Wyrkhen ha valutato La banalità del male: 5 stelle

La banalità del male di Hannah Arendt
Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera …
L’amor che move il sole e l’altre stelle.
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"Dopo trentasei anni rileggo Lolita di Vladimir Nabokov, che ora Adelphi ripresenta... Trentasei anni sono moltissimi per un libro. Ma …
Sono partito con una voglia assurda di leggere questo libro. Avevo davvero interesse nel comprendere il fenomeno dell'Unità d'Italia dalla prospettiva opposta, quella del Mezzogiorno e del Regno delle Due Sicilie. Una prospettiva che mi è vicina, dato che sono salentino (più terrone di così non si può).
Premetto che raramente mi trovo a dover interrompere un libro, ma questo mi ha largamente stupito, in peggio. Non riesco davvero a capire come possa essere diventato un bestseller.
La scrittura è peggio di quanto si possa immaginare: sembra quasi un discorso al bar semplicemente tramutato in scritto. E non parlo solo dello stile, ma anche delle diverse fallacie storiche. Un esempio è il discorso sulle casse borboniche, che vengono presentate come più ricche rispetto a quelle piemontesi, quasi fosse una dimostrazione della maggiore ricchezza del Regno delle Due Sicilie. Il problema è che erano piene anche perché i Borbone …
Sono partito con una voglia assurda di leggere questo libro. Avevo davvero interesse nel comprendere il fenomeno dell'Unità d'Italia dalla prospettiva opposta, quella del Mezzogiorno e del Regno delle Due Sicilie. Una prospettiva che mi è vicina, dato che sono salentino (più terrone di così non si può).
Premetto che raramente mi trovo a dover interrompere un libro, ma questo mi ha largamente stupito, in peggio. Non riesco davvero a capire come possa essere diventato un bestseller.
La scrittura è peggio di quanto si possa immaginare: sembra quasi un discorso al bar semplicemente tramutato in scritto. E non parlo solo dello stile, ma anche delle diverse fallacie storiche. Un esempio è il discorso sulle casse borboniche, che vengono presentate come più ricche rispetto a quelle piemontesi, quasi fosse una dimostrazione della maggiore ricchezza del Regno delle Due Sicilie. Il problema è che erano piene anche perché i Borbone facevano molti meno investimenti, quindi quel dato preso da solo dice ben poco sulla reale situazione economica dei due Stati. Anzi dimostra l'immobilismo del regno duosiciliano.
Alcune opinioni sono chiaramente condivisibili e altre sono comunque interessanti, soprattutto perché affrontano un punto di vista che spesso viene lasciato in secondo piano. Il problema è che il modo in cui vengono esposte, insieme a diverse ricostruzioni storiche quantomeno discutibili, rende il libro davvero difficile da leggere.
Sono arrivato al 56% e ho dovuto dropparlo. Ed è un peccato, perché il tema mi interessava davvero tantissimo.

Fratelli d'Italia... ma sarà poi vero? Perché, nel momento in cui ci si prepara a festeggiare i centocinquant'anni dall'Unità d'Italia, …

«Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye, e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto …
Libro interessantissimo che racconta una storia spesso dimenticata della storia migratoria italiana, nello specifico quella dei Siciliani. I meno benestanti, infatti, non potevano permettersi una nave e un viaggio fino alle Americhe e molti decidevano quindi di spostarsi in luoghi più vicini alla loro patria, come la colonia francese di Tunisia.
Il romanzo racconta la storia della famiglia di Luca Bianchini, l’autore. Ho personalmente assistito alla presentazione di questo libro e sin da subito mi ha attirato, così che, quando ne ho avuto l’occasione, ho deciso di leggerlo subito, probabilmente anche grazie alla simpatia e alla genuinità dell’autore.
Ricordo che, quando finì la sua conferenza, ci fu una vera e propria folla di persone che si diresse ad acquistare il suo libro, mentre gli altri passarono quasi inosservati. È stata una delle presentazioni più simpatiche e divertenti a cui abbia mai assistito.
Il romanzo è interessantissimo e …
Libro interessantissimo che racconta una storia spesso dimenticata della storia migratoria italiana, nello specifico quella dei Siciliani. I meno benestanti, infatti, non potevano permettersi una nave e un viaggio fino alle Americhe e molti decidevano quindi di spostarsi in luoghi più vicini alla loro patria, come la colonia francese di Tunisia.
Il romanzo racconta la storia della famiglia di Luca Bianchini, l’autore. Ho personalmente assistito alla presentazione di questo libro e sin da subito mi ha attirato, così che, quando ne ho avuto l’occasione, ho deciso di leggerlo subito, probabilmente anche grazie alla simpatia e alla genuinità dell’autore.
Ricordo che, quando finì la sua conferenza, ci fu una vera e propria folla di persone che si diresse ad acquistare il suo libro, mentre gli altri passarono quasi inosservati. È stata una delle presentazioni più simpatiche e divertenti a cui abbia mai assistito.
Il romanzo è interessantissimo e a tratti commovente, soprattutto nel finale, che non voglio spoilerare! Un libro che davvero mi ha sorpreso, considerando che partivo da aspettative praticamente pari a zero.

Jinbōchō, Tōkyō: il quartiere delle librerie, paradiso dei lettori. Benché si trovi a pochi passi dalla metropolitana e dai grandi …

Consapevole di quanto sia ardua ogni ricerca che si proponga di sviscerare la natura del linguaggio, Andrea Moro ha allestito …
4 stelle
Il saggio di Rolf Dobelli offre un punto di vista originale sul consumo delle notizie: le presenta come una forma di distrazione di massa, un’industria con una limitata capacità di informare realmente le persone e che finisce per lobotomizzarle, restringendo la loro visione del mondo e favorendo, secondo l’autore, persino il terrorismo. Dobelli consiglia quindi di smettere immediatamente di consumare notizie per vivere una vita più mindful e aperta. Infatti, come consiglia anche l’autore, sarebbe preferibile al consumo quotidiano di notizie la lettura di una sola rivista settimanale, così da avere un’informazione più approfondita e meno frenetica.
Metto 4 stelle perché, pur trovando interessante la sua analisi, sono in disaccordo sul fatto che l’assenza totale di notizie sia la soluzione giusta.

Notifiche e notizie, comunicati e collegamenti, breaking news e ultim'ora. Notizie, notizie e ancora notizie. Notizie che precipitano a cascata …

Dopo ottantaquattro giorni durante i quali non è riuscito a pescare nulla, il vecchio Santiago vice, nel suo villaggio e …
Un "pamphlet" attualissimo che spiega quali sono le dinamiche del cosiddetto "Realismo Capitalista", ossia l'epoca del capitalismo in cui non è più possibile immaginare un'alternativa migliore, nemmeno a patto di estrema intelligenza e capacità intellettive. È quello che Pasolini definiva il "Nuovo fascismo" della società dei consumi, sorto con la nascita dei mass media e della televisione. Sarebbe interessante un nuovo Realismo capitalista scritto alla luce di quelle che sono le prerogative del 2026: social, TikTok, algoritmi, intelligenza artificiale, ecc.
Un "pamphlet" attualissimo che spiega quali sono le dinamiche del cosiddetto "Realismo Capitalista", ossia l'epoca del capitalismo in cui non è più possibile immaginare un'alternativa migliore, nemmeno a patto di estrema intelligenza e capacità intellettive. È quello che Pasolini definiva il "Nuovo fascismo" della società dei consumi, sorto con la nascita dei mass media e della televisione. Sarebbe interessante un nuovo Realismo capitalista scritto alla luce di quelle che sono le prerogative del 2026: social, TikTok, algoritmi, intelligenza artificiale, ecc.

L'invisibile rivoluzione conformistica di cui Pasolini parlava con tanto accanimento e sofferenza dal 1973 al 1975, non era affatto un …