SallyScrive ha valutato Gordius: 4 stelle

Gordius di Massimiliano Niero
Parma, ottobre 2026. Qualcosa di oscuro sta trasformando gli uomini. Quando inizia l’invasione, per il tredicenne Andrea è l’ultimo giorno …
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Parma, ottobre 2026. Qualcosa di oscuro sta trasformando gli uomini. Quando inizia l’invasione, per il tredicenne Andrea è l’ultimo giorno …
È impegnativo leggere i saggi di un autore, perché ci sta dicendo in poche righe quello che altrove ci ha raccontato in 400 pagine. Ursula K. Le Guin non è una donna come le altre, è profondamente intelligente e sensibile, ha idee ben precise e una cultura molto vasta, una formazione multiculturale e progressista grazie a dei genitori anche loro intelligenti e sensibili, un antropologo e una scrittrice, che hanno prestato attenzione alle cose importanti e hanno insegnato alla figlia che intelligenza e gentilezza sono due qualità che possono andare a braccetto. Questa raccolta di saggi sembra quasi una biografia molto soggettiva e non lineare, una lente che ingrandisce le cose importanti che Ursula pensava, conosceva, immaginava, credeva. Se amate questa autrice, se volete amarla, leggete questo libro.
È impegnativo leggere i saggi di un autore, perché ci sta dicendo in poche righe quello che altrove ci ha raccontato in 400 pagine. Ursula K. Le Guin non è una donna come le altre, è profondamente intelligente e sensibile, ha idee ben precise e una cultura molto vasta, una formazione multiculturale e progressista grazie a dei genitori anche loro intelligenti e sensibili, un antropologo e una scrittrice, che hanno prestato attenzione alle cose importanti e hanno insegnato alla figlia che intelligenza e gentilezza sono due qualità che possono andare a braccetto. Questa raccolta di saggi sembra quasi una biografia molto soggettiva e non lineare, una lente che ingrandisce le cose importanti che Ursula pensava, conosceva, immaginava, credeva. Se amate questa autrice, se volete amarla, leggete questo libro.

Nuova edizione con due testi aggiuntivi selezionati e tradotti da Veronica Raimo. Scrittrice di grande successo internazionale, associata a un …

"Partito da Monaco alle 20.35 del 1° maggio, arrivato a Vienna il mattino dopo sul presto; sarei dovuto arrivare alle …

Bastiano è un ragazzino goffo, grassoccio, soprattutto molto solo. E ha una grande passione: leggere. In un giorno di pioggia, …

Il giorno del suo diciottesimo compleanno, Marian ha ben poco da festeggiare: la madre l'ha promessa in sposa al detestabile …
Purtroppo non è stato quello che mi aspettavo. Sapevo che avrei letto un fantasy per ragazzi, ma mi aspettavo dei guizzi creativi qui e là, un mondo magico più originale e un cattivo più complesso.
Ho apprezzato i riferimenti all'universo letterario shakespeariano, ma i richiami rimangono strizzate d'occhio superficiali e la storia principale si evolve ignorando le tematiche e lo stile dell'autore inglese.
La storia è semplice e prevedibile, non tenta mai di deviare dai binari prestabiliti, costellata di contraddizioni sul funzionamento della magia e sulle meccaniche del mondo magico. Le creature descritte sono interessanti, ma non approfondite e l'impressione è che questo mondo magico sia vuoto e statico.
Sicuramente adatto a ragazzin* sotto ai 12 anni, infatti lo regalerò a mia nipote.
Purtroppo non è stato quello che mi aspettavo. Sapevo che avrei letto un fantasy per ragazzi, ma mi aspettavo dei guizzi creativi qui e là, un mondo magico più originale e un cattivo più complesso.
Ho apprezzato i riferimenti all'universo letterario shakespeariano, ma i richiami rimangono strizzate d'occhio superficiali e la storia principale si evolve ignorando le tematiche e lo stile dell'autore inglese.
La storia è semplice e prevedibile, non tenta mai di deviare dai binari prestabiliti, costellata di contraddizioni sul funzionamento della magia e sulle meccaniche del mondo magico. Le creature descritte sono interessanti, ma non approfondite e l'impressione è che questo mondo magico sia vuoto e statico.
Sicuramente adatto a ragazzin* sotto ai 12 anni, infatti lo regalerò a mia nipote.
Il romanzo è costruito come un sestetto musicale, con sei storie incastonate l'una nell'altra, dove la prima storia è interrotta a metà e le successive cinque sono presentate integralmente, finché l'ultima storia (la sesta) è mostrata per intero. Poi si torna indietro, completando le cinque storie a ritroso. Tutti i protagonisti si trovano davanti a scelte fondamentali nel corso della loro vita. Partendo dal presupposto che siano tutti la stessa anima (o almeno 4 di loro, se seguiamo la cometa), assistiamo all’evoluzione, incarnazione dopo incarnazione, di un’anima che, in epoche diverse, si trova tra gli oppressi o deve scegliere se essere un oppressore. Leggendo, ho avuto l'impressione che Frobisher (il compositore) sia una sorta di alter ego dell'autore: in un momento di profonda lucidità, sembra rivolgersi al lettore quando rivela di fatto il tema e il significato del Sestetto, e si ha l’impressione che sia l’autore a parlarci. Questo momento …
Il romanzo è costruito come un sestetto musicale, con sei storie incastonate l'una nell'altra, dove la prima storia è interrotta a metà e le successive cinque sono presentate integralmente, finché l'ultima storia (la sesta) è mostrata per intero. Poi si torna indietro, completando le cinque storie a ritroso. Tutti i protagonisti si trovano davanti a scelte fondamentali nel corso della loro vita. Partendo dal presupposto che siano tutti la stessa anima (o almeno 4 di loro, se seguiamo la cometa), assistiamo all’evoluzione, incarnazione dopo incarnazione, di un’anima che, in epoche diverse, si trova tra gli oppressi o deve scegliere se essere un oppressore. Leggendo, ho avuto l'impressione che Frobisher (il compositore) sia una sorta di alter ego dell'autore: in un momento di profonda lucidità, sembra rivolgersi al lettore quando rivela di fatto il tema e il significato del Sestetto, e si ha l’impressione che sia l’autore a parlarci. Questo momento di lucidità esiste in ogni era, ogni protagonista riconosce sé stessə e per un attimo comprende la visione d’insieme, questo viaggio che si allunga nel passato e nel futuro, questa sequenza di eventi che l’hanno definitə, percependo che la forma finale ancora non è raggiunta.
Parte molto bene, forse un po' lento negli eventi (al capitolo 7 ancora non ha rivelato quale sia l'epidemia, anche se si inizia ad intuire di cosa si tratta). Mi sta piacendo l'ambientazione parmigiana, la descrizione di questa provincia emiliana che tanto mi è cara. Curiosità: gli eventi del libro, scritto nel 2023, iniziano dal 2026. Toh, a volte il caso.
Parte molto bene, forse un po' lento negli eventi (al capitolo 7 ancora non ha rivelato quale sia l'epidemia, anche se si inizia ad intuire di cosa si tratta). Mi sta piacendo l'ambientazione parmigiana, la descrizione di questa provincia emiliana che tanto mi è cara. Curiosità: gli eventi del libro, scritto nel 2023, iniziano dal 2026. Toh, a volte il caso.

