Damiana Atzeni ha valutato Il prezzo dei soldi: 4 stelle

Il prezzo dei soldi di Petros Markaris
Dopo anni di crisi, la Grecia vive un’entusiasmante ripresa economica, il denaro inizia di nuovo a scorrere e i greci …
In trasloco da Goodreads, dove avevo lo status di librarian. Ora esploro il Fediverso libresco, vediamo un po' come va...
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Dopo anni di crisi, la Grecia vive un’entusiasmante ripresa economica, il denaro inizia di nuovo a scorrere e i greci …
Markaris non delude neppure stavolta: il suo ultimo lavoro "L'università del crimine" è un giallo appassionante, scritto in maniera eccellente, dove il nostro commissario Charitos deve fare luce sul alcuni delitti avvenuti nel mondo universitario. Il romanzo (come gli altri precedenti di Markaris) m'è piaciuto anche per un altro motivo: rappresentano un'ottimo spaccato della cucina greca (all'eccellente cuoca Adriana, moglie del commissario, ora si aggiunge anche la figlia Caterina) e delle vie di Atene (in ogni romanzo sembra di fare un tour per le strade della capitale greca). Quattro stelle super meritate!
Markaris non delude neppure stavolta: il suo ultimo lavoro "L'università del crimine" è un giallo appassionante, scritto in maniera eccellente, dove il nostro commissario Charitos deve fare luce sul alcuni delitti avvenuti nel mondo universitario. Il romanzo (come gli altri precedenti di Markaris) m'è piaciuto anche per un altro motivo: rappresentano un'ottimo spaccato della cucina greca (all'eccellente cuoca Adriana, moglie del commissario, ora si aggiunge anche la figlia Caterina) e delle vie di Atene (in ogni romanzo sembra di fare un tour per le strade della capitale greca). Quattro stelle super meritate!

Una notizia improvvisa scuote il commissariato di Kostas Charitos: il direttore Ghikas va in pensione e lascia proprio a Charitos …
“Guarda che tempo ha scelto per prendermi la morte, ora che il ramo è in fiore, che l’erba cresce forte”
La guerra civile greca (iniziata all'indomani della conclusione della seconda guerra mondiale) è forse la pagina di storia della Grecia meno conosciuta qui in Italia. Proprio quando la pace sembrò regnare finalmente in Europa, la conferenza di Yalta assegnò la Grecia a tavolino all’Occidente, per impedire l'espandersi del dominio sovietico sull'Europa. L’occupazione italo-bulgaro-tedesca del Paese durante la Seconda Guerra Mondiale finì con l’innescare il conflitto tra le forze sostenute dal blocco occidentale, l’Esercito Nazionale di Atene, e i partigiani del Partito comunista greco KKE, il cui braccio armato era l’Esercito Democratico della Grecia (DSE). La popolazione greca era, infatti, in buona parte non solo legata da simpatie socialiste all’Unione Sovietica, ma anche da forti legami religiosi, dovuti alla comune fede greco-ortodossa.
Sotiris Kanellopoulos era un soldato dell’Esercito Democratico …
“Guarda che tempo ha scelto per prendermi la morte, ora che il ramo è in fiore, che l’erba cresce forte”
La guerra civile greca (iniziata all'indomani della conclusione della seconda guerra mondiale) è forse la pagina di storia della Grecia meno conosciuta qui in Italia. Proprio quando la pace sembrò regnare finalmente in Europa, la conferenza di Yalta assegnò la Grecia a tavolino all’Occidente, per impedire l'espandersi del dominio sovietico sull'Europa. L’occupazione italo-bulgaro-tedesca del Paese durante la Seconda Guerra Mondiale finì con l’innescare il conflitto tra le forze sostenute dal blocco occidentale, l’Esercito Nazionale di Atene, e i partigiani del Partito comunista greco KKE, il cui braccio armato era l’Esercito Democratico della Grecia (DSE). La popolazione greca era, infatti, in buona parte non solo legata da simpatie socialiste all’Unione Sovietica, ma anche da forti legami religiosi, dovuti alla comune fede greco-ortodossa.
Sotiris Kanellopoulos era un soldato dell’Esercito Democratico della Grecia, e il suo diario ci restituisce tre mesi dell’ultimo anno di guerra. Queste pagine drammatiche sono state riscoperte e tradotte dalla giornalista Silvia Calamati e raccontano il calvario vissuto dal Kanellopoulos e dai suoi compagni: braccati dall’esercito governativo, il partigiano e le sua unità si trovano costretti a una fuga in condizioni estreme, di anfratto in anfratto, sul massiccio del Taigeto, tormentati dalla fame, dalla sete e dal freddo. Il diario, intenso e doloroso, inizia il 1° marzo 1949 e si conclude con una notazione scritta all’alba del 17 maggio dello stesso anno, giorno in cui fu ucciso.
Il diario è arricchito da foto di Kanellopoulos e di quelle scattate sul Taigeto anni dopo, durante le ricerche svolte dal figlio del partigiano per trovare il luogo della morte del padre. L’appendice storica è a sua volta ricca di foto dei protagonisti della guerra civile greca.
Il contesto storico del diario è completato da un ricco corredo storiografico. L’analisi del periodo 1936-1949 in Grecia è affidata a Richard Clogg, considerato uno dei più importanti studiosi di storia greca a livello internazionale. Un saggio di Polymeris Voglis, studioso del Dipartimento di Storia dell’Università della Tessaglia, aiuta invece il lettore a conoscere e comprendere il ruolo svolto dal DSE durante la guerra civile.
Il grande merito di quest'opera va sopratutto alla sua curatrice, Silvia Calamati, giornalista e scrittrice vicentina, e alla casa editrice Socrates, per aver salvato dall’oblio e pubblicato questa preziosa testimonianza. Leggere questo libro aiuta infatti a capire meglio il presente ed in particolare la recente crisi socio-politico-economica greca. Per comprendere meglio il quadro politico bisogna altresì ricordare che anche prima dell’aggressione fascista il governo autoritario guidato da Ioannis Metaxas, passato alla storia per l’orgoglioso e patriottico “No” alle mire espansionistiche di Mussolini, erano vietati i partiti comunisti, gli scioperi e vigeva la censura dell’informazione. Lo spettro del comunismo continuò a spaventare anche i governi del secondo dopoguerra. Con la scusa del “pericolo rosso” si commisero in Grecia immani atrocità, che hanno raggiunto l’apice con l’instaurazione della dittatura militare dei colonnelli, nel periodo che va dal 1967 al 1974 e forse si stanno ripresentando minacciosamente oggi con l’avanzata elettorale della formazione partitica neo-nazista “Alba Dorata”.

