The Gib ha iniziato a leggere L'arte della buona battaglia di Fabio Rosini

L'arte della buona battaglia di Fabio Rosini
Questo libro, che conclude la trilogia di Don Fabio Rosini dedicata a “L’arte di…”, è il risultato di trenta anni …
In passato divoratore di fantascienza e saggistica scientifica. Attualmente mi interessano soprattutto saggi di spiritualità, metafisica, retorica... ma se arriva una bella storia di fantascienza, le faccio spazio.
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Questo libro, che conclude la trilogia di Don Fabio Rosini dedicata a “L’arte di…”, è il risultato di trenta anni …
Un'opera chiarificatrice che condensa una moltitudine di ricerche, relazioni, riferimenti. E raggiunge perfettamente il suo scopo: dimostrare come la macchina del fango sulla Chiesa Cattolica, iniziata molto tempo fa ed in tempi non sospetti, ha lavorato veramente bene; tanto che, anche adesso, scommetto che pur di non fidarsi dell'autore (che NON è cattolico, anzi...) lettori e commentatori casuali spareranno sentenze guardandosi bene da fare le doverose verifiche che lui stesso ha fatto. Anche in merito a "meriti" opinabili come lo sviluppo del capitalismo ;)
L'accorata arringa di Chesterton sulle virtù della Chiesa Cattolica rappresenta un'analisi senza tempo, che mi ha permesso di vedere in una diversa luce alcuni concetti, nonché di scoprire nuovi pezzi del puzzle. L'unico rammarico deriva dalla consapevolezza di stare ascoltando un convertito dal protestantesimo, e quindi un punto di vista difficilmente accettabile da un non cristiano; nonostante la maggior parte delle sue riflessioni non siano legate a questa sua origine, ma piuttosto al voler smascherare una serie di cattive abitudini ben più universali del mondo protestante: la strisciante volontà di criticare la Chiesa Cattolica quando ci si è rinchiusi in qualcosa che, anche se non chiamiamo religione, è soltanto una pessima religione.
È con la consueta inclinazione al paradosso e all’ironia che Chesterton ci parla di un’esperienza drammatica come la conversione religiosa, …
Dopo "Contro il logorio del laicismo moderno. Manuale di sopravvivenza per cattolici", gli stessi autori presentano un altro strumento per …
Il saggio mantiene quel che promette, cioè: si parla di cosmologia, fisica quantistica, metafisica ad esse collegata, frazionando il mattone in tanti piccoli capitoli che formano un arazzo multicolore sugli argomenti indicati. Capitoli che iniziano sempre con un koan e/o un piccolo racconto dove il lettore si immedesima in un viaggiatore che percorre luoghi ameni ed incontra personaggi sia reali sia fantastici, connessi agli argomenti dell'opera; a seguire una approfondita riflessione, con digressioni matematiche, fisiche e spirituali intorno al singolo argomento. Lettura non facile ma comunque scorrevole, dove si è tentati, volta per volta, di andare subito alla puntata successiva oppure di rileggere alcuni passi di quella conclusa, per capire se si è davvero capito.
Tramite oltre cinquanta koan, stimolanti paradossi della tradizione zen, Anthony Aguirre, fisico di primo piano, conduce il lettore in un …
Difficile aggiungere qualcosa al romanzo di Buzzati. Libro e film sono sepolti nella mia memoria di 40 anni fa, ma certe immagini (evocate oppure osservate) e certe sensazioni sono comunque presenti e richiamabili. Come ben spiegato nella prefazione, il mezzo fumetto si pone a metà strada tra scritto e cinema, permettendoci di gustare immagini "da leggere" con la calma e dedizione necessarie, potendo facilmente soffermarsi e/o tornare su frammenti già passati. Lo stile di scrittura riprende quello del romanzo, lo stile delle immagini si mantiene rarefatto ed in un certo senso "abbagliante", riuscendo ad evocare proprio le atmosfere ampie ma introspettive del romanzo. Esperimento riuscito? Senza dubbio! Produzione necessaria? Forse per introdurre all'opera con mezzi e ritmi attuali, senza dimenticare che il "ritmo" di quest'opera non può essere accellerato a piacimento. Per quanto mi riguarda risulta un suggello alle precedenti versioni, oggetto d'interesse in quanto appassionato di fumetti.
