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Tra i libri più tradotti e fraintesi della modernità, I fiori del male restano un’opera che non smette di interrogare il lettore. Non un semplice canzoniere del “maledettismo”, ma un teatro della coscienza, dove il poeta mette in scena se stesso e il proprio tempo, tra attrazione e rifiuto, bellezza e decomposizione. Come osserva la curatrice Michela Landi, Baudelaire sfugge a ogni etichetta: la sua poesia è “indecidibile”, sospesa, capace di sabotare dall’interno le categorie di classico, romantico o decadente. Questa nuova edizione restituisce la tensione viva di un’opera corrosiva …

Copertina rigida, 320 pagine

lingua Italian

Pubblicato il 1996 da Fabbri Editori.

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Argomenti
  • Poetry, Decadentism

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