Gomelez ha recensito 2666 di Roberto Bolaño (gli Adelphi, #356)
2666 mi rode dentro
5 stelle
2666 è un romanzo che non so definire bene. Ogni volta che mi trovo a spiegare a qualcuno il perché sia il mio preferito di sempre faccio fatica a veicolare l'insieme di tutto ciò che ci viene rappresentato e che rappresenta. È un romanzo che apre una voragine nera sull'uomo, mostra il male ma non nella forma plateale e esagerata ma in quella pervasiva e strisciante, appena percepibile con la coda dell'occhio. Poi però ti colpisce fortissimo con il racconto dei femminicidi nel Sonora e torna a chiudersi come era partito.
È una storia multiforme che viene giustamente definita romanzo mondo e lo capisco bene data l'estensione geografica, temporale, di protagonisti, contesti e temi. Ha una sequenza di lettura che può variare, essere mescolata, affrontata in modo parziale o completo. Ci si può soffermare su una parte o su un'altra.
Ciò che 2666 sa fare meglio è raccontare …
2666 è un romanzo che non so definire bene. Ogni volta che mi trovo a spiegare a qualcuno il perché sia il mio preferito di sempre faccio fatica a veicolare l'insieme di tutto ciò che ci viene rappresentato e che rappresenta. È un romanzo che apre una voragine nera sull'uomo, mostra il male ma non nella forma plateale e esagerata ma in quella pervasiva e strisciante, appena percepibile con la coda dell'occhio. Poi però ti colpisce fortissimo con il racconto dei femminicidi nel Sonora e torna a chiudersi come era partito.
È una storia multiforme che viene giustamente definita romanzo mondo e lo capisco bene data l'estensione geografica, temporale, di protagonisti, contesti e temi. Ha una sequenza di lettura che può variare, essere mescolata, affrontata in modo parziale o completo. Ci si può soffermare su una parte o su un'altra.
Ciò che 2666 sa fare meglio è raccontare il modo in cui le più semplici vite di critici letterari, professori, giornalisti e scrittori, possano venire risucchiate nella follia della violenza di tutti i giorni. La letteratura, così come l'arte, non è sopra il mondo ma dentro di esso e come tale si macchia di tutto il fango, il sangue e la merda con cui viene in contatto.
Ultima cosa importante: piccolo spoiler, 2666 non ha una fine. Non perché l'autore è morto prima di concluderlo (cosa che in effetti è vera) ma perché la cifra stilistica di Bolaño quella è: far entrare il lettore nelle vite dei protagonisti e ad un certo punto uscire e non voltarsi indietro. Fa strano ma per me è anche il modo più bello di abbandonare un mondo che risulta ancora più vivo e pulsante.