lingua Italiano
Pubblicato da Feltrinelli.
Un'indagine sulle strutture associative di base a Milano
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Pubblicato da Feltrinelli.
La disgregazione sociale del tessuto urbano delle grandi città ha trovato in Milano una risposta – tutta esterna alle istituzioni – di portata significativa: l’occupazione di decine di stabili da adibire a centri sociali autogestiti ad opera di collettivi giovanili, gruppi femministi, comitati di quartiere, sezioni dell’Unione Inquilini, circoli La Comune e altri organismi di base. Le radici lontane di questi centri sociali sono da ricercarsi nei circoli associativi rifondati dopo la Liberazione, ma le tematiche della partecipazione e dell’egualitarismo sono mutuate dall’esperienza del movimento operaio dal ’68 ad oggi; del tutto originali, anche sul piano teorico, sono i contributi per una nuova concezione del servizio sociale, realizzato nel contesto particolare dell’autogestione, e per la ricerca di ideali e modelli di vita diversi. Questo risulta dall’indagine fatta su una quarantina di centri sociali autogestiti, sulle attività che vi vengono svolte, sulle caratteristiche degli organismi promotori, in particolare dei collettivi giovanili, …
La disgregazione sociale del tessuto urbano delle grandi città ha trovato in Milano una risposta – tutta esterna alle istituzioni – di portata significativa: l’occupazione di decine di stabili da adibire a centri sociali autogestiti ad opera di collettivi giovanili, gruppi femministi, comitati di quartiere, sezioni dell’Unione Inquilini, circoli La Comune e altri organismi di base. Le radici lontane di questi centri sociali sono da ricercarsi nei circoli associativi rifondati dopo la Liberazione, ma le tematiche della partecipazione e dell’egualitarismo sono mutuate dall’esperienza del movimento operaio dal ’68 ad oggi; del tutto originali, anche sul piano teorico, sono i contributi per una nuova concezione del servizio sociale, realizzato nel contesto particolare dell’autogestione, e per la ricerca di ideali e modelli di vita diversi. Questo risulta dall’indagine fatta su una quarantina di centri sociali autogestiti, sulle attività che vi vengono svolte, sulle caratteristiche degli organismi promotori, in particolare dei collettivi giovanili, analizzati nella loro composizione di classe, nelle problematiche esistenziali e politiche e nei principi teorici che hanno portato alla loro aggregazione. La delusione diffusa dopo il 20 giugno ha contribuito alla profonda trasformazione dei centri sociali in circoli giovanili, ma non ha bloccato la loro moltiplicazione, che oggi continua a testimonianza, pur con errori e limiti, del rifiuto di larghi strati di giovani all’integrazione ideologica.