Due fra i più attrezzati e acuti critici della politica israeliana in Palestina, lo storico israeliano Ilan Pappé e il …
Al netto del fatto che Noam Chomsky è citato negli Epstein Files (ho prenotato il libro dalla biblioteca prima di conoscere questo dettaglio), il suo stile di scrittura ironico e graffiante mi piace. Meno Ilan Pappé, che trovo leggermente pedante e prolisso. I contributi di entrambi sono assolutamente interessanti e hanno riattivato il mio anti-americanismo. Interessante per approfondire la difficile convivenza dei due popoli in Palestina e di come la storia sia stata riscritta dai vincitori (cosa che avviene sempre). La glorificazione tutta occidentale per il colonialismo, per decenni spacciato come "civilizzazione" e "democratizzazione" è rivoltante, uno schema che si ripete da secoli e che a quanto pare è una caratteristica degli imperi occidentali che si proclamano superiori. È anche facile vedere, nel processo di giudaizzazione della Palestina da parte di Israele, il genocidio operato dai coloni europei nelle Americhe.
Al netto del fatto che Noam Chomsky è citato negli Epstein Files (ho prenotato il libro dalla biblioteca prima di conoscere questo dettaglio), il suo stile di scrittura ironico e graffiante mi piace. Meno Ilan Pappé, che trovo leggermente pedante e prolisso. I contributi di entrambi sono assolutamente interessanti e hanno riattivato il mio anti-americanismo. Interessante per approfondire la difficile convivenza dei due popoli in Palestina e di come la storia sia stata riscritta dai vincitori (cosa che avviene sempre). La glorificazione tutta occidentale per il colonialismo, per decenni spacciato come "civilizzazione" e "democratizzazione" è rivoltante, uno schema che si ripete da secoli e che a quanto pare è una caratteristica degli imperi occidentali che si proclamano superiori. È anche facile vedere, nel processo di giudaizzazione della Palestina da parte di Israele, il genocidio operato dai coloni europei nelle Americhe.

Hamlet Hargreaves è il rampollo di una delle famiglie più influenti dell’élite nobiliare dell’Impero britannico, Gwenaelle invece è una cameriera …
Gloria e Sephira hanno una sensibilità particolare che traspare dal modo in cui presentano tutte le (tante) tematiche del libro. Un saggio poderoso, ma la lettura non è appesantita dalla dimensione, anzi, c'è un arricchimento e una apertura che difficilmente ho trovato in altri saggi. Il tema è vasto, il saggio non può approfondire, ma pur rimanendo generico, lancia spunti interessanti e propone le domande giuste. Chiudendo il libro, viene voglia di leggere molti dei libri e saggi citati. Ho apprezzato tantissimo le riflessioni su violenza, patriarcato, disabilità e rappresentazione nel fantasy, tutti temi molto cari alle autrici che ritrovo anche sul loro blog e nella loro newsletter. Per chi vuole leggere e scrivere fantasy in modo diverso e più consapevole.
Gloria e Sephira hanno una sensibilità particolare che traspare dal modo in cui presentano tutte le (tante) tematiche del libro. Un saggio poderoso, ma la lettura non è appesantita dalla dimensione, anzi, c'è un arricchimento e una apertura che difficilmente ho trovato in altri saggi. Il tema è vasto, il saggio non può approfondire, ma pur rimanendo generico, lancia spunti interessanti e propone le domande giuste. Chiudendo il libro, viene voglia di leggere molti dei libri e saggi citati. Ho apprezzato tantissimo le riflessioni su violenza, patriarcato, disabilità e rappresentazione nel fantasy, tutti temi molto cari alle autrici che ritrovo anche sul loro blog e nella loro newsletter. Per chi vuole leggere e scrivere fantasy in modo diverso e più consapevole.