harisont ha iniziato a leggere Niente di antico sotto il sole di Luigi Ghirri
ho appena messo su una galleria per le mie foto più Ghirriane; quale momento migliore per iniziare questo libro?
Lettrice vorace, onnivora e multilingue. Flerspråkig läsare, hungrig efter böcker i alla smaker. Voracious multilingual reader, eager to taste all sorts of writing.
Leggo soprattutto in italiano, svedese e inglese. Jag läser framförallt på italienska, svenska och engleska. I read mostly in Italian, Swedish and English.
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ho appena messo su una galleria per le mie foto più Ghirriane; quale momento migliore per iniziare questo libro?
När jag blev klar med Kejsarn av Portugallien kände jag mig nästan tvungen att läsa ett till av Selma Lagerlöfs verk, trots att jag försöker inte gå igenom allt hon skrivit för fort, då hon tyvärr inte längre är någon förnybar litteraturkälla.
Jag har aldrig uppskattat någon av hennes skrifter mer, särskilt den första och andra delar. Varje natt läste jag så länge jag kunde hålla mig vaken, men samtidigt ville jag ha så mycket som möjligt av boken kvar till dagen efter (jag ville "läsa boken och ändå ha den kvar", så att säga).
Samtidigt måste jag medge att jag för första gången var ganska besviken. Jag tycker att det är lite synd att en sådan på många sätt väldigt modern roman slutar så optimalt och balanserat. Dessutom dröjde det så mycket med epilogen! Även om jag uppskattar det som vill förmedlas tycker jag att det som …
När jag blev klar med Kejsarn av Portugallien kände jag mig nästan tvungen att läsa ett till av Selma Lagerlöfs verk, trots att jag försöker inte gå igenom allt hon skrivit för fort, då hon tyvärr inte längre är någon förnybar litteraturkälla.
Jag har aldrig uppskattat någon av hennes skrifter mer, särskilt den första och andra delar. Varje natt läste jag så länge jag kunde hålla mig vaken, men samtidigt ville jag ha så mycket som möjligt av boken kvar till dagen efter (jag ville "läsa boken och ändå ha den kvar", så att säga).
Samtidigt måste jag medge att jag för första gången var ganska besviken. Jag tycker att det är lite synd att en sådan på många sätt väldigt modern roman slutar så optimalt och balanserat. Dessutom dröjde det så mycket med epilogen! Även om jag uppskattar det som vill förmedlas tycker jag att det som upprepas så många gånger av så många olika röster i de sista 3-4 kapitel behövde nästan inte sägas explicit alls: resten av berättelsen talar för sig själv. Flera gånger kände jag att nu måste boken vara slut, för jag är nöjd med hur allt har löst sig (även om det inte är en helt perfekt lösning, precis som i verkligheten) och har förstått vad moralen är. Men sedan kom det ett till kapitel, en till dialog, en till upplysning, en till bekräftelse. Trots detta är den här boken en ny favorit.
Avviso sul contenuto Citazione di uno dei dialoghi finali
Un po' di tempo fa, avendo appena riletto Sotto la ruota, commentavo la sensibilità di Hesse nei confronti degli stati d'animo dell'adolescenza. In questo romanzo breve, anche Stuparich dimostra una capacità simile nel descrivere dei rapporti tra compagni di una classe tutta al maschile, eccezion fatta per un'unica studentessa. In particolare, mi colpisce il realismo dell'esperienza femminile al centro del racconto, che l'autore fa riassumere alla protagonista stessa in poche convincenti battute:
No, voi non mi avete mai (...) presa per il mio verso. Non m'avete capita. Io volli essere semplicemente un vostro compagno, e voi m'avete sempre respinto e ricacciato nel mio sesso, mi avete costretto a restar donna perché vi facessi del male.
Sono grata al liberamente tratto del 2025 di Laura Samani, che nonostante non mi abbia convinta al 100%, mi ha incuriosita abbastanza da farmi andare a recuperare il romanzo originale del 1929. Ora sono in cerca dello sceneggiato Rai del 1977, che però sembra un po' difficile da reperire.
Ho letto Scheletri appena uscito, su un e-reader piccino picciò, perché abitavo già in Svezia e farmi arrivare il cartonato dall'Italia mi pareva un tantino eccessivo. Forse proprio per questo lì per lì non l'ho apprezzato più di tanto e in poco tempo l'ho quasi dimenticato, tant'è che quando ho visto la terza serie animata mi è parso che il materiale fosse quasi tutto completamente nuovo (non lo è, e secondo me ci sta: niente di male a presentare variazioni su un tema in formati diversi, che il larga parte hanno anche un pubblico diverso).
