Avevo iniziato a leggere i libri della saga “Cronache lunari” nel 2016 e l’avevo dovuta interrompere perché mancavano la traduzione degli ultimi due libri, che ho letto in questi mesi. Questa saga mi ha conquistata subito per il suo sapiente mix: è infatti un misto di retelling, cyberpunk, fantascienza e alternative universe, con una spolverata di romanticismo che non guasta. Cronache lunari inizia con Cinder, il retelling di Cenerentola. Ma dimenticatevi la favola della Disney. Siamo nel 126esimo anno della Terza Era. Il mondo è stato distrutto dalla Quarta guerra mondiale, è tecnologicamente avanzato ed è devastato dal morbo della letumosi, che lascia scarsissime possibilità di sopravvivenza. Cinder è un meccanico di Nuova Pechino, capitale del Commonwealth Orientale. Ed è una cyborg, sopravvissuta a un incendio che le ha devastato il 26% circa del suo corpo, abituata alla sua vita solitaria e agli sguardi sprezzanti di chi la circonda, in …
Recensioni e commenti
In trasloco da Goodreads, dove avevo lo status di librarian. Ora esploro il Fediverso libresco, vediamo un po' come va...
Questo collegamento si apre in una finestra pop-up
Damiana Atzeni ha recensito Winter di Marissa Meyer (The Lunar Chronicles)
Recensione della saga Cronache lunari
4 stelle
Avevo iniziato a leggere i libri della saga “Cronache lunari” nel 2016 e l’avevo dovuta interrompere perché mancavano la traduzione degli ultimi due libri, che ho letto in questi mesi. Questa saga mi ha conquistata subito per il suo sapiente mix: è infatti un misto di retelling, cyberpunk, fantascienza e alternative universe, con una spolverata di romanticismo che non guasta. Cronache lunari inizia con Cinder, il retelling di Cenerentola. Ma dimenticatevi la favola della Disney. Siamo nel 126esimo anno della Terza Era. Il mondo è stato distrutto dalla Quarta guerra mondiale, è tecnologicamente avanzato ed è devastato dal morbo della letumosi, che lascia scarsissime possibilità di sopravvivenza. Cinder è un meccanico di Nuova Pechino, capitale del Commonwealth Orientale. Ed è una cyborg, sopravvissuta a un incendio che le ha devastato il 26% circa del suo corpo, abituata alla sua vita solitaria e agli sguardi sprezzanti di chi la circonda, in primis della matrigna e delle sorellastre. È bravissima però nel suo mestiere ed è apprezzata per saper aggiustare praticamente ogni cosa. Finché un bel giorno incontra Kaito, l’erede al trono imperiale… Ciò che ho apprezzato tantissimo in questo libro, come nei successivi, è che la fiaba originaria è stata riletta in termini innovativi, con personaggi e ambienti ben definiti. Non la solita storia sdolcinata, ma qualcosa in grado di tenerti incollato alle pagine per ore. Davvero un libro che ho apprezzato tantissimo. Il secondo capitolo della saga, anche questo letto nel 2016, è forse quello che mi è piaciuto di meno. Cinder non è più il personaggio principale e la storia si concentra su Scarlet, moderna Cappuccetto Rosso che vive in Francia, nella Federazione Europea, insieme a sua nonna. Coltivano i campi, in particolare i pomodori. Ed è una ragazza tosta, abituata ad arrangiarsi. Ma un giorno la nonna scompare e la nipote è ben determinata a ritrovarla. Non ho apprezzato tantissimo il suo personaggio, facilmente incline alla rabbia e testardamente ostinata nel rifiutare l’aiuto di Wolf, guardia lunare geneticamente modificata, con cui alla fine deciderà di recarsi a Parigi. A differenza di Cinder la loro storia non è riuscita ad emozionarmi fino in fondo. Il terzo capitolo è quello che ho amato di più. Più azione, più suspense e la coppia protagonista (Cress e Thorne) è di una dolcezza unica. Lei, come la Raperonzolo originale, è una Lunare rinchiusa in un satellite, dove può esprimere le sue abilità