La tragica guerra civile greca (1946-1949), scoppiata all'indomani dell'occupazione italo-bulgaro-tedesca della Grecia, rivive nel diario di Sotiris Kanellopoulos, membro dell'Esercito …
Come faccio a pubblicare una recensione di un libro così bello? Come si può spiegare la bellezza delle poesie contenute in questo libro? Ma soprattutto, com'è possibile che di un libro così bello non esista una pubblicazione recente? E' la prima volta che mi trovo seriamente in imbarazzo nello scrivere una recensione, seppur breve, eppure non trovo le parole per descrivere la bellezza dei versi scritti da Elytis. Il libro esce per la prima volta in Grecia dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma Elytis decide di non raccontarla, di prenderne le distanze e di dare, con le sue parole, una Speranza ai Greci. E lo fa eleggendo il Sole a sovrano assoluto dei suoi componimenti. Ne nascono poesie che sono un'autentica medicina per l'anima, ancor di più adesso che la Grecia moderna, piegata dalla crisi e dai cosidetti Mnimonio, i "programmi di salvataggio", sta vivendo i suoi giorni più bui …
Come faccio a pubblicare una recensione di un libro così bello? Come si può spiegare la bellezza delle poesie contenute in questo libro? Ma soprattutto, com'è possibile che di un libro così bello non esista una pubblicazione recente? E' la prima volta che mi trovo seriamente in imbarazzo nello scrivere una recensione, seppur breve, eppure non trovo le parole per descrivere la bellezza dei versi scritti da Elytis. Il libro esce per la prima volta in Grecia dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma Elytis decide di non raccontarla, di prenderne le distanze e di dare, con le sue parole, una Speranza ai Greci. E lo fa eleggendo il Sole a sovrano assoluto dei suoi componimenti. Ne nascono poesie che sono un'autentica medicina per l'anima, ancor di più adesso che la Grecia moderna, piegata dalla crisi e dai cosidetti Mnimonio, i "programmi di salvataggio", sta vivendo i suoi giorni più bui dalla dittatura dei Colonelli di fine anni 60 - inizio anni 70. Gli do 5 stelline, ma se ce ne fossero state dieci gliele avrei date volentieri!

