marco.giorgini ha recensito The hate u give di Angie Thomas
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4 stelle
Il libro è bello, intrigante e, per certi aspetti, anche utile per comprendere alcune dinamiche sulle difficoltà di interazione razziale e su una realtà (quella dei quartieri "ghetto" americani di oggi) di cui so pochissimo. Ricco di tanti personaggi differenti, e l'idea di fondo è che la maggior parte abbiano sfumature e una complessità per cui un giudizio immediato non possa che essere parziale.
Si parla infatti di razzismo (un po' bianchi vs neri, ma anche bianchi vs orientali e, non poco, neri vs bianchi) ma la maggior parte dei personaggi è "normale" e plausibile, e non è (salvo rari casi) "cattiva" ma solo "superficiale" (nel senso che non pensa abbastanza alla situazione reale per comprendere che il proprio atteggiamento non sia corretto) e spesso pronta ad ammettere, almeno un po', di avere sbagliato quando comprende meglio le cose.
Un bel romanzo di formazione (ed è un romanzo, non un …
Il libro è bello, intrigante e, per certi aspetti, anche utile per comprendere alcune dinamiche sulle difficoltà di interazione razziale e su una realtà (quella dei quartieri "ghetto" americani di oggi) di cui so pochissimo. Ricco di tanti personaggi differenti, e l'idea di fondo è che la maggior parte abbiano sfumature e una complessità per cui un giudizio immediato non possa che essere parziale.
Si parla infatti di razzismo (un po' bianchi vs neri, ma anche bianchi vs orientali e, non poco, neri vs bianchi) ma la maggior parte dei personaggi è "normale" e plausibile, e non è (salvo rari casi) "cattiva" ma solo "superficiale" (nel senso che non pensa abbastanza alla situazione reale per comprendere che il proprio atteggiamento non sia corretto) e spesso pronta ad ammettere, almeno un po', di avere sbagliato quando comprende meglio le cose.
Un bel romanzo di formazione (ed è un romanzo, non un manifesto di propaganda, o una inchiesta) e sarò curioso di vedere quanto cambierà quando, credo a breve, sarà trasposto sul grande schermo.
Una ultima nota: difficile non notare similitudini tra la comunità nera proposta nel libro e alcuni atteggiamenti comunemente luoghi comuni "italiani" (non ultimi i rituali legati al guardare le partite, ma anche alcune discussioni sul cibo) e ricordarsi quindi che tutti siamo un po' simili a tutti - su più punti di quelli che possiamo immaginarci
