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Majgull Axelsson: Io non mi chiamo Miriam (Iperborea)

"Io non mi chiamo Miriam", dice di colpo un'elegante signora svedese il giorno del suo …

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Un bel libro, denso di contenuti, che ruota intorno alla vita di Miriam/Malika con continui salti presente-passato.
E' l'unico libro che conosco in cui gli orrori dei campi di concentramento sono narrati come romanzo e non raccontati
da un vero testimone che li ha vissuti.
Tutta la storia ruota intorno a due aspetti: il ricordo di quanto subito nei campi e i sessanta e più anni vissuti dopo sotto
mentite spoglie, quasi a difendere la falsa identità ebrea assunta all'arrivo al campo in luogo della sua vera origine rom.
E' scritto con uno stile preciso e delicato, nonostante i temi trattati, che ti accompagna nella lettura con abbondanza di particolari,
ma senza mai stancarti.
E' un libro abbastanza lungo ed una lettura impegnata, ma ne vale la pena!