Capolavoro della letteratura novecentesca, Il deserto dei tartari si veste di nuvole parlanti, in un'edizione che celebra le atmosfere realistico-fantastiche …
Ci sono storie necessarie: magari dolorose, addirittura strazianti, ma necessarie. Forse indispensabili. Non tanto, e comunque non solo, per chi le racconta, ma soprattutto che chi le legge.
— Non volevo vedere di Fernanda Flamigni, Tiziano Storai (Pagina 13)
Recensire o commentare questa storia, almeno per me, non è possibile... non ci riesco, perché una cosa è leggere una notizia di cronaca o discuterne con conoscenti, un'altra è seguirne lo svolgimento trattenendo sia le lacrime sia la consapevolezza di aver conosciuto l'autrice.
Posso solo citare l'inizio della presentazione, una riflessione di Lella Costa nella quale mi ritrovo perfettamente.
Trieste, marzo 1989. Due giovani universitari si incontrano durante l'occupazione della facoltà. Si innamorano, si fidanzano, si sposano... ma lui …
Fede (e di conseguenza religione) sono concetti (e scelte) che non appartengono alla scienza. Non si arriva alla fede dalla scienza; si può osservare la scienza dal punto di vista della fede, ma sono comunque due ambiti separati: yt.artemislena.eu/watch?v=82Mon1bi1cE Ecco il "mantra" che va ripetuto nell'affrontare questo libro.
Perché il dimostrare che la scienza non è più lo spauracchio in mano ai materialisti per terrorizzare i credenti, o che molti (troppi) indizi da vari campi dello scibile umano fanno sospettare (o quantomeno ammettono come ipotesi non improbabile) la presenza di un principio creatore, potrebbe ubriacare un lettore impreparato.
Chiarito questo, per me ottima lettura ed occasione di aggiornamento+approfondimento sulle ultime scoperte/direzioni/aperture di scienza&filosofia&storia, che rimettono in campo la cosiddetta "ipotesi Dio"; ed uso la lettera maiuscola non per strizzare l'occhio ad una religione in particolare, ma per sgomberare il campo dall'illusione che qui si possa parlare di una divinità-demiurgo non …
Fede (e di conseguenza religione) sono concetti (e scelte) che non appartengono alla scienza. Non si arriva alla fede dalla scienza; si può osservare la scienza dal punto di vista della fede, ma sono comunque due ambiti separati: yt.artemislena.eu/watch?v=82Mon1bi1cE Ecco il "mantra" che va ripetuto nell'affrontare questo libro.
Perché il dimostrare che la scienza non è più lo spauracchio in mano ai materialisti per terrorizzare i credenti, o che molti (troppi) indizi da vari campi dello scibile umano fanno sospettare (o quantomeno ammettono come ipotesi non improbabile) la presenza di un principio creatore, potrebbe ubriacare un lettore impreparato.
Chiarito questo, per me ottima lettura ed occasione di aggiornamento+approfondimento sulle ultime scoperte/direzioni/aperture di scienza&filosofia&storia, che rimettono in campo la cosiddetta "ipotesi Dio"; ed uso la lettera maiuscola non per strizzare l'occhio ad una religione in particolare, ma per sgomberare il campo dall'illusione che qui si possa parlare di una divinità-demiurgo non assoluta.
Assolutamente da leggere, e non voglio fare anticipazioni su alcuna delle sezioni dell'opera: non fatevi spaventare o allontanare dal titolo altisonante, ed immergetevi in questo saggio. Starà a voi, alla fine, valutare "dove" Vi ha portato.
Una piccola critica: a mio parere vengono tralasciate o sminuite alcune posizioni, per indirizzare (almeno apparentemente) il lettore verso specifiche teologie; non era necessario, era invece più che sufficiente fare luce sulla solidità dell'ipotesi di un principio creatore (scientifica, filosofica in quanto metafisica, storica), affinché il lettore potesse poi autonomamente astrarre, bontà sua, un percorso spirituale.
A scuola ti insegnano felice - triste - arrabbiato.
Il senso di colpa non te lo spiega nessuno.
Questa volta Zerocalcare osa scavare nella propria famiglia, con una storia che risale sino alla 1a guerra mondiale e riscende alla sua fanciullezza ed alla separazione dei genitori. Coprotagonista il padre e, a poco a poco, le generazioni precedenti di "padri". Come sempre a cavallo tra introspezione, riflessione, umorismo mai fine a se stesso, Zerocalcare si conferma una scommessa sicura, anzi una certezza, negli acquisti di romanzi a fumetti.