'apatia e l'atarassia, a tratti mi ha ricordato la dottrina cristiana, con un dio fatto uomo, che sembra molto un dio monoteista. In altri casi mi ha ricordato la rappresentazione del pokémon Arceus, “il Senza Vincoli, la Mia Forma Originaria”. Lo consiglio, sicuramente fa pensare ed è stato uno dei libri più influenti della storia, che ci può introdurre a un modo di pensare molto diverso dal pensiero occidentale attuale
Danyelol ha recensito Arsène Lupin, gentleman-cambrioleur di Maurice Leblanc
Arsène Lupin, Gentleman Burglar (French: Arsène Lupin, gentleman-cambrioleur) is the first collection of stories by …
Chi lo sa che faccia ha? Chissà chi è... Tutti sanno che si chiama Lupin
4 stelle
Serie di racconti autoconclusivi, ma legati tra loro, sul famoso ladro-gentiluomo, di piacevole lettura. In ognuno si trova un colpo di scena che rende il finale di ogni capitolo inaspettato. Carina la struttura circolare che lega il primo e l'ultimo racconto. Interessante e divertente la comparsa alla fine di Herlock Sholmès (sì, non avevano i diritti per il nome Sherlock Holmes).
Serie di racconti autoconclusivi, ma legati tra loro, sul famoso ladro-gentiluomo, di piacevole lettura. In ognuno si trova un colpo di scena che rende il finale di ogni capitolo inaspettato. Carina la struttura circolare che lega il primo e l'ultimo racconto. Interessante e divertente la comparsa alla fine di Herlock Sholmès (sì, non avevano i diritti per il nome Sherlock Holmes).
Danyelol ha recensito Buffalo Bill di Luigi Antonio Garrone
"Il bufalo può scartare di lato e cadere"
2 stelle
Un libro per cui bisognerebbe tenere in considerazione la data di pubblicazione. Un velo di razzismo è presente per tutto il racconto, a tratti fastidioso, con l’autore che non riconosce il genocidio dei nativi ed è spesso troppo di parte. Capisco il punto di vista del protagonista, ma ogni tanto avrebbe potuto includere il punto di vista dei nativi, senza riversare su di loro qualsiasi colpa nelle battaglie e nelle guerre. Rimane un libro facile da leggere e molto scorrevole, che però mi sembra invecchiato davvero male, peggio dei film western. Con tutti i classici belli che esistono non penso sia necessario leggere questo libro. L’avevo scelto perché il titolo mi ricordava la canzone di De Gregori, ma non sono paragonabili, peccato.
Un libro per cui bisognerebbe tenere in considerazione la data di pubblicazione. Un velo di razzismo è presente per tutto il racconto, a tratti fastidioso, con l’autore che non riconosce il genocidio dei nativi ed è spesso troppo di parte. Capisco il punto di vista del protagonista, ma ogni tanto avrebbe potuto includere il punto di vista dei nativi, senza riversare su di loro qualsiasi colpa nelle battaglie e nelle guerre. Rimane un libro facile da leggere e molto scorrevole, che però mi sembra invecchiato davvero male, peggio dei film western. Con tutti i classici belli che esistono non penso sia necessario leggere questo libro. L’avevo scelto perché il titolo mi ricordava la canzone di De Gregori, ma non sono paragonabili, peccato.
Danyelol commento su A farewell to arms di Ernest Hemingway
Bello come inserisce espressioni in italiano o traduce letteralmente in inglese espressioni italiane.
Sta al grand hotel a Stresa, che bello.
Fa strano leggere in un libro inglese posti a me così familiari: Luino, Cannero, Cannobio, le Isole Borromee, Pallanza e il Mottarone.







