Nicola ha recensito Isabella Nagg e il vaso di basilico di Oliver Darkshire
Un fantasy rilassante, ma un po' inquieto.
4 stelle
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Fantasy tranquillo, dal clima domestico, che mi ha colpito più di quanto mi aspettassi.
Non è un fantasy di epiche battaglie o di grandi missioni, anche se qualche assaggio non manca: è un libro che secondo me ha lavorato più sull’ambientazione, sui ritmi del villaggio, sulle relazioni della protagonista che in qualche modo costruiscono un mondo. E alla fine, mi ha preso: è diverso dai fantasy che leggo di solito, ma mi ha lasciato una sensazione più profonda.
La storia è un percorso di riscatto e di riappropriazione della propria identità. Isabella è una protagonista che funziona perché non è mai “solo buona”: ha luce e ombra, fragilità e ostinazione. È costruita bene, e regge da sola quasi tutto il romanzo. Gli altri personaggi sono più contorno che coprotagonisti, vicini di casa, abitanti del villaggio, gli animali, presenze che fanno atmosfera, eppure mi sembra che funzioni!
Il famiglio, il Grimalkin, è uno dei punti forti: entra in scena bene, ha una sua storia, anche se non viene raccontata del tutto. Si intuisce nelle cose che accadono, e alla fine rivela elementi che fanno riflettere. Anche lo stratagemma del basilico è un bel colpo di scena!
Un po' sì e un po' no. invece, tutte quelle note, alcune divertenti e interessanti, ma decisamente troppe!
C’è una cosa che mi ha lasciato un po’ deluso: la vicenda dell’acciarino e dei tre cani. Mi sarei immaginato che, una volta capito cosa comporta davvero usarlo, Isabella avrebbe fatto di tutto per non ricorrervi, soprattutto dopo aver iniziato a conoscere e voler bene al Grimalkin. Capisco la prima prova, ok. Ma il secondo e il terzo cane… non mi è sembrato necessario o per lo meno, non così immediato. Mi ha stonato un po’ rispetto al percorso emotivo che il libro costruisce.
