Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A nord della fortezza c'è il deserto da cui si attende un'invasione dei tartari. Ma l'invasione, sempre annunciata, non avviene e l'addestramento, i turni di guardia, l'organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. Quando Drogo torna in città per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita è l'inutile attesa del nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l'evento tanto i tartari avanzano dal deserto. Nell'emozione e nella confusione del momento, senza che lui possa prendere parte ai preparativi di difesa, Drogo muore, dimenticato da tutti.
Giovanni Drogo, un sottotenente, viene mandato in una lontana fortezza. A nord della fortezza c'è il deserto da cui si attende un'invasione dei tartari. Ma l'invasione, sempre annunciata, non avviene e l'addestramento, i turni di guardia, l'organizzazione militare, appaiono cerimoniali senza senso. Quando Drogo torna in città per una promozione, si accorge di aver perso ogni contatto con il mondo e che ormai la sua unica ragione di vita è l'inutile attesa del nemico. Tornato alla fortezza, si ammala e proprio allora accade l'evento tanto i tartari avanzano dal deserto. Nell'emozione e nella confusione del momento, senza che lui possa prendere parte ai preparativi di difesa, Drogo muore, dimenticato da tutti.
Come passare la vita inseguendo qualcosa che non arriverà mai in tempo. Il racconto si presta ovviamente a tante interpretazioni che vanno oltre la storia del tenente Drogo. L'autore è bravissimo nello scrivere un libro lentissimo in cui non succede sostanzialmente nulla e il lettore è spesso combattuto tra lo smettere di leggere ed il proseguire caparbio aspettando una svolta. Nonostante il tempo buttato via dal protagonista, è proprio l'inesorabile passare del tempo inutilmente trascorso che porta le emozioni migliori. Mi era piaciuto di più ai tempi della scuola, ma resta un libro da leggere.
Come passare la vita inseguendo qualcosa che non arriverà mai in tempo. Il racconto si presta ovviamente a tante interpretazioni che vanno oltre la storia del tenente Drogo. L'autore è bravissimo nello scrivere un libro lentissimo in cui non succede sostanzialmente nulla e il lettore è spesso combattuto tra lo smettere di leggere ed il proseguire caparbio aspettando una svolta. Nonostante il tempo buttato via dal protagonista, è proprio l'inesorabile passare del tempo inutilmente trascorso che porta le emozioni migliori. Mi era piaciuto di più ai tempi della scuola, ma resta un libro da leggere.