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Silvia Calamati: Neve e fango per dissetarmi (Paperback, Italiano language, 2014, Edizioni Socrates)

La tragica guerra civile greca (1946-1949), scoppiata all'indomani dell'occupazione italo-bulgaro-tedesca della Grecia, rivive nel diario …

“Guarda che tempo ha scelto per prendermi la morte, ora che il ramo è in fiore, che l’erba cresce forte”

La guerra civile greca (iniziata all'indomani della conclusione della seconda guerra mondiale) è forse la pagina di storia della Grecia meno conosciuta qui in Italia. Proprio quando la pace sembrò regnare finalmente in Europa, la conferenza di Yalta assegnò la Grecia a tavolino all’Occidente, per impedire l'espandersi del dominio sovietico sull'Europa. L’occupazione italo-bulgaro-tedesca del Paese durante la Seconda Guerra Mondiale finì con l’innescare il conflitto tra le forze sostenute dal blocco occidentale, l’Esercito Nazionale di Atene, e i partigiani del Partito comunista greco KKE, il cui braccio armato era l’Esercito Democratico della Grecia (DSE). La popolazione greca era, infatti, in buona parte non solo legata da simpatie socialiste all’Unione Sovietica, ma anche da forti legami religiosi, dovuti alla comune fede greco-ortodossa.

Sotiris Kanellopoulos era un soldato dell’Esercito Democratico della Grecia, e il suo diario ci restituisce tre mesi dell’ultimo anno di guerra. Queste pagine drammatiche sono state riscoperte e tradotte dalla giornalista Silvia Calamati e raccontano il calvario vissuto dal Kanellopoulos e dai suoi compagni: braccati dall’esercito governativo, il partigiano e le sua unità si trovano costretti a una fuga in condizioni estreme, di anfratto in anfratto, sul massiccio del Taigeto, tormentati dalla fame, dalla sete e dal freddo. Il diario, intenso e doloroso, inizia il 1° marzo 1949 e si conclude con una notazione scritta all’alba del 17 maggio dello stesso anno, giorno in cui fu ucciso.

Il diario è arricchito da foto di Kanellopoulos e di quelle scattate sul Taigeto anni dopo, durante le ricerche svolte dal figlio del partigiano per trovare il luogo della morte del padre. L’appendice storica è a sua volta ricca di foto dei protagonisti della guerra civile greca.

Il contesto storico del diario è completato da un ricco corredo storiografico. L’analisi del periodo 1936-1949 in Grecia è affidata a Richard Clogg, considerato uno dei più importanti studiosi di storia greca a livello internazionale. Un saggio di Polymeris Voglis, studioso del Dipartimento di Storia dell’Università della Tessaglia, aiuta invece il lettore a conoscere e comprendere il ruolo svolto dal DSE durante la guerra civile.

Il grande merito di quest'opera va sopratutto alla sua curatrice, Silvia Calamati, giornalista e scrittrice vicentina, e alla casa editrice Socrates, per aver salvato dall’oblio e pubblicato questa preziosa testimonianza. Leggere questo libro aiuta infatti a capire meglio il presente ed in particolare la recente crisi socio-politico-economica greca. Per comprendere meglio il quadro politico bisogna altresì ricordare che anche prima dell’aggressione fascista il governo autoritario guidato da Ioannis Metaxas, passato alla storia per l’orgoglioso e patriottico “No” alle mire espansionistiche di Mussolini, erano vietati i partiti comunisti, gli scioperi e vigeva la censura dell’informazione. Lo spettro del comunismo continuò a spaventare anche i governi del secondo dopoguerra. Con la scusa del “pericolo rosso” si commisero in Grecia immani atrocità, che hanno raggiunto l’apice con l’instaurazione della dittatura militare dei colonnelli, nel periodo che va dal 1967 al 1974 e forse si stanno ripresentando minacciosamente oggi con l’avanzata elettorale della formazione partitica neo-nazista “Alba Dorata”.