di hacker al servizio della terribile Levana, la Regina della Luna. E, cosa particolare, che la rende un mostro agli occhi degli altri Lunari, è un Guscio, è nata senza il Dono che permette agli abitanti della Luna di affascinare gli altri. Le persone come lei vengono sottratte alle loro famiglie per essere sottoposte ad esperimenti e alla creazione dell’antidoto che serve a curare la letumosi, nel caso peggiore vengono direttamente eliminate. Ma Cress dimostra sin da subito un talento innato per la tecnologia e l’hackeraggio e viene confinata in un satellite a lavorare al servizio della Regina della Luna. Un giorno viene raggiunta da Cinder, Scarlet e gli altri e… Non voglio anticiparvi niente, né di questo né dei libri precedenti, solo che la storia è realmente ricca di colpi di scena e stravolgimenti di fronte che contribuiscono a tenere alta l’attenzione. Il reale punto di forza sono proprio loro, i personaggi: la Cress del romanzo è letteralmente una bambina, ingenua, credulona, che quando arriva sulla Terra per la prima volta si meraviglia per qualunque cosa. Salvo poi scontrarsi con la crudeltà del mondo e degli umani… Quarto e ultimo libro, quello che chiude la saga. Qui incontriamo Winter (già conosciuta verso la fine del terzo libro), figliastra della Regina Levana come la Biancaneve a cui si ispira, principessa lunare che ha scelto volontariamente di rinunciare al Dono e che la porta a soffrire di allucinazioni devastanti, facendola apparire pazza agli occhi della matrigna e della corte lunare. È innamorata di Jacin, suo amico d’infanzia e Guarda Reale di Artemisia, bianca e scintillante capitale del Regno della Luna, ed è amatissima dal suo popolo per la sua grazia e la sua bellezza, nonostante le tre cicatrici che le deturpano il volto, causate dalla matrigna che, in un moto di gelosia, l’ha costretta a sfregiarsi il viso. Sullo sfondo delle vicende della coppia protagonista di questo romanzo si svolgono anche le altre: il matrimonio della Regina Levana con l’imperatore Kaito, che spera in questo modo di ottenere l’antidoto per salvare il suo popolo dalla letumosi, l’evolversi delle storie di Cress e Scarlet con i rispettivi compagni di sventura, e Cinder, che ha scoperto le sue reali origini e farà di tutto per riprendersi ciò che le appartiene. Nel complesso ho amato molto questo romanzo: la caratterizzazione dei personaggi; le ambientazioni, i risvolti e i vari colpi di scena, le emozioni che riesce a trasmettere. Il personaggio che ho amato di più, come ho detto prima, è Cress, ma è Cinder quella che ha l’evoluzione migliore: parte come meccanico, detestata da tutti, con un passato doloroso alle spalle e arriva a diventare una leader, al punto da scatenare una rivoluzione sulla Luna e a rovesciare la regina illegittima. Una saga pazzesca che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del genere.
Damiana Atzeni ha valutato Winter: 5 stelle

Winter di Marissa Meyer (The Lunar Chronicles)
Princess Winter is admired by the Lunar people for her grace and kindness, and despite the scars that mar her …
Damiana Atzeni commento su Guerra e pace di Lev Tolstoj
Terminato il primo libro. Posso già dire che come romanzo lo trovo piuttosto "affollato", sono presenti così tanti personaggi che faccio fatica a tenerli tutti a mente. In più, l'edizione realizzata da Famiglia cristiana è piena di errori di stampa: parole scritte male, doppie dove non servono e lettere mancanti.
Terminato il primo libro. Posso già dire che come romanzo lo trovo piuttosto "affollato", sono presenti così tanti personaggi che faccio fatica a tenerli tutti a mente. In più, l'edizione realizzata da Famiglia cristiana è piena di errori di stampa: parole scritte male, doppie dove non servono e lettere mancanti.
