Damiana Atzeni ha recensito Conversazione su Tiresia di Andrea Camilleri (Il divano, #319)
Chiamatemi Tiresia
4 stelle
Avevo questo libro in wishlist dal 2019, anno in cui fu trasmesso su Rai1 lo spettacolo teatrale omonimo, registrato al Teatro Greco di Siracusa l'estate prima. Lo spettacolo, per chi non lo sapesse, narra la storia di Tiresia, indovino cieco della mitologia greca, la cui storia si intreccia con quella personale dello scrittore siciliano reso cieco dalla sua malattia. Nel corso della conversazione, Camilleri/Tiresia dialoga con i personaggi più disparati, da Omero e Orazio a Woody Allen, da Dante Alighieri e Guillaume Apollinaire a Pasolini, da Wirginia Woolf e Ezra Pound ai Genesis. Il libro (o meglio dire, il libricino, perché ha appena 30 pagine), contiene la trascrizione di quello spettacolo ed è la conferma del genio di Camilleri: Tiresia ha avuto il privilegio di Zeus di vivere sette generazioni umane e inizia a raccontate il suo vissuto passo dopo passo, a partire dal cambio di sesso ("Meglio non conoscere …
Avevo questo libro in wishlist dal 2019, anno in cui fu trasmesso su Rai1 lo spettacolo teatrale omonimo, registrato al Teatro Greco di Siracusa l'estate prima. Lo spettacolo, per chi non lo sapesse, narra la storia di Tiresia, indovino cieco della mitologia greca, la cui storia si intreccia con quella personale dello scrittore siciliano reso cieco dalla sua malattia. Nel corso della conversazione, Camilleri/Tiresia dialoga con i personaggi più disparati, da Omero e Orazio a Woody Allen, da Dante Alighieri e Guillaume Apollinaire a Pasolini, da Wirginia Woolf e Ezra Pound ai Genesis. Il libro (o meglio dire, il libricino, perché ha appena 30 pagine), contiene la trascrizione di quello spettacolo ed è la conferma del genio di Camilleri: Tiresia ha avuto il privilegio di Zeus di vivere sette generazioni umane e inizia a raccontate il suo vissuto passo dopo passo, a partire dal cambio di sesso ("Meglio non conoscere a fondo i pensieri che possono agitare la mente di una donna") al ritorno nei suoi panni. Una volta riacquisite le sue sembianze maschili, Camilleri porta avanti una conversazione in cui riflette sulla cecità e sul tempo, sulla memoria e sulla profezia, sulle bruttezze della Storia. Un capolavoro scritto con ironia e acume, che consiglio di completare con la visione dello spettacolo (sperando che Raiplay non l'abbia cancellato nel mentre).