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ha recensito Hyperversum Next di Cecilia Randall (Hyperversum Next Generation, #1)

Cecilia Randall: Hyperversum Next (Hardcover, Italiano language, 2016, Giunti)

Phoenix, Arizona, futuro prossimo. Alexandra Freeland, furiosa perché l'ennesimo brutto voto in fisica la costringe …

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Tornare dopo tanti anni nel mondo della Saga di Hypeversum è stato molto bello. La penna di Cecilia Randall (che già aveva dimostrato le sue qualità con il primo Hyperversum del 2006) si è affinata nel tempo, e nelle scene di azione e di combattimento (che, ammetto, sono le mie preferite) si vede l'esperienza che ha maturato anche con opere impegnative come Gens Arcana e il dittico Millennio di Fuoco.
Ma qui, in Hypeversum Next, l'autrice ha deciso di mostrarci, oltra alla bravura, anche la sua duttilità e, pur riproponendo una ambientazione nota e facendo comunque muovere una parte dei personaggi della prima trilogia, ci propone un romanzo che sfuma nel genere YA.
Due nuovi eroi (una giovane studentessa del presente, Alex(andra) e Marc, l'irruento figlio cadetto del Falco, Ian) di una età minore, e dal temperamento molto più impulsivo e moderno, sorreggono, insieme a un'ampia squadra di comprimari, una avventura emozionante e ben costruita, che riduce il respiro più nettamente politico, a favore di una più descritta interazione (anche sentimentale) tra le parti.
Abbiamo quindi un'opera assolutamente per tutte le età, in cui l'elemento da "gioco di ruolo" diminuisce di importanza, ma non scompare, in cui l'ambientazione storica rimane elegante e curata, ma dove è più facile "innamorarsi" dei giovani attori, perché sono in qualche modo "più protagonisti" della Storia con la esse maiuscola.
Un cambio c'è stato - l'autrice aveva ben dichiarato che la trilogia originale aveva esaurito l'iterazione tra i personaggi presenti - ma credo che questa nuova opera sappia sia farsi apprezzare dai lettori della prima ora, sia farsi amare da chi non ha letto le precedenti e ha comunque voglia di fare un salto nel tempo, verso la Francia del milleedue.
I miei complimenti, confidando che anche in questo caso si parli (almeno) di una trilogia.