Punti, virgole e punti e virgole
3 stelle
Questione di virgole è un libro che mi è stato consigliato durante il corso per correttore di bozze che ho seguito qualche mese fa. In realtà me ne hanno consigliati diversi e questo è il primo con cui ho deciso di approcciarmi. Nel complesso sono rimasta piuttosto soddisfatta, anche se il gran numero di esempi citati nel libro mi ha un po' frastornata e mi ha distolto l'attenzione dal comprendere le regole citate nel libro. Forse l'unica pecca è questa: l'autore ha preferito la numerosità degli esempi all'analisi dei singoli casi. Avrei preferito un numero ridotto di esempi e un maggiore approfondimento dell'analisi delle regole. La ritengo comunque un'ottima pubblicazione, sarebbe perfetto per essere adottata nelle scuole: gli studenti acquisirebbero, oltre alle regole, anche la padronanza di un proprio stile personale nella scrittura. L'autore del libro nel complesso adotta uno stile scorrevole, di facile comprensione, che chiarisce i dubbi sull'ortografia …
Questione di virgole è un libro che mi è stato consigliato durante il corso per correttore di bozze che ho seguito qualche mese fa. In realtà me ne hanno consigliati diversi e questo è il primo con cui ho deciso di approcciarmi. Nel complesso sono rimasta piuttosto soddisfatta, anche se il gran numero di esempi citati nel libro mi ha un po' frastornata e mi ha distolto l'attenzione dal comprendere le regole citate nel libro. Forse l'unica pecca è questa: l'autore ha preferito la numerosità degli esempi all'analisi dei singoli casi. Avrei preferito un numero ridotto di esempi e un maggiore approfondimento dell'analisi delle regole. La ritengo comunque un'ottima pubblicazione, sarebbe perfetto per essere adottata nelle scuole: gli studenti acquisirebbero, oltre alle regole, anche la padronanza di un proprio stile personale nella scrittura. L'autore del libro nel complesso adotta uno stile scorrevole, di facile comprensione, che chiarisce i dubbi sull'ortografia senza essere un insieme di regole buttate lì come una noiosa grammatica scolastica. Una nota a margine: ho letto l'edizione epub ed è formattata da far pena, forse è anche per quello che ho fatto un po' di fatica nella lettura.
Damiana Atzeni ha valutato Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto: 3 stelle

Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto di Leonardo G. Luccone
«Riappropriamoci delle nostre parole, e dei binari che le fanno scorrere felici. Avviciniamoci alla punteggiatura con un po' di sprezzante …
Damiana Atzeni ha iniziato a leggere Guerra e pace di Lev Tolstoj
Damiana Atzeni ha recensito Dallas di Burt Hirschfeld
Recensione de Gli Ewing di Dallas
4 stelle
Un libro per chi ha nostalgia di una delle serie televisive più famose che siano mai state trasmesse. Dallas (il titolo originale è The Ewing of Dallas) è il primo di tre libri pubblicati nell'ottobre del 1980, tratta dalla famosa serie televisiva omonima, proprio nel periodo in cui stava iniziando a diventare molto popolare (gli altri due libri erano intitolati "Le quotazioni di J.R. Ewing" e "L'album della famiglia Dallas", qui in Italia intitolati più banalmente "Gli uomini di Dallas" e "Le donne di Dallas"). E' un romanzo con gli stessi personaggi e le stesse ambientazioni della serie, che aggiunge dettagli e situazioni che in Tv non si trovano. La storia si apre subito dopo che J.R. Ewing viene colpito da uno sparo, poi ripercorre gli eventi che hanno portato alla sparatoria stessa, con J.R. che si fa nemici a destra e manca. Non anticipo altri dettagli della trama: chi …
Un libro per chi ha nostalgia di una delle serie televisive più famose che siano mai state trasmesse. Dallas (il titolo originale è The Ewing of Dallas) è il primo di tre libri pubblicati nell'ottobre del 1980, tratta dalla famosa serie televisiva omonima, proprio nel periodo in cui stava iniziando a diventare molto popolare (gli altri due libri erano intitolati "Le quotazioni di J.R. Ewing" e "L'album della famiglia Dallas", qui in Italia intitolati più banalmente "Gli uomini di Dallas" e "Le donne di Dallas"). E' un romanzo con gli stessi personaggi e le stesse ambientazioni della serie, che aggiunge dettagli e situazioni che in Tv non si trovano. La storia si apre subito dopo che J.R. Ewing viene colpito da uno sparo, poi ripercorre gli eventi che hanno portato alla sparatoria stessa, con J.R. che si fa nemici a destra e manca. Non anticipo altri dettagli della trama: chi conosce la serie televisiva li sa già; chi non ha mai visto la serie e non ha mai letto i libri può cogliere l'occasione per rintracciare la trilogia (si possono trovare ancora su ebay e su altri siti) oppure provare a rintracciare la serie Tv stessa. Questa trilogia a mio avviso è stata sottovalutata rispetto alla serie, è molto ricca di dettagli ed è scritta con la necessaria durezza, in modo da riflettere ciò che si vede in Tv.
