Ho letto questo libro seguendo il suggerimento dell’insegnante del corso di correzione di bozze che ho seguito qualche mese fa. Questo non è il solito manuale di tipografia: l’autore spiega l’origine delle font, ne racconta la storia dei creatori usando un metodo leggero, senza scadere nel classico compendio noioso e pesante, e ne spiega anche l’evoluzione quando si è passati alla scrittura digitale. Nei capitoli denominati “intermezzo tipografico” il primo paragrafo del capitolo è scritto nella font oggetto del racconto. Il libro è altresì pieno di aneddoti sulla vita delle font e di chi le ha create. È un delizioso volume ricco di curiosità, perfetto per chi si sta affacciando al mondo della grafica e della tipografia, ma anche per i semplici curiosi, e che ti fa capire l’importanza della scelta di ogni font per i propri progetti di design.
Recensioni e commenti
In trasloco da Goodreads, dove avevo lo status di librarian. Ora esploro il Fediverso libresco, vediamo un po' come va...
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Damiana Atzeni ha recensito Sei proprio il mio typo di Simon Garfield
Damiana Atzeni ha valutato Sei proprio il mio typo: 4 stelle

Sei proprio il mio typo di Simon Garfield
Pressoché sconosciute fino a vent’anni fa, grazie all’avvento della tecnologia informatica oggi le font sono a tutti gli effetti protagoniste …
Damiana Atzeni commento su Guerra e pace di Lev Tolstoj
Finito il secondo volume. Rispetto al primo si notano dei miglioramenti nell'editing: meno caratteri messi a casaccio e una cura migliore anche nell'impaginazione del libro. Si vede che, dopo l'uscita del primo libro, la redazione di Famiglia cristiana fu sommersa di lettere di protesta da parte di chi non aveva gradito la scarsa cura riservata al testo.
Finito il secondo volume. Rispetto al primo si notano dei miglioramenti nell'editing: meno caratteri messi a casaccio e una cura migliore anche nell'impaginazione del libro. Si vede che, dopo l'uscita del primo libro, la redazione di Famiglia cristiana fu sommersa di lettere di protesta da parte di chi non aveva gradito la scarsa cura riservata al testo.
Damiana Atzeni ha recensito Pista nera di Antonio Manzini
L'erede di Montalbano, ma anche no
5 stelle
Alzi la mano chi di voi non conosce Rocco Schiavone, il commissario, pardon vicequestore più irriverente, antipatico, scorretto, donnaiolo, insolente, maschilista d’Italia! Ebbene, scordatevi Salvo Montalbano, Corrado Cattani et similia. Antonio Manzini ci descrive un vicequestore totalmente diverso dall’ordinario. E vi conquisterà, garantito. Il romanzo, come tutti gli altri legati a Schiavone, è ambientato ad Aosta, città dove il nostro eroe è stato trasferito da Roma per motivi disciplinari, dove una sera un giovane, impegnato nel rifacimento serale delle piste da sci, senza volerlo investe qualcosa con il suo gatto delle nevi. Questo qualcosa si scopre essere un cadavere. E così Schiavone deve recarsi sul posto, a Champoluc, dove la neve regna sovrana, le Clarks diventano subito fradice e il loden è totalmente inadeguato a proteggerlo dal freddo. Avevo questo romanzo nella wishlist da anni (credo da quando uscì la prima stagione della serie Tv su Rai2) e finalmente mi …
Alzi la mano chi di voi non conosce Rocco Schiavone, il commissario, pardon vicequestore più irriverente, antipatico, scorretto, donnaiolo, insolente, maschilista d’Italia! Ebbene, scordatevi Salvo Montalbano, Corrado Cattani et similia. Antonio Manzini ci descrive un vicequestore totalmente diverso dall’ordinario. E vi conquisterà, garantito. Il romanzo, come tutti gli altri legati a Schiavone, è ambientato ad Aosta, città dove il nostro eroe è stato trasferito da Roma per motivi disciplinari, dove una sera un giovane, impegnato nel rifacimento serale delle piste da sci, senza volerlo investe qualcosa con il suo gatto delle nevi. Questo qualcosa si scopre essere un cadavere. E così Schiavone deve recarsi sul posto, a Champoluc, dove la neve regna sovrana, le Clarks diventano subito fradice e il loden è totalmente inadeguato a proteggerlo dal freddo. Avevo questo romanzo nella wishlist da anni (credo da quando uscì la prima stagione della serie Tv su Rai2) e finalmente mi sono decisa a leggerlo. E mannaggia a me ad avere aspettato così tanto, non immaginavo fosse così spassoso. A partire dal rapporto tra Schiavone e D’Intino, che ricorda da vicino quello tra Montalbano e Catarella, anche se Schiavone non ha la stessa pazienza del commissario siciliano. Ma questo è l’unico punto che Schiavone e Montalbano hanno in comune. Per il resto, i due abitano due mondi e due abitudini completamente diversi e non sovrapponibili. Fin dall’inizio questo è un romanzo che ti inchioda alle pagine. Ho amato la descrizione della Valle d’Aosta (nonostante non sia amante della neve e del freddo), delle atmosfere, dei personaggi: un mondo da cui difficilmente si riesce a staccarsi, anche a romanzo concluso. La scrittura è semplice ed accattivante, che contribuisce a creare un romanzo che si legge in poco tempo. E Antonio Manzini è incredibilmente bravo, nella scrittura e nelle descrizioni. Merita davvero il successo che ha. Consiglio a tutti di leggere questi libri dopo aver visto la serie televisiva: le battute di Schiavone le ho lette con la voce di Marco Giallini in testa. Uno spasso!
