SallyScrive ha recensito L'anno del pensiero magico di Joan Didion
Scritto bene, ma non capisco cosa stia cercando di dirmi
3 stelle
Didion sa sicuramente scrivere e il libro si legge tutto d'un fiato. Consegna un'immagine di una madre che si ritrova a prendersi cura della figlia che entra ed esce da vari ospedali tra Los Angeles e New York per complicazioni dopo una non diagnosticata polmonite. Nel frattempo, il marito muore improvvisamente, e quindi il lutto per il marito si mescola al dolore per le condizioni della figlia. La narrazione del presente si interseca con ricordi familiari in una sorta di flusso di coscienza. Il pensiero magico è la convinzione (accennata tre volte, mai approfondita) che il marito tornerà. Il libro è diviso in due: nella prima parte, si prende cura della figlia, nella seconda, cerca di riprendere le sue attività quotidiane, il lavoro, le frequentazioni sociali. Alla fine ci riesce. Il marito non torna. Il 2004 e il 2005 sono sicuramente stati anni difficili per Didion, che ha perso prima …
Didion sa sicuramente scrivere e il libro si legge tutto d'un fiato. Consegna un'immagine di una madre che si ritrova a prendersi cura della figlia che entra ed esce da vari ospedali tra Los Angeles e New York per complicazioni dopo una non diagnosticata polmonite. Nel frattempo, il marito muore improvvisamente, e quindi il lutto per il marito si mescola al dolore per le condizioni della figlia. La narrazione del presente si interseca con ricordi familiari in una sorta di flusso di coscienza. Il pensiero magico è la convinzione (accennata tre volte, mai approfondita) che il marito tornerà. Il libro è diviso in due: nella prima parte, si prende cura della figlia, nella seconda, cerca di riprendere le sue attività quotidiane, il lavoro, le frequentazioni sociali. Alla fine ci riesce. Il marito non torna. Il 2004 e il 2005 sono sicuramente stati anni difficili per Didion, che ha perso prima il marito e poi la figlia. Un dolore terribile. Qui rappresentato in modo semplice e schietto. Il lutto è un'esperienza troppo personale per ritrovare la mia esperienza (sicuramente più serena) nella sua. Ho preferito come Alice Sebold rappresenta il lutto, il dolore e la perdita in "Amabili resti".