Damiana Atzeni ha valutato Dallas: 4 stelle

Dallas di Burt Hirschfeld
Dallas: un secolo fa ancora avamposto di frontiera della Repubblica del Texas. Ora una delle città più ricche del mondo, …
Damiana Atzeni ha valutato Cress: 5 stelle

Cress di Marissa Meyer
Cinder and Captain Thorne are fugitives on the run, now with Scarlet and Wolf in tow. Together, they're plotting to …
Damiana Atzeni ha recensito La Signora del Lago di Andrzej Sapkowski (Italian)
Recensione dei racconti e dei romanzi della Saga dello strigo Geralt
4 stelle
Ho conosciuto la Saga dello strigo Geralt quasi per caso, a differenza di chi l’ha conosciuto tramite il videogioco The Witcher o la serie televisiva di Netflix. Amo il fantasy, è il mio genere preferito, ma questi libri sono piuttosto particolari. La saga inizia non con i canonici romanzi, ma con due serie di racconti, pubblicati in Polonia su alcune riviste specializzate. Il primo libro inizia con il nostro protagonista (un umano mutato geneticamente da bambino, capace di uccidere mostri e realizzare incantesimi) convalescente nel tempo della dea Melitele, gestito da Madre Nenneke. Da qui si dipanano tutta una serie di racconti dove le vicende sono interessanti (alcune sono riprese da fiabe che conosciamo anche noi), ma i personaggi non sono approfonditi e gli ambienti sono abbozzati. Il secondo libro procede sulla stessa linea del secondo ma le storie sono più scorrevoli da leggere, i racconti non hanno lo scarto …
Ho conosciuto la Saga dello strigo Geralt quasi per caso, a differenza di chi l’ha conosciuto tramite il videogioco The Witcher o la serie televisiva di Netflix. Amo il fantasy, è il mio genere preferito, ma questi libri sono piuttosto particolari. La saga inizia non con i canonici romanzi, ma con due serie di racconti, pubblicati in Polonia su alcune riviste specializzate. Il primo libro inizia con il nostro protagonista (un umano mutato geneticamente da bambino, capace di uccidere mostri e realizzare incantesimi) convalescente nel tempo della dea Melitele, gestito da Madre Nenneke. Da qui si dipanano tutta una serie di racconti dove le vicende sono interessanti (alcune sono riprese da fiabe che conosciamo anche noi), ma i personaggi non sono approfonditi e gli ambienti sono abbozzati. Il secondo libro procede sulla stessa linea del secondo ma le storie sono più scorrevoli da leggere, i racconti non hanno lo scarto temporale che rendevano più difficoltosa la lettura del primo volume. In questi due libri si conoscono alcuni dei personaggi principali e, soprattutto, si capiscono alcuni dei legami che saranno fondamentali nei romanzi: Geralt insieme a Yennefer, a Calanthe e, sopratutto, a Ciri, la Bambina Sorpresa, la Figlia del Sangue Antico. Il primo romanzo si apre con un riepilogo dei fatti raccontati nei due libri di racconti per poi proseguire con l’azione vera e propria, dove i personaggi sono delineati meglio e si delinea meglio lo sfondo con la guerra tra le razze e una profezia che parla di una catastrofe imminente. Il secondo romanzo delinea quali sono gli schieramenti dei vari personaggi nei confronti della guerra imminente, si prende maggiore confidenza con il mondo dove vive Geralt e a conoscere meglio tutti i suoi personaggi. Si inizia ad affezionarcisi e a sentirsi parte delle loro avventure. Il terzo romanzo parte con l’inserimento di alcuni nuovi personaggi che saranno determinanti nella ricerca della giovane Ciri: soprattutto Milva e Regis il vampiro saranno di grande aiuto per un Geralt sempre più ansioso di liberare la ragazzina che gli è stata predestinata ma decisamente sottotono. È stato forse il libro dove ho faticato di più, in cui la noia si è fatta sentire più di una volta. Si è ripreso solo alla fine, quando Ciri, per salvarsi dai suoi inseguitori, è entrata nella Torre della Rondine che dà il titolo al libro. Il quarto (e per ora ultimo) romanzo è l'epilogo di tutto, della guerra che ha imperversato per buona parte del romanzo (e che per buoni tratti mi ha annoiato), delle trame intessute dalla loggia delle maghe (e che non si realizzeranno) e della storia tra Geralt, Yennefer e Ciri, quest'ultima totalmente cambiata rispetto all'inizio dei romanzi. Un finale che per certi versi mi ha spiazzato (non anticipo di più per non fare spoiler!) ma che mi ha fatto amare questa saga conosciuta per puro caso. Quasi quasi mi dispiace aver terminato la lettura di questi libri. Confesso che a volte avrei voluto volentieri strozzare l’autore, per i momenti noiosi che ho trovato nel corso della lettura. Ma la saga è promossa a (quasi) pieni voti. Mi mancano giusto i libri che sono stati pubblicati di recente (e che sono dei prologhi ai libri che letti sinora), ma li leggerò più avanti.