Damiana Atzeni ha valutato Pista nera: 5 stelle
Damiana Atzeni commento su Pista nera di Antonio Manzini
Damiana Atzeni ha recensito Winter di Marissa Meyer (The Lunar Chronicles)
Recensione della saga Cronache lunari
4 stelle
Avevo iniziato a leggere i libri della saga “Cronache lunari” nel 2016 e l’avevo dovuta interrompere perché mancavano la traduzione degli ultimi due libri, che ho letto in questi mesi. Questa saga mi ha conquistata subito per il suo sapiente mix: è infatti un misto di retelling, cyberpunk, fantascienza e alternative universe, con una spolverata di romanticismo che non guasta. Cronache lunari inizia con Cinder, il retelling di Cenerentola. Ma dimenticatevi la favola della Disney. Siamo nel 126esimo anno della Terza Era. Il mondo è stato distrutto dalla Quarta guerra mondiale, è tecnologicamente avanzato ed è devastato dal morbo della letumosi, che lascia scarsissime possibilità di sopravvivenza. Cinder è un meccanico di Nuova Pechino, capitale del Commonwealth Orientale. Ed è una cyborg, sopravvissuta a un incendio che le ha devastato il 26% circa del suo corpo, abituata alla sua vita solitaria e agli sguardi sprezzanti di chi la circonda, in …
Avevo iniziato a leggere i libri della saga “Cronache lunari” nel 2016 e l’avevo dovuta interrompere perché mancavano la traduzione degli ultimi due libri, che ho letto in questi mesi. Questa saga mi ha conquistata subito per il suo sapiente mix: è infatti un misto di retelling, cyberpunk, fantascienza e alternative universe, con una spolverata di romanticismo che non guasta. Cronache lunari inizia con Cinder, il retelling di Cenerentola. Ma dimenticatevi la favola della Disney. Siamo nel 126esimo anno della Terza Era. Il mondo è stato distrutto dalla Quarta guerra mondiale, è tecnologicamente avanzato ed è devastato dal morbo della letumosi, che lascia scarsissime possibilità di sopravvivenza. Cinder è un meccanico di Nuova Pechino, capitale del Commonwealth Orientale. Ed è una cyborg, sopravvissuta a un incendio che le ha devastato il 26% circa del suo corpo, abituata alla sua vita solitaria e agli sguardi sprezzanti di chi la circonda, in primis della matrigna e delle sorellastre. È bravissima però nel suo mestiere ed è apprezzata per saper aggiustare praticamente ogni cosa. Finché un bel giorno incontra Kaito, l’erede al trono imperiale… Ciò che ho apprezzato tantissimo in questo libro, come nei successivi, è che la fiaba originaria è stata riletta in termini innovativi, con personaggi e ambienti ben definiti. Non la solita storia sdolcinata, ma qualcosa in grado di tenerti incollato alle pagine per ore. Davvero un libro che ho apprezzato tantissimo. Il secondo capitolo della saga, anche questo letto nel 2016, è forse quello che mi è piaciuto di meno. Cinder non è più il personaggio principale e la storia si concentra su Scarlet, moderna Cappuccetto Rosso che vive in Francia, nella Federazione Europea, insieme a sua nonna. Coltivano i campi, in particolare i pomodori. Ed è una ragazza tosta, abituata ad arrangiarsi. Ma un giorno la nonna scompare e la nipote è ben determinata a ritrovarla. Non ho apprezzato tantissimo il suo personaggio, facilmente incline alla rabbia e testardamente ostinata nel rifiutare l’aiuto di Wolf, guardia lunare geneticamente modificata, con cui alla fine deciderà di recarsi a Parigi. A differenza di Cinder la loro storia non è riuscita ad emozionarmi fino in fondo. Il terzo capitolo è quello che ho amato di più. Più azione, più suspense e la coppia protagonista (Cress e Thorne) è di una dolcezza unica. Lei, come la Raperonzolo originale, è una Lunare rinchiusa in un satellite, dove può esprimere le sue abilità di hacker al servizio della terribile Levana, la