Nicola ha recensito Una maschera color del cielo di Bassem Khandaqji
Documenti d'identità e maschere
5 stelle
Inizio dicendo semplicemente che "Una maschera color del cielo" è un romanzo che mi ha colpito molto, moltissimo. Il romanzo segue Nur, un giovane palestinese che grazie a una carta d'identità israeliana trovata per caso riesce a muoversi in spazi che normalmente gli sarebbero preclusi. Da questa premessa nasce una riflessione profonda sull'identità, sul privilegio e sulle disuguaglianze che segnano la vita quotidiana di palestinesi o di palestinesi che vivono in Israele.
La cosa più emozionante, secondo me, è la capacità dell'autore di mostrare la complessità dell'essere palestinese, in modo molto concreto, compresa quella condizione di identità doppia o sospesa che emerge quando ci si trova a vivere tra mondi diversi. Che io da persona italiane che vive in Italia, difficilmente posso comprendere appieno e nella sua totalità di sfumature. La "maschera" del titolo non è soltanto un documento d'identità: diventa il simbolo di un passaggio continuo tra appartenenze, …
Inizio dicendo semplicemente che "Una maschera color del cielo" è un romanzo che mi ha colpito molto, moltissimo. Il romanzo segue Nur, un giovane palestinese che grazie a una carta d'identità israeliana trovata per caso riesce a muoversi in spazi che normalmente gli sarebbero preclusi. Da questa premessa nasce una riflessione profonda sull'identità, sul privilegio e sulle disuguaglianze che segnano la vita quotidiana di palestinesi o di palestinesi che vivono in Israele.
La cosa più emozionante, secondo me, è la capacità dell'autore di mostrare la complessità dell'essere palestinese, in modo molto concreto, compresa quella condizione di identità doppia o sospesa che emerge quando ci si trova a vivere tra mondi diversi. Che io da persona italiane che vive in Italia, difficilmente posso comprendere appieno e nella sua totalità di sfumature. La "maschera" del titolo non è soltanto un documento d'identità: diventa il simbolo di un passaggio continuo tra appartenenze, possibilità e limiti.
Mi è piaciuta anche la trama parallela del romanzo che il protagonista vuole scrivere su Maria Maddalena. Più che una sottotrama, diventa un modo per attraversare luoghi e stratificazioni culturali, è la motivazione che spinge il protagonista nei luoghi dell'occupazione israeliana
Funziona bene anche il dialogo interiore con l'amico detenuto, che dà al racconto una dimensione politica e umana molto intensa. I fatti di per sé, sono d'invenzione, ma il libro trasmette una forte sensazione di realtà, anche perché la vicenda personale dell'autore palestinese si sente sullo sfondo del romanzo.
È uno di quei libri che aiutano a comprendere meglio una realtà complessa senza rinunciare al racconto e alla trama. Mi sono trovato spesso in sintonia con il protagonista e con i suoi conflitti interiori. Una lettura che consiglio.