A rileggerlo come si deve (per i fumetti la carta, anche se magari non il cartonato, vale sempre la pena) mi sono invece fatta l'idea che sia uno dei suoi romanzi a fumetti migliori in assoluto. A partire da un incipit accattivante, quasi giallistico, tocca con grande efficacia il tema della marginalizzazione, che presenta …
Ho letto Scheletri appena uscito, su un e-reader piccino picciò, perché abitavo già in Svezia e farmi arrivare il cartonato dall'Italia mi pareva un tantino eccessivo. Forse proprio per questo lì per lì non l'ho apprezzato più di tanto e in poco tempo l'ho quasi dimenticato, tant'è che quando ho visto la terza serie animata mi è parso che il materiale fosse quasi tutto completamente nuovo (non lo è, e secondo me ci sta: niente di male a presentare variazioni su un tema in formati diversi, che il larga parte hanno anche un pubblico diverso).
A rileggerlo come si deve (per i fumetti la carta, anche se magari non il cartonato, vale sempre la pena) mi sono invece fatta l'idea che sia uno dei suoi romanzi a fumetti migliori in assoluto. A partire da un incipit accattivante, quasi giallistico, tocca con grande efficacia il tema della marginalizzazione, che presenta sintomatologie diverse nei diversi personaggi sia principali che secondari che s'incontrano via via. Nonostante ciò, come sempre, si ride anche parecchio. Per quanto mi riguarda, le tavole con Chomsky (le uniche che ancora mi ricordavo) sono insuperabili.
Questo me l'ha inaspettatamente consigliato un signore che è il catalogo vivente della biblioteca dei fumetti di Perugia dopo avermi detto che, purtroppo, i fumetti di Sualzo che cercavo erano in prestito. La storia è decisamente troppo romantica per i miei gusti. I disegni hanno un tocco vagamente disneyano, ma sono comunque molto belli. Le scelte cromatiche, stupende.
Questo me l'ha inaspettatamente consigliato un signore che è il catalogo vivente della biblioteca dei fumetti di Perugia dopo avermi detto che, purtroppo, i fumetti di Sualzo che cercavo erano in prestito. La storia è decisamente troppo romantica per i miei gusti. I disegni hanno un tocco vagamente disneyano, ma sono comunque molto belli. Le scelte cromatiche, stupende.
@lasiepedimore@lore.livellosegreto.it ohhh I hope you'll love it as much as I did. She was a true master
@lasiepedimore@lore.livellosegreto.it ohhh I hope you'll love it as much as I did. She was a true master
Quale migliore occasione di un paio di settimane a Perugia (e dunque, potenzialmente, 6 pomeriggi alla Biblioteca delle Nuvole, che è uno dei miei luoghi preferiti al mondo) per rileggere i libri di Zerocalcare che non ho a casa?
Un polpo alla gola l'avevo mezzo dimenticato e, rileggendolo dopo tanti anni, non mi stupisco che mi sia rimasto meno impresso di altri suoi fumetti, sia romanzi che reportage. Lo stile grafico e il modo di raccontare ovviamente sono quelli (anche se, secondo me, pure loro si sono evoluti negli anni), ma la storia non l'ho trovata particolarmente interessante.
Quale migliore occasione di un paio di settimane a Perugia (e dunque, potenzialmente, 6 pomeriggi alla Biblioteca delle Nuvole, che è uno dei miei luoghi preferiti al mondo) per rileggere i libri di Zerocalcare che non ho a casa?
Un polpo alla gola l'avevo mezzo dimenticato e, rileggendolo dopo tanti anni, non mi stupisco che mi sia rimasto meno impresso di altri suoi fumetti, sia romanzi che reportage. Lo stile grafico e il modo di raccontare ovviamente sono quelli (anche se, secondo me, pure loro si sono evoluti negli anni), ma la storia non l'ho trovata particolarmente interessante.
The visual style of this book is really, really cool. That, together with the title and general topic (the contradictions of radical politics, according to the back cover), made it difficult to resist when I saw it in the comics section at my local library. While the art is consistently awesome throughout the story, I found the characters (all of them) to be quite unbearable. The dialogues take a lot of patience and, in the end, it seems like they don't really lead anywhere meaningful.
The visual style of this book is really, really cool. That, together with the title and general topic (the contradictions of radical politics, according to the back cover), made it difficult to resist when I saw it in the comics section at my local library. While the art is consistently awesome throughout the story, I found the characters (all of them) to be quite unbearable. The dialogues take a lot of patience and, in the end, it seems like they don't really lead anywhere meaningful.