Regina della Luna. E, cosa particolare, che la rende un mostro agli occhi degli altri Lunari, è un Guscio, è nata senza il Dono che permette agli abitanti della Luna di affascinare gli altri. Le persone come lei vengono sottratte alle loro famiglie per essere sottoposte ad esperimenti e alla creazione dell’antidoto che serve a curare la letumosi, nel caso peggiore vengono direttamente eliminate. Ma Cress dimostra sin da subito un talento innato per la tecnologia e l’hackeraggio e viene confinata in un satellite a lavorare al servizio della Regina della Luna. Un giorno viene raggiunta da Cinder, Scarlet e gli altri e… Non voglio anticiparvi niente, né di questo né dei libri precedenti, solo che la storia è realmente ricca di colpi di scena e stravolgimenti di fronte che contribuiscono a tenere alta l’attenzione. Il reale punto di forza sono proprio loro, i personaggi: la Cress del romanzo è letteralmente una bambina, ingenua, credulona, che quando arriva sulla Terra per la prima volta si meraviglia per qualunque cosa. Salvo poi scontrarsi con la crudeltà del mondo e degli umani… Quarto e ultimo libro, quello che chiude la saga. Qui incontriamo Winter (già conosciuta verso la fine del terzo libro), figliastra della Regina Levana come la Biancaneve a cui si ispira, principessa lunare che ha scelto volontariamente di rinunciare al Dono e che la porta a soffrire di allucinazioni devastanti, facendola apparire pazza agli occhi della matrigna e della corte lunare. È innamorata di Jacin, suo amico d’infanzia e Guarda Reale di Artemisia, bianca e scintillante capitale del Regno della Luna, ed è amatissima dal suo popolo per la sua grazia e la sua bellezza, nonostante le tre cicatrici che le deturpano il volto, causate dalla matrigna che, in un moto di gelosia, l’ha costretta a sfregiarsi il viso. Sullo sfondo delle vicende della coppia protagonista di questo romanzo si svolgono anche le altre: il matrimonio della Regina Levana con l’imperatore Kaito, che spera in questo modo di ottenere l’antidoto per salvare il suo popolo dalla letumosi, l’evolversi delle storie di Cress e Scarlet con i rispettivi compagni di sventura, e Cinder, che ha scoperto le sue reali origini e farà di tutto per riprendersi ciò che le appartiene. Nel complesso ho amato molto questo romanzo: la caratterizzazione dei personaggi; le ambientazioni, i risvolti e i vari colpi di scena, le emozioni che riesce a trasmettere. Il personaggio che ho amato di più, come ho detto prima, è Cress, ma è Cinder quella che ha l’evoluzione migliore: parte come meccanico, detestata da tutti, con un passato doloroso alle spalle e arriva a diventare una leader, al punto da scatenare una rivoluzione sulla Luna e a rovesciare la regina illegittima. Una saga pazzesca che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del genere.
Damiana Atzeni ha valutato Winter: 5 stelle

Winter di Marissa Meyer (The Lunar Chronicles)
Princess Winter is admired by the Lunar people for her grace and kindness, and despite the scars that mar her …
Damiana Atzeni commento su Guerra e pace di Lev Tolstoj
Terminato il primo libro. Posso già dire che come romanzo lo trovo piuttosto "affollato", sono presenti così tanti personaggi che faccio fatica a tenerli tutti a mente. In più, l'edizione realizzata da Famiglia cristiana è piena di errori di stampa: parole scritte male, doppie dove non servono e lettere mancanti.
Terminato il primo libro. Posso già dire che come romanzo lo trovo piuttosto "affollato", sono presenti così tanti personaggi che faccio fatica a tenerli tutti a mente. In più, l'edizione realizzata da Famiglia cristiana è piena di errori di stampa: parole scritte male, doppie dove non servono e lettere mancanti.
