Brossura, 504 pagine
lingua Italiano
Pubblicato il 23 Aprile 2011 da Iperborea.
Brossura, 504 pagine
lingua Italiano
Pubblicato il 23 Aprile 2011 da Iperborea.
Una storia di perdizione e redenzione che accetta il male come il bene, le più alte aspirazioni e gli impulsi autodistruttivi come le «passioni dolorose di cuori smarriti», un mondo illuminato dall'amore e immerso in una natura incantata.
«Ma sei poeta ugualmente, Gösta. Tu hai vissuto più poesie di quante altri poeti ne abbian scritte.»
Caro lettore, per il Natale del 1891 fu pubblicato a Stoccolma il romanzo di una sconosciuta di trentatré anni: si chiamava La saga di Gösta Berling e la sconosciuta Selma Lagerlöf. Il giorno dopo era famosa. Nel 1909 riceverà il premio Nobel e, tra i numerosi estimatori, Marguerite Yourcenar la definirà «la più grande scrittrice dell’Ottocento». Il libro è tuttora annoverato tra i capolavori della letteratura europea. Ma per me non è «solo» questo: La saga di Gösta Berling è il romanzo che per primo mi ha fatto conoscere la magia e il …
Una storia di perdizione e redenzione che accetta il male come il bene, le più alte aspirazioni e gli impulsi autodistruttivi come le «passioni dolorose di cuori smarriti», un mondo illuminato dall'amore e immerso in una natura incantata.
«Ma sei poeta ugualmente, Gösta. Tu hai vissuto più poesie di quante altri poeti ne abbian scritte.»
Caro lettore, per il Natale del 1891 fu pubblicato a Stoccolma il romanzo di una sconosciuta di trentatré anni: si chiamava La saga di Gösta Berling e la sconosciuta Selma Lagerlöf. Il giorno dopo era famosa. Nel 1909 riceverà il premio Nobel e, tra i numerosi estimatori, Marguerite Yourcenar la definirà «la più grande scrittrice dell’Ottocento». Il libro è tuttora annoverato tra i capolavori della letteratura europea. Ma per me non è «solo» questo: La saga di Gösta Berling è il romanzo che per primo mi ha fatto conoscere la magia e il fascino del Nord, il più emblematico dell’arte del raccontare e di tutto quello che amo nella narrativa scandinava, che mi ha spinto a diventare editore. Poema epico, raccolta di leggende, saga, racconta le vicende di una stravagante compagnia di bohémien, musicisti, giocatori e bevitori «allegri, spensierati, eternamente giovani» su cui domina la figura di Gösta Berling, il seducente prete spretato, bello come un dio greco, che irradia spirito di avventura e gioia di vivere, ma destinato a suscitare amori fatali e sventure. Una storia di perdizione e redenzione che accetta il male come il bene, le più alte aspirazioni e gli impulsi autodistruttivi come le «passioni dolorose di cuori smarriti», un mondo illuminato dall’amore e immerso in una natura incantata. È un libro che «brucia», dice ancora la Yourcenar, di un’immaginazione ardente, uno dei romanzi su cui costruiamo i «castelli imperituri del sogno e della fantasia».