Elitis pubblicò Sole il Primo nel 1943; era la sua seconda raccolta di versi; alle spalle il periodo della sua …
Marìs è il patriarca del romanzo poliziesco in Grecia. Se allora le sue straordinarie storie non ebbero la fortuna che meritavano, è a causa della congiuntura storica. Marìs scriveva nel momento sbagliato e nel posto sbagliato, in un Paese che considerava il romanzo poliziesco un genere di serie B. Eppure nessun altro scrittore dell’epoca ha saputo descrivere con altrettanto vigore l’alta società ateniese del dopoguerra e il sottobosco dei delatori che si erano arricchiti durante l’occupazione e il conflitto civile. Se avesse scritto, che so, in francese, oggi sarebbe famoso in tutto il mondo.
Queste son le parole di Petros Markaris, l'autore greco più conosciuto all'estero, in un intervista rilasciata nel 2011. E in occasione del centenario della nascita del patriarca del romanzo noir greco, grazie all'attività dell'ETP Books, casa editrice nata nel 1989 e con sede in Grecia, per la prima volta i suoi romanzi vengono tradotti in …
Marìs è il patriarca del romanzo poliziesco in Grecia. Se allora le sue straordinarie storie non ebbero la fortuna che meritavano, è a causa della congiuntura storica. Marìs scriveva nel momento sbagliato e nel posto sbagliato, in un Paese che considerava il romanzo poliziesco un genere di serie B. Eppure nessun altro scrittore dell’epoca ha saputo descrivere con altrettanto vigore l’alta società ateniese del dopoguerra e il sottobosco dei delatori che si erano arricchiti durante l’occupazione e il conflitto civile. Se avesse scritto, che so, in francese, oggi sarebbe famoso in tutto il mondo.
Queste son le parole di Petros Markaris, l'autore greco più conosciuto all'estero, in un intervista rilasciata nel 2011. E in occasione del centenario della nascita del patriarca del romanzo noir greco, grazie all'attività dell'ETP Books, casa editrice nata nel 1989 e con sede in Grecia, per la prima volta i suoi romanzi vengono tradotti in italiano. Maris nasce nel 1916 sull'isola di Skopelos e inizia la sua attività letteraria nel 1953, prima come giornalista e poi come autore di romanzi. Delitto a Mykonos è uno delle 70 storie poliziesche che ha pubblicato nel corso della sua carriera: ambientato nella splendida isola delle Cicladi negli anni 50, il libro racconta le avventure di Daninos, inquieto giovane deciso a vendicare la morte del padre, avvenuta durante l'Occupazione ad opera di un uomo, il tenente Pardi, che ritroverà sull'isola sotto falso nome. L'autore dipinge con particolare maestria lo scenario dell'isola dov'è ambientata la vicenda e anche i personaggi sono ben definiti, dal ricco armatore Taxiarchis alla nipote, al migliore amico, a Magda Antonescu, alla giovane Eleni. Una nota positiva la merita la casa editrice che ha pubblicato l'edizione italiana: ho amato tantissimo la cura con cui è stato realizzato il libro, sopratutto il font scelto per la stampa e l'attenzione per la traduzione, merce assai rara quando si tratta di libri greci.

Mykonos, metà degli anni Cinquanta. Nella cosmopolita isola dell’Egeo, meta del jetset internazionale, segreti e bugie risalenti al secondo conflitto …
L'unica cosa che faccio è amare
Non è la prima volta, sopratutto nella lettaratura neoellenica, che un libro viene riscoperto dopo tre quarti di secolo dalla sua pubblicazione. La scoperta di Le due amanti è merito di Christina Dounia, studiosa della generazione letteraria greca degli anni venti, che ne ha scoperto l'esistenza grazie a una recensione del critico letterario e scrittore Grigorios Xenopoulos, scritta nell'anno della prima pubblicazione del libro, e alla fortunosa coincidenza del ritrovamento di due copie dello stesso in una libreria privata sull'isola di Lesvos e nella libreria della casa ateniese del poeta greco Kostantinos Kavafis, la cui dedica è stata riportata sulla copertina dell'edizione italiana. Le due amanti è un racconto, scritto sotto forma di diario, dell'amore saffico tra Dora, studentessa di chimica all'Università di Atene, e Lisa, un'impiegata emancipata. La storia ricopre un periodo di tre anni ed è ambientato in un'Atene che ancora …
L'unica cosa che faccio è amare
Non è la prima volta, sopratutto nella lettaratura neoellenica, che un libro viene riscoperto dopo tre quarti di secolo dalla sua pubblicazione. La scoperta di Le due amanti è merito di Christina Dounia, studiosa della generazione letteraria greca degli anni venti, che ne ha scoperto l'esistenza grazie a una recensione del critico letterario e scrittore Grigorios Xenopoulos, scritta nell'anno della prima pubblicazione del libro, e alla fortunosa coincidenza del ritrovamento di due copie dello stesso in una libreria privata sull'isola di Lesvos e nella libreria della casa ateniese del poeta greco Kostantinos Kavafis, la cui dedica è stata riportata sulla copertina dell'edizione italiana. Le due amanti è un racconto, scritto sotto forma di diario, dell'amore saffico tra Dora, studentessa di chimica all'Università di Atene, e Lisa, un'impiegata emancipata. La storia ricopre un periodo di tre anni ed è ambientato in un'Atene che ancora porta i segni dell'arrivo dei profughi conseguente alla catastrofe dell'Asia minore del 1922. Il diario, scritto da Dora in prima persona, descrive l'ossessione amorosa della giovane, in uno stile che non si astiene dall'utilizzare uno stile disinibito per l'epoca, con continui riferimenti alla promiscuità sessuale, all'uso di stupefacenti e alla condizione della donna nella società greca del tempo. Le vicende si svolgono in un periodo di circa tre anni e si conclude con la laurea della protagonista e la partenza della sua amata per l'Italia.
Le pagine del nostro amore mi sembrano un sogno Che soltanto adesso riusciremo a realizzare Per trovare finalmente la pace

Nell’Atene della fine degli anni Venti due giovani donne, la studentessa Dora e l’emancipata Lisa, si conoscono e si innamorano. …
Definire La ragazza del Mar Nero un libro stupendo è troppo riduttivo. Il libro, toccante e terribile nella sua descrizione degli eventi, contribuisce a narrare un pezzo di storia poco noto ancora oggi all'infuori dei confini greci, la tragedia del genocidio dei Greci del Ponto, e per farlo la Tatsos segue due binari paralleli: da una parte l'autrice, di origine greca ma cresciuta in Italia, racconta di come ha scoperto di discendere da un popolo che, nei primi anni del Novecento, è stato vittima di una delle prime operazioni di pulizia etnica e del suo percorso di scoperta, aiutata dalla zia e da molti esperti della storia del Ponto; dall'altra il racconto, sotto forma di romanzo, della vita dei greci che abitavano la città di Kotyora, sulle sponde del Mar Nero, prima che le autorità decidessero che la Turchia doveva essere interamente musulmana, con tutti i tragici eventi che ne …
Definire La ragazza del Mar Nero un libro stupendo è troppo riduttivo. Il libro, toccante e terribile nella sua descrizione degli eventi, contribuisce a narrare un pezzo di storia poco noto ancora oggi all'infuori dei confini greci, la tragedia del genocidio dei Greci del Ponto, e per farlo la Tatsos segue due binari paralleli: da una parte l'autrice, di origine greca ma cresciuta in Italia, racconta di come ha scoperto di discendere da un popolo che, nei primi anni del Novecento, è stato vittima di una delle prime operazioni di pulizia etnica e del suo percorso di scoperta, aiutata dalla zia e da molti esperti della storia del Ponto; dall'altra il racconto, sotto forma di romanzo, della vita dei greci che abitavano la città di Kotyora, sulle sponde del Mar Nero, prima che le autorità decidessero che la Turchia doveva essere interamente musulmana, con tutti i tragici eventi che ne sono seguiti, e in particolare segue le vicende di Eratò, nonna della protagonista, che sarà costretta, per salvare la sua vita, del marito e del loro bambino, a lasciare la città dov'è cresciuta e a raggiungere la Grecia, una terra lontana e finora solo immaginata.

All’inizio del Novecento, 700mila greci vivevano sulle sponde del Mar Nero. Di fede cristiano-ortodossa, nei secoli avevano salvaguardato la loro …
Il cane di terracotta è da inserire tra i migliori romanzi che il grande Camilleri dedica al celeberrimo commissario, senza dubbio il più affascinante, direi quasi suggestivo. Qui i personaggi secondari vengono meglio tratteggiati rispetto al primo libro (una menzione speciale per Catarella, che ogni volta mi fa scompisciare!); l'intreccio poi è di altissimo livello, con due indagini - una presente e una passata - seguite di pari passo senza che l'una nasconda o travalichi l'altra. Davvero ottimo!
Il cane di terracotta è da inserire tra i migliori romanzi che il grande Camilleri dedica al celeberrimo commissario, senza dubbio il più affascinante, direi quasi suggestivo. Qui i personaggi secondari vengono meglio tratteggiati rispetto al primo libro (una menzione speciale per Catarella, che ogni volta mi fa scompisciare!); l'intreccio poi è di altissimo livello, con due indagini - una presente e una passata - seguite di pari passo senza che l'una nasconda o travalichi l'altra. Davvero ottimo!

Si comincia con il solito delitto siciliano che da Vigàta rimbalza sui giornali di tutta Italia. Il commissario Montalbano sa …