Punti, virgole e punti e virgole
3 stelle
Questione di virgole è un libro che mi è stato consigliato durante il corso per correttore di bozze che ho seguito qualche mese fa. In realtà me ne hanno consigliati diversi e questo è il primo con cui ho deciso di approcciarmi. Nel complesso sono rimasta piuttosto soddisfatta, anche se il gran numero di esempi citati nel libro mi ha un po' frastornata e mi ha distolto l'attenzione dal comprendere le regole citate nel libro. Forse l'unica pecca è questa: l'autore ha preferito la numerosità degli esempi all'analisi dei singoli casi. Avrei preferito un numero ridotto di esempi e un maggiore approfondimento dell'analisi delle regole. La ritengo comunque un'ottima pubblicazione, sarebbe perfetto per essere adottata nelle scuole: gli studenti acquisirebbero, oltre alle regole, anche la padronanza di un proprio stile personale nella scrittura. L'autore del libro nel complesso adotta uno stile scorrevole, di facile comprensione, che chiarisce i dubbi sull'ortografia …
Questione di virgole è un libro che mi è stato consigliato durante il corso per correttore di bozze che ho seguito qualche mese fa. In realtà me ne hanno consigliati diversi e questo è il primo con cui ho deciso di approcciarmi. Nel complesso sono rimasta piuttosto soddisfatta, anche se il gran numero di esempi citati nel libro mi ha un po' frastornata e mi ha distolto l'attenzione dal comprendere le regole citate nel libro. Forse l'unica pecca è questa: l'autore ha preferito la numerosità degli esempi all'analisi dei singoli casi. Avrei preferito un numero ridotto di esempi e un maggiore approfondimento dell'analisi delle regole. La ritengo comunque un'ottima pubblicazione, sarebbe perfetto per essere adottata nelle scuole: gli studenti acquisirebbero, oltre alle regole, anche la padronanza di un proprio stile personale nella scrittura. L'autore del libro nel complesso adotta uno stile scorrevole, di facile comprensione, che chiarisce i dubbi sull'ortografia senza essere un insieme di regole buttate lì come una noiosa grammatica scolastica. Una nota a margine: ho letto l'edizione epub ed è formattata da far pena, forse è anche per quello che ho fatto un po' di fatica nella lettura.
Damiana Atzeni ha valutato Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto: 3 stelle

Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto di Leonardo G. Luccone
«Riappropriamoci delle nostre parole, e dei binari che le fanno scorrere felici. Avviciniamoci alla punteggiatura con un po' di sprezzante …
Damiana Atzeni ha iniziato a leggere Guerra e pace di Lev Tolstoj
Damiana Atzeni ha recensito Dallas di Burt Hirschfeld
Recensione de Gli Ewing di Dallas
4 stelle
Un libro per chi ha nostalgia di una delle serie televisive più famose che siano mai state trasmesse. Dallas (il titolo originale è The Ewing of Dallas) è il primo di tre libri pubblicati nell'ottobre del 1980, tratta dalla famosa serie televisiva omonima, proprio nel periodo in cui stava iniziando a diventare molto popolare (gli altri due libri erano intitolati "Le quotazioni di J.R. Ewing" e "L'album della famiglia Dallas", qui in Italia intitolati più banalmente "Gli uomini di Dallas" e "Le donne di Dallas"). E' un romanzo con gli stessi personaggi e le stesse ambientazioni della serie, che aggiunge dettagli e situazioni che in Tv non si trovano. La storia si apre subito dopo che J.R. Ewing viene colpito da uno sparo, poi ripercorre gli eventi che hanno portato alla sparatoria stessa, con J.R. che si fa nemici a destra e manca. Non anticipo altri dettagli della trama: chi …
Un libro per chi ha nostalgia di una delle serie televisive più famose che siano mai state trasmesse. Dallas (il titolo originale è The Ewing of Dallas) è il primo di tre libri pubblicati nell'ottobre del 1980, tratta dalla famosa serie televisiva omonima, proprio nel periodo in cui stava iniziando a diventare molto popolare (gli altri due libri erano intitolati "Le quotazioni di J.R. Ewing" e "L'album della famiglia Dallas", qui in Italia intitolati più banalmente "Gli uomini di Dallas" e "Le donne di Dallas"). E' un romanzo con gli stessi personaggi e le stesse ambientazioni della serie, che aggiunge dettagli e situazioni che in Tv non si trovano. La storia si apre subito dopo che J.R. Ewing viene colpito da uno sparo, poi ripercorre gli eventi che hanno portato alla sparatoria stessa, con J.R. che si fa nemici a destra e manca. Non anticipo altri dettagli della trama: chi conosce la serie televisiva li sa già; chi non ha mai visto la serie e non ha mai letto i libri può cogliere l'occasione per rintracciare la trilogia (si possono trovare ancora su ebay e su altri siti) oppure provare a rintracciare la serie Tv stessa. Questa trilogia a mio avviso è stata sottovalutata rispetto alla serie, è molto ricca di dettagli ed è scritta con la necessaria durezza, in modo da riflettere ciò che si vede in Tv.
Damiana Atzeni ha valutato Dallas: 4 stelle

Dallas di Burt Hirschfeld
Dallas: un secolo fa ancora avamposto di frontiera della Repubblica del Texas. Ora una delle città più ricche del mondo, …