This book is maximally politically correct, but the emotions in it are raw. It's hard to accomplish both things at the same time! I hope pre-teens love it as much as I loved Gender queer.
This book is maximally politically correct, but the emotions in it are raw. It's hard to accomplish both things at the same time! I hope pre-teens love it as much as I loved Gender queer.
Nonostante avessi già letto Questa notte non sarà breve su Internazionale ed ascoltato il podcast di Nel nido dei serpenti, mi è venuta voglia di leggere questo suo ultimo lavoro di giornalismo partigiano per intero. Da amante dei fumetti, trovo incredibile come, nel podcast, le voci riescano in qualche modo a sostituire le illustrazioni, rendendo le due versioni della seconda storia quasi intercambiabili. Questo senza nulla togliere al libro, che di per sé è ottimo. Sconsiglio però di acquistarne la versione digitale, che almeno per quel che riguarda l'EPUB è un mezzo disastro: un ammasso di immagini che non sono nemmeno indicizzate come pagine. Era meglio un semplice PDF.
Nonostante avessi già letto Questa notte non sarà breve su Internazionale ed ascoltato il podcast di Nel nido dei serpenti, mi è venuta voglia di leggere questo suo ultimo lavoro di giornalismo partigiano per intero. Da amante dei fumetti, trovo incredibile come, nel podcast, le voci riescano in qualche modo a sostituire le illustrazioni, rendendo le due versioni della seconda storia quasi intercambiabili. Questo senza nulla togliere al libro, che di per sé è ottimo. Sconsiglio però di acquistarne la versione digitale, che almeno per quel che riguarda l'EPUB è un mezzo disastro: un ammasso di immagini che non sono nemmeno indicizzate come pagine. Era meglio un semplice PDF.
Calvino mi è stato più volte imposto dalla scuola pubblica e, forse proprio per questo, non l'ho mai amato. Mi è parso il caso di dargli una seconda possibilità, cosa che in qualche altro caso (per esempio coi Promessi sposi di Manzoni) ha portato a riscoperte notevoli.
Questo caleidoscopico romanzo, che é poi quasi un'antologia di incipit di romanzi, non mi ha fatto cambiare idea. Nonostante l'abilità tecnica dell'autore, l'ho trovato poco soddisfacente dal punto di vista della trama generale e quindi, nel complesso, abbastanza noioso. Trovo inoltre antipatico che il personaggio della Lettrice sia presentato come "indispensabile", come se una relazione (etero)romantica fosse d'obbligo per rendere tale un romanzo, mentre tra gli autori dei vari romanzi-nel-romanzo non c'è neanche una scrittrice.
Detto questo, sono almeno due gli incipit che ho letto con vero piacere, quello del telefono (In una rete di linee che s'allacciano) e …
Calvino mi è stato più volte imposto dalla scuola pubblica e, forse proprio per questo, non l'ho mai amato. Mi è parso il caso di dargli una seconda possibilità, cosa che in qualche altro caso (per esempio coi Promessi sposi di Manzoni) ha portato a riscoperte notevoli.
Questo caleidoscopico romanzo, che é poi quasi un'antologia di incipit di romanzi, non mi ha fatto cambiare idea. Nonostante l'abilità tecnica dell'autore, l'ho trovato poco soddisfacente dal punto di vista della trama generale e quindi, nel complesso, abbastanza noioso. Trovo inoltre antipatico che il personaggio della Lettrice sia presentato come "indispensabile", come se una relazione (etero)romantica fosse d'obbligo per rendere tale un romanzo, mentre tra gli autori dei vari romanzi-nel-romanzo non c'è neanche una scrittrice.
Detto questo, sono almeno due gli incipit che ho letto con vero piacere, quello del telefono (In una rete di linee che s'allacciano) e quello delle cancellazioni (Quale storia laggiù attende la fine?). Specialmente nel secondo caso, non ho potuto che empatizzare con la frustrazione del protagonista costretto ad interrompere la sua lettura.