Damiana Atzeni ha valutato La Signora del Lago: 3 stelle

La Signora del Lago di Andrzej Sapkowski (Italian)
L'inverno si avvicina. Stremati, Geralt e i suoi compagni sono costretti a fermarsi a Toussaint, un piccolissimo regno d'incredibile bellezza, …
Damiana Atzeni ha recensito Vincente o perdente di Ornella Vanoni
Per noi è una puntata difficile, perché abbiamo perso un compagno di giochi.
5 stelle
Mi trovo a scrivere una recensione a un libro che non pensavo di leggere così presto, scritto da un'artista che ci ha lasciato improvvisamente. E mi sento proprio come Fabio Fazio, quando fu raggiunto dalla notizia nel cuore della notte: non trovo le parole giuste per farlo. Quando ho saputo della morte di Ornella Vanoni, l'indomani mattina, all'inizio non ci volevo credere, istintivamente l'avevo bollata come fake news. Ho realizzato veramente che Ornella era scomparsa la domenica, durante la trasmissione Che tempo che fa. Da lì, la necessità di leggere il suo libro, scritto a quattro mani insieme al cantante Pacifico, con cui, tra le altre cose, aveva cantanto a Sanremo Imparare ad amarsi. Ho imparato ad apprezzare Ornella Vanoni solo di recente, proprio in seguito alla partecipazione dell'artista nel cast fisso della trasmissione condotta da Fazio sul Nove. Con i suoi interventi sinceri, onesti e dissacranti, ha allietato la …
Mi trovo a scrivere una recensione a un libro che non pensavo di leggere così presto, scritto da un'artista che ci ha lasciato improvvisamente. E mi sento proprio come Fabio Fazio, quando fu raggiunto dalla notizia nel cuore della notte: non trovo le parole giuste per farlo. Quando ho saputo della morte di Ornella Vanoni, l'indomani mattina, all'inizio non ci volevo credere, istintivamente l'avevo bollata come fake news. Ho realizzato veramente che Ornella era scomparsa la domenica, durante la trasmissione Che tempo che fa. Da lì, la necessità di leggere il suo libro, scritto a quattro mani insieme al cantante Pacifico, con cui, tra le altre cose, aveva cantanto a Sanremo Imparare ad amarsi. Ho imparato ad apprezzare Ornella Vanoni solo di recente, proprio in seguito alla partecipazione dell'artista nel cast fisso della trasmissione condotta da Fazio sul Nove. Con i suoi interventi sinceri, onesti e dissacranti, ha allietato la Trasmissione diventando uno dei momenti più attesi dal pubblico. Ora veniamo al libro: mi interessava molto leggerlo e ho approfittato del fatto che fosse possibile acquistarlo con Repubblica per comprarne una copia. Vincente o perdente non è una semplice biografia, ma un diario sentimentale per conoscere meglio la donna oltre l'artista, anche se non scorre in linea cronologica. E' un libro che sa di podcast, ti sembra quasi di sentire la sua voce mentre scorrono le parole sotto gli occhi. Ornella non si risparmia, racconta dettagli personali molto dolorosi sulla sua famiglia di origine, i suoi amori, la sua solitudine. L'ho letto con calma, per assaporare ogni parola, ogni frase. E' un testo di una sincerità toccante e disarmante e posso dire che è il primo libro che mi ha fatto commuovere fino alle lacrime.
Damiana Atzeni ha valutato Vincente o perdente: 5 stelle

Vincente o perdente di Ornella Vanoni, Pacifico
Ho avuto una vita difficile, dolorosa. E bella, bellissima. E gioiosa. Ho avuto tutto.