Segnalo infine uno dei passaggi che, da linguista computazionale, ho trovato particolarmente stuzzicanti e (purtroppo) al passo coi tempi:
M’ha spiegato che la grande abilità dei giapponesi nel fabbricare perfetti equivalenti dei prodotti occidentali si è estesa alla letteratura. Una ditta di Osaka è riuscita ad appropriarsi della formula dei romanzi di Silas Flannery e riesce a produrne di assolutamente inediti e di prim’ordine, tali da poter invadere il mercato mondiale. Ritradotti in inglese (o meglio, tradotti nell’inglese da cui si finge siano stati tradotti), nessun critico saprebbe distinguerli dai Flannery veri. La notizia di questa diabolica truffa m’ha sconvolto; ma non è solo la comprensibile rabbia per il danno economico e morale: sento anche una trepidante attrazione per questi falsi, per questa propaggine di me stesso che germoglia dal terreno d’un’altra civiltà. Immagino un vecchio giapponese in kimono che passa su un ponticello ricurvo: è il me stesso nipponico che sta immaginando una delle mie storie e giunge a identificarsi con me come risultato d’un itinerario spirituale che m’è completamente estraneo. Per cui i falsi Flannery sfornati dalla ditta truffaldina di Osaka sarebbero sì delle volgari contraffazioni ma nello stesso tempo conterrebbero una sapienza raffinata e arcana di cui i Flannery autentici sono del tutto privi. Naturalmente, trovandomi di fronte a un estraneo, ho dovuto nascondere l’ambiguità delle mie reazioni, e mi sono dimostrato interessato solo a raccogliere tutti i dati necessari per intentare un processo.
Fem papperslösa kvinnors historier / Cinco historias de mujeres indocumentadas är en helt tvåspråkig (och nästan helt trespråkig) seriebok baserad på intervjuer med fem papperslösa kvinnor som bor eller har bott i Sverige. Det är viktigt att berätta sådana historier på ett tillgänglgit sätt, och hela projektet Tusen serier verkar vara rätt intressant, men boken i sig har vissa brister. Amalia Alvarez beskriver sig själv som en "arbetare som tecknar" snarare än en konstnär, men illustrationerna funkar ändå bra. Däremot är det en massa stor text och relativt få, relativt små bilder, vilket inte var helt oundvikligt trots att texten är parallel på tre olika språk (svenska, spanska och engelska). Det största problemet är dock att texterna inte verkar ha korrekturlästs ordentligt. Det tycker jag är förståeligt, men ändå lite synd.
Fem papperslösa kvinnors historier / Cinco historias de mujeres indocumentadas es un cómic totalmente bilingüe (y casi trilingüe) …
Fem papperslösa kvinnors historier / Cinco historias de mujeres indocumentadas är en helt tvåspråkig (och nästan helt trespråkig) seriebok baserad på intervjuer med fem papperslösa kvinnor som bor eller har bott i Sverige. Det är viktigt att berätta sådana historier på ett tillgänglgit sätt, och hela projektet Tusen serier verkar vara rätt intressant, men boken i sig har vissa brister. Amalia Alvarez beskriver sig själv som en "arbetare som tecknar" snarare än en konstnär, men illustrationerna funkar ändå bra. Däremot är det en massa stor text och relativt få, relativt små bilder, vilket inte var helt oundvikligt trots att texten är parallel på tre olika språk (svenska, spanska och engelska). Det största problemet är dock att texterna inte verkar ha korrekturlästs ordentligt. Det tycker jag är förståeligt, men ändå lite synd.
Fem papperslösa kvinnors historier / Cinco historias de mujeres indocumentadas es un cómic totalmente bilingüe (y casi trilingüe) basado en entrevistas con cinco mujeres indocumentadas que viven o han vivido en Suecia. Contar este tipo de historias de una forma accesible es importante, y todo el proyecto contenedor Tusen serier parece muy interesante, pero el libro tiene sus faltas. Amalia Alvarez se presenta como una "trabajadora que dibuja" y no como una artista, pero las ilustraciones a mí me gustaron bastante. Lo que me gusta menos es que hay muchísimo texto y relativamente pocas imágenes relativamente pequeñas, lo cual no era del todo inevitable a pesar de que el texto aparece en paralelo en tres idiomas diferentes (sueco, español e inglés). El mayor problema, sin embargo, es que los textos no parecen haber sido revisados con cuidado, y eso me parece comprensible, pero aun así es una pena.
Despite its inviting art style, I can't say I had fun reading this - as the pretentious call this kind of comic books - "graphic novel". I was compelled by the adjective "Kafkaesque" on the back cover, but I should have learned from previous experience that, if I really want to enjoy something Kafkaesque, I should go back to The Castle or The Trial. There's nothing quite like them. Plus, British humor is very foreign to me most of the time, and this was not one of the times it wasn't.
Despite its inviting art style, I can't say I had fun reading this - as the pretentious call this kind of comic books - "graphic novel". I was compelled by the adjective "Kafkaesque" on the back cover, but I should have learned from previous experience that, if I really want to enjoy something Kafkaesque, I should go back to The Castle or The Trial. There's nothing quite like them. Plus, British humor is very foreign to me most of the time, and this was not one